dopo il tragico incidente del 27/02/2026 che ha coinvolto un Tramlink della linea 9, le autorità hanno avviato sequestri e ispezioni mentre comitati cittadini chiedono la sospensione precauzionale del modello

Il 27/02/2026 un tram della linea 9 è deragliato a Milano e ha terminato la corsa contro la vetrina di un ristorante all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto, causando la morte di due persone e il ferimento di numerosi passanti e occupanti del convoglio.
Nel mercato immobiliare la location è tutto, ma in questo caso la centralità dell’incidente ha aumentato la gravità dell’evento e l’attenzione pubblica sulla sicurezza dei trasporti urbani.
L’incidente ha avviato un’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano. La Polizia Locale ha eseguito perquisizioni nella sede di Atm e disposto il sequestro di documentazione relativa alla manutenzione del mezzo e alle procedure operative.
I magistrati hanno richiesto chiarimenti sulle comunicazioni tra il conducente e la centrale operativa. Restano aperti interrogativi tecnici e procedurali sul funzionamento del convoglio e sulle condizioni del personale di guida.
I dati di compravendita mostrano come episodi del genere possano influire sulle aree limitrofe; nel breve termine si registrano timori per la fruizione commerciale e la mobilità locale.
Gli accertamenti tecnici includono l’analisi dei sistemi frenanti, la verifica dei registratori di bordo e lo scrutinio delle pratiche di manutenzione. Le autorità valuteranno anche eventuali responsabilità manageriali nell’ambito delle procedure di sicurezza.
Per il mattone resta sempre rilevante la percezione di rischio: commercianti e residenti attendono risposte rapide sulle misure di sicurezza e sui tempi di riapertura delle attività interessate.
Prossimi sviluppi attesi includono l’esito delle perizie tecniche e le eventuali iscrizioni nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano.
La dinamica dell’incidente e le vittime
Secondo le ricostruzioni, il tram modello Tramlink prodotto da Stadler è deragliato il 27/02/2026 e ha terminato la corsa contro la vetrina di un locale. Nell’impatto sono deceduti Ferdinando Favia, 59 anni, e Johnson Okon Lucky, 49 anni, entrambi passeggeri a bordo. Le autorità hanno confermato l’identità delle vittime.
Il numero dei feriti è consistente: si segnala circa 50 persone, con alcune fonti che riportano fino a 54 feriti. Nei prossimi giorni si attendono gli esiti delle perizie tecniche e le eventuali iscrizioni nel registro degli indagati da parte della Procura di Milano.
Identità e confusione iniziale
Nei giorni successivi all’incidente si è verificata una confusione sull’identità di una delle vittime. In un primo momento era stato comunicato erroneamente il decesso di Karim Tourè, cittadino senegalese di 56 anni. Le verifiche successive hanno invece accertato che Johnson Okon Lucky, di nazionalità nigeriana, è la seconda vittima deceduta.
La fonte ospedaliera ha confermato che Karim Tourè risultava ricoverato in condizioni gravi e non deceduto. La Polizia e la Procura hanno spiegato che l’errore è nato durante le prime fasi di identificazione. Le autorità proseguono le verifiche sui documenti e sulle dichiarazioni per completare l’identificazione ufficiale e chiarire ogni responsabilità.
Procedimenti giudiziari e attività investigative
Le autorità proseguono le verifiche sui documenti e sulle dichiarazioni per completare l’identificazione ufficiale e chiarire ogni responsabilità. La Procura della Repubblica di Milano ha delegato alla Polizia Locale le indagini, coordinate dalla pm Elisa Calanducci e dal procuratore Marcello Viola. Il conducente del tram, identificato come Pietro M., 60 anni, è stato iscritto nel registro degli indagati per le ipotesi di reato di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni. Sono in corso attività probatorie e acquisizioni documentali richieste dall’autorità giudiziaria per ricostruire dinamica e responsabilità.
Perquisizioni e sequestri
Prosegue l’attività istruttoria avviata dopo l’incidente. La mattina del 2 marzo 2026 gli agenti della Polizia Locale hanno eseguito perquisizioni nella sede di Atm in via Monte Rosa. È stata posta sotto sequestro documentazione tecnica sul convoglio, sui binari e sulle procedure operative.
Sono stati acquisiti i registri delle comunicazioni, i tabulati telefonici e i brogliacci delle chiamate tra il tram e la centrale operativa. Gli atti serviranno a verificare se il conducente avesse segnalato problemi o un infortunio prima dell’evento.
Ipotesi medica e controlli
In una prima ricostruzione il conducente avrebbe riferito di aver accusato un malore dopo un trauma al piede occorso circa mezz’ora prima dell’incidente. I sintomi descritti risultano compatibili con una sincope vasovagale.
Gli investigatori stanno tuttavia valutando tutte le ipotesi, comprese possibili responsabilità umane o malfunzionamenti tecnici. Sono in corso esami sui tracciati e sull’intera catena delle comunicazioni utili alla ricostruzione della dinamica.
Le verifiche proseguiranno con perizie tecniche e accertamenti medico-legali richiesti dall’autorità giudiziaria. Restano attesi gli esiti degli approfondimenti probatori per chiarire cause e responsabilità.
Reazioni pubbliche e richieste di sospensione dei mezzi
Restano attesi gli esiti degli approfondimenti probatori per chiarire cause e responsabilità. Nel frattempo comitati cittadini, gruppi e associazioni hanno sollecitato la sospensione cautelativa della circolazione del modello Tramlink nelle strade milanesi. Le richieste sono state indirizzate a Atm, al sindaco Giuseppe Sala, all’assessore alla Mobilità Arianna Censi e ai capigruppo del Consiglio comunale.
La posizione dell’amministrazione
L’assessore alla Mobilità, Arianna Censi, ha richiamato alla prudenza e all’attesa degli esiti dell’inchiesta. Ha ricordato che le vetture sono in servizio anche in altre città europee e che la decisione sulla sospensione potrebbe competere alla magistratura qualora ritenuta necessaria. Ha inoltre espresso cordoglio per le vittime e sottolineato la necessità di fare piena chiarezza sui fatti.
Secondo Roberto Conti, esperto di mercato immobiliare e osservatore delle dinamiche urbane, «nel mercato immobiliare la location è tutto», ma nelle fasi successive a eventi di questo tipo la priorità resta la sicurezza della mobilità urbana. I dati disponibili e gli accertamenti tecnici determineranno i provvedimenti amministrativi o giudiziari.
Richieste dei comitati
I comitati che hanno chiesto il blocco hanno motivato la richiesta con la preoccupazione che alcuni dispositivi di sicurezza del mezzo non si siano attivati come previsto. Hanno sollecitato verifiche approfondite per tutelare gli utenti e per ripristinare la fiducia nel trasporto pubblico cittadino.
Le indagini proseguono con l’analisi dei materiali sequestrati e con ulteriori accertamenti tecnici sul mezzo e sull’infrastruttura. Fino a quando non saranno chiarite tutte le dinamiche, gli inquirenti si impegnano a ricostruire ogni passaggio e le istituzioni a monitorare la situazione per garantire sicurezza e trasparenza. Si attende l’esito degli esami tecnici per eventuali provvedimenti amministrativi o giudiziari.





