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Ritardi della metrotranvia Milano‑Seregno: impatto su pendolari e commerci

La metrotranvia Milano‑Seregno, pensata per snellire il traffico e migliorare i collegamenti con Milano, è bloccata: le attività lungo il tracciato segnalano cali di fatturato e si chiedono misure compensative

La realizzazione della metrotranvia milano‑Seregno doveva rappresentare un passo avanti per la mobilità metropolitana, ma oggi il progetto è al centro di contestazioni per il protrarsi dei lavori e le conseguenze economiche sui territori colpiti. L’opera, concepita per offrire un’alternativa al traffico privato e migliorare gli spostamenti casa‑lavoro tra la Brianza e il capoluogo, si è trasformata in una fonte di disagi per cittadini, pendolari e commercianti.

Lo stato dei cantieri e l’allarme delle associazioni

Secondo le segnalazioni di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza e di Confcommercio Alta Brianza, i cantieri risultano sostanzialmente fermi, nonostante le tempistiche iniziali previste nel 2026 fossero di 38 mesi. Questa situazione di stallo ha innescato una serie di proteste e richieste di chiarimenti verso gli enti responsabili, con richiami continui alla necessità di un cronoprogramma aggiornato e trasparente che dia certezze sui tempi di completamento.

Le richieste delle imprese

Le associazioni di categoria sollevano due esigenze principali: ottenere informazioni chiare sul progresso dei lavori e prevedere misure di compensazione per le attività danneggiate. Gli appelli comprendono la richiesta di bandi e ristori mirati, simili a quelli attivati per cantieri di grande impatto urbano, per evitare che piccole e medie imprese soccombano sotto il peso di accessi limitati e cali di clientela.

Impatto economico e quotidianità compromessa

Il blocco dei cantieri ha ricadute concrete sulla vita quotidiana e sull’economia locale. Nelle aree più interessate — tra cui Bresso, Desio e Nova Milanese — molte attività segnalano diminuzioni del fatturato fino al 20%. Circa 200 imprese risultano, di fatto, ostacolate dall’impossibilità di ricevere clienti e forniture con normalità, un problema che non riguarda soltanto i negozi in sede fissa ma anche il commercio ambulante e i servizi connessi.

Viabilità e qualità della vita

La presenza di incroci chiusi, deviazioni e limitazioni di traffico ha modificato percorsi quotidiani e tempi di viaggio, aumentando l’insicurezza e il disagio dei pendolari. La conseguenza è un peggioramento percepibile della qualità della vita urbana nei comuni coinvolti: più traffico locale secondario, tempi di consegna allungati per le imprese e un generale senso di incertezza per chi vive e lavora lungo il tracciato.

Strumenti proposti e passi istituzionali

Per rispondere all’emergenza, le associazioni hanno sollecitato incontri con la Città Metropolitana, audizioni in Regione Lombardia e proposte concrete come l’attivazione di bandi dedicati ai Distretti del Commercio per destinare risorse specifiche alle attività più penalizzate. L’obiettivo è applicare modelli già utilizzati in occasioni analoghe, valorizzando strumenti pubblici che allevino gli effetti economici dell’opera incompleta.

Coordinamento tra enti

La situazione mette in evidenza la necessità di una maggiore capacità di coordinamento tra Comune, Città Metropolitana e Regione. Senza una gestione concertata e comunicazioni tempestive sullo stato di avanzamento, il rischio è che il progetto, pur essendo strategico per la rete dei trasporti, diventi un simbolo di inefficienza amministrativa e di mancata attenzione alle ricadute sociali ed economiche.

Il paradosso di un’opera strategica

La metrotranvia è pensata per alleggerire il traffico privato e sostenere un sistema di mobilità più integrato: paradossalmente, però, il prolungarsi dei cantieri rischia di minare la stessa funzione dell’opera nel breve periodo. In un contesto in cui il commercio urbano affronta già trasformazioni strutturali, l’incertezza sui tempi e la carenza di misure compensative possono compromettere la sopravvivenza di attività che costituiscono il tessuto economico locale.

Per evitare che l’opera resti un caso emblematico di «incompiuta», le richieste principali rimangono chiare: tempi certi, comunicazione trasparente e ristori mirati. Solo con queste condizioni sarà possibile ristabilire fiducia tra operatori economici, pendolari e istituzioni, e trasformare la metrotranvia nella risorsa di mobilità che era stata originariamente progettata.

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