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Ghe Sem Milano, il ristorante che unisce Cina e Italia

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L'obiettivo di Ghe Sem Milano è quello di unire l'arte della pasta e dei ravioli cinesi alle ricette della tradizione italiana.

Ghe Sem è l’innovativo locale a Milano che si è posto l’obiettivo di unire la cucina cinese a quella italiana. Apre nel 2016 e in poco tempo riesce a unire alla perfezione la semplicità della nostra cucina nazionale agli antichi rituali dei pastifici cinesi.

I dim sum sono i protagonisti del menu: ravioli dalla tipica forma e consistenza dei dumpling, ma ripieni di tradizione. Si possono trovare quello all’ossobuco, all’amatriciana o con sarde e beccafico. Ad equilibra i sapori ci pensa la freschezza dei cocktail d’autore, pensati proprio per accompagnare il percorso nei sapori. La proposta cambia seguendo la stagionalità, tranne per alcuni cavalli di battaglia.

Ghe Sem Milano, tra Cina e Italia

L’arredamento è molto semplice, forse per lasciare tutto lo spazio necessario ai piatti, belli e buoni. Dal soffitto scendono delle lampadine appese a un filo e ricadono su tavoli apparecchiati con tovagliette di carta. Altra fonte di luce sono le colorate scritte al neon, che danno un tocco di modernità, ma allo stesso tempo di vintage. Un grande bancone da bar, anch’esso illuminato, prende posizione all’ingresso del locale.

Una vasta collezione di alcolici e superalcolici padroneggia la parete posta alle spalle dei barman. Molto particolare il modo in cui vengono serviti i ravioli, ovvero nelle tipiche terrine di legno a doppio fondo, accompagnati rigorosamente da bacchette di legno.

Il menu del locale

Il menu è composta da un’unica pagina perché è possibile ordinare solamente i ravioli: non ci sono secondi o antipasti. Nella terrina verranno posizionati sempre due pezzi, a eccezione della proposta ai gamberi. La carta quindi è divisa in 6 sezioni differenti che distinguono le portare a seconda della base. Quindi di pesce, carne, vegetariani, speciali, dal mondo, ma anche degustazione. Per i più indecisi infatti vengono consigliate delle proposte miste, in modo da poter assaggiare più sapori possibili. In questo caso 11 pezzi verranno 18 euro, mentre 10 pezzi 15.

La proposta vegetariana prevede 5 portate. Il primo viene chiamato Il Verde ed è ripieno di carote, zucchine, cipollotto, senape in grani e spinaci. Poi c’è il Boscaiolo, che ovviamente comprende i funghi champignon. Il Genovese è ripieno di patate e fagiolini, mentre La Norma lascia intendere da se così come Il Cacio e Pepe. La sezione delle ricette di pesce propone una versione al gambero marinato in salsa di soia e una alle capesante con il bacon. Il raviolo con baccalà, pinoli, olive nere, patate e nero di seppia è dedicato alla Liguria. Con la carne di maiale comincia il menu per i carnivori e prosegue con Il Piemontese, condito con carne di Fassona, scalogno, pomodoro e cipolla caramellata. Il Romano non può che essere riempito di guanciale e pecorino e Il Napoletano con salsiccia e friarielli. Tra quelli speciali se ne trovano due dedicati al capoluogo lombardo: uno con l’ossobuco e zafferano, l’altro con cotechino e lenticchie. Il Selvaggio unisce la carne di cinghiale al vino rosso, mentre il calabrese ‘nduja e mascarpone.

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