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Indagine su truffe agli anziani: otto fermati e gioielli per 200mila euro recuperati

Operazione della Polizia di Stato contro una banda che contattava gli anziani fingendosi autorità, con otto arresti e recupero di monili e orologi per un valore stimato di 200mila euro

Indagine su truffe agli anziani: otto fermati e gioielli per 200mila euro recuperati

In meno di un mese la Polizia di Stato ha portato a termine una serie di interventi che hanno smantellato un collaudato sistema di raggiri ai danni di persone anziane. Le investigazioni, concentrate tra Milano, Monza, Seriate e Brescia, hanno portato all’arresto di otto persone e al recupero di gioielli, orologi e monili in oro per un valore complessivo stimato di circa 200.000 euro, tutti restituiti ai legittimi proprietari.

Lo schema criminale smascherato

Gli indagati, con età comprese tra i 19 e i 46 anni e in molti casi già noti alle forze dell’ordine, avrebbero agito seguendo un modello ricorrente: contatti telefonici preliminari in cui i malviventi si presentavano come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza o alla magistratura, annunciando controlli urgenti per denaro e preziosi custoditi in casa. Questo primo approccio telefonico serviva a creare panico e fiducia, per poi inviare un complice che, spacciandosi per ufficiale giudiziario, procedeva al ritiro degli oggetti di valore.

Le dinamiche del raggiro

La tecnica sfruttava la fiducia nelle istituzioni: con telefonate persuasive i truffatori inducevano le vittime ad autorizzare la consegna dei beni. Il ruolo del falso ufficiale giudiziario era centrale, perché offriva una copertura visiva e formale che rendeva più credibile la richiesta. In diversi casi la strategia prevedeva anche una prima falsa verifica fallita e un secondo tentativo andato a buon fine, con l’obiettivo di non destare sospetti nelle vittime più insospettabili.

Gli arresti e i casi significativi

Le operazioni si sono svolte nel corso del mese di maggio e hanno coinvolto più province lombarde. Il primo intervento della polizia risale al 6 maggio a Milano, quando è stato bloccato un quarantenne di origine campana, con precedenti per associazione mafiosa, mentre cercava di truffare una donna anziana. L’arresto ha permesso di interrompere sul nascere un tentativo che avrebbe potuto avere conseguenze economiche e psicologiche gravi per la vittima.

Altri episodi nei giorni successivi

Due giorni dopo, sempre a Milano, la polizia ha arrestato un diciannovenne di nazionalità bulgara accusato di essersi impossessato di gioielli per circa 100.000 euro e di aver anche aggredito la vittima. Nello stesso intervento è stato fermato un ventiquattrenne campano, ritenuto responsabile del furto di un Rolex e di altri monili in oro. Questi arresti hanno messo in luce come il gruppo operasse con ruoli distinti e coordinati, dalla chiamata iniziale al ritiro fisico degli oggetti.

Operazioni nelle province: Monza, Seriate e Brescia

Il 13 maggio l’attività investigativa si è spostata a Monza, dove gli agenti hanno arrestato un ventenne di origine rumena che aveva appena ritirato preziosi fingendosi carabiniere. Grazie a controlli mirati e a segnalazioni sul territorio è stato possibile intercettare il falso militare all’uscita di un condominio, evitando che la refurtiva sparisse rapidamente.

Prontezza delle vittime e recupero a Seriate

Il 21 maggio, a Seriate (provincia di Bergamo), un venticinquenne tunisino è stato bloccato all’esterno di uno stabile dopo che l’anziano preso di mira, sospettando di una possibile truffa, non gli aveva aperto la porta. In questo caso la cautela della potenziale vittima ha impedito la sottrazione dei beni e ha facilitato l’arresto grazie all’intervento degli investigatori.

Il colpo finale a Brescia e il risultato complessivo

L’ultimo arresto documentato è avvenuto il 22 maggio a Brescia: un ventiduenne campano, dopo un primo tentativo non riuscito, è riuscito a raggirare una donna di 73 anni e a portar via gioielli per un valore di circa 35.000 euro. Anche in questo episodio la reazione tempestiva della polizia ha consentito il recupero dell’intera refurtiva che è stata restituita alla proprietaria.

Bilancio finale e considerazioni

Complessivamente le indagini hanno permesso di recuperare e riconsegnare ai legittimi proprietari gioielli di famiglia, orologi di pregio e numerosi monili in oro per un valore stimato di circa 200.000 euro. L’operazione evidenzia l’importanza di campagne di informazione rivolte agli over 65 e la necessità di mantenere alta la vigilanza locale per contrastare modalità criminali che sfruttano l’ingenuità e la fiducia verso le istituzioni.

Le autorità invitano i cittadini a verificare sempre l’identità di chi si presenta alla porta, a non consegnare mai oggetti di valore su richiesta telefonica e a segnalare immediatamente alla forze dell’ordine qualsiasi anomalia. Prevenire resta la migliore forma di tutela per proteggere le vittime più vulnerabili.

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