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Il Lusso della Semplicità: il ristorante di chef Borghese a Milano

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Da Il Lusso della Semplicità si può assaporare la destrezza e la passione di uno degli chef più amati in Italia, Alessandro Borghese.

“Cucinare è un atto d’amore, voglio trasmettere un’emozione, voglio compiacere chi viene a trovarmi, voglio far felice i miei ospiti”. Con questi presupposto lo chef Alessandro Borghese gestisce Il Lusso della Semplicità a Milano. Un ristorante nato grazie all’appoggio dei numerosi sostenitori di uno degli chef più famosi e amati d’Italia.

Borghese infatti è noto per aver coniugato la cucina e l’intrattenimento televisivo, grazie ai suoi programmi dagli ascolti entusiasmanti.

Il lusso della semplicità, ristorante a Milano

Il progetto all’interno del locale è sviluppato in modo da rendere trasparenti tutte le tappe dell’esperienza culinaria. In viale Belisario 3 una vetrata fumè divide la cucina dalla sala, da cui infatti si può osservare lo stupendo lavoro condotto da tutta la brigata.

Le ampie finestre rendono lo spazio luminoso, contrastando così con i colori scuri dell’arredamento. I tavoli bianchi, con i particolari color ottone, sono senza tovaglia, privi di dettagli di troppo. Le pareti, anch’esse di ottone, sono ricoperte di una fantasia geometrica, squadrata proprio come la base dei tavoli. L’angolo bar è in stile art déco, il bancone verde è ricoperto da rombi, per richiamare le pareti della sala. Il muro laterale è sostituito da una grande vetrina che mette in mostra i vini a disposizione.


Il menu di chef Alessandro Borghese

Come in ogni ristorante di lusso – come da D’O o da Manna – la prima dicitura che appare sul menu è la proposta degustazione, qui rinominati Tasting Menu. Così se deciderete di farvi accompagnare in questo viaggio direttamente dallo chef, vi propone tre vie diverse: la Gold da 85 euro, la Platinum da 95 o la green, quindi vegana.

Con 30 euro in più avrete incluso anche un percorso attraverso un drink iniziale e i successivi calici di vino scelto. Tutti i menu sono per un minimo di due commensali. La più tradizionale carta parte con gli starter, come un cannolo di patate ripieno del pescato del giorno, con maionese al wasaby, lamponi, pisellini e gel di cipolla arrostita. Poi una Millefoglie di verdure e frutta spadellata, oppure una tartare di Aberdeen Angus Unika o un plateau di crudi di mare, a seconda della disponibilità.

Come primi invece troviamo lo spaghettone all’uovo all’aragosta o dei semplici ma gustosissimi spaghetti alla chitarra con pomodoro datterino e basilico. Sempre con pasta fresca troviamo una lasagnetta con ragù di coniglio oppure Cannerone in zuppa di scrofano con il suo carpaccio e seppia marinata. Chiude la lista dei primi La Penna con crema e battutto di cime di rapa. Anche i secondi proseguono con un connubio di semplicità e tecnica, senza trascurare la qualità della materia prima. Lombetto di agnello affumicato, insalata d’autunno con verdure spadellate e adagiate su una salsa di taleggio e gomasio. Poi una tradizionale sogliola alla mugnaia con polvere di banana e radicchio tardivo, un rollè di branzino, enrtecôt Dry-aget Unika e un divertente Borghy Burger di manzo con patatine fritte.

Si conclude ovviamente in dolcezza, con le sweetest thing: torta del giorno, tiramisù al bicchiere con in abbinamento Zacapa, Crème Brûlée al pistacchio e cioccolato bianco con un gel di more, poi pannacotta al cocco, cremoso al pralinato di nocciole, perle di cioccolato fondente e brownie. Se invece si desidera rimanere leggeri lo chef propone una selezione di freschissimi sorbetti.

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