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Sala d’attesa: laboratorio teatrale di Cristofori e Poretti a Milano

Due serate di laboratorio teatrale con testo inedito, reading e un cast che esplora l'attesa come condizione universale

La compagnia Atelier Cristofori/Poretti presenta al pubblico milanese un appuntamento pensato come prova scenica pubblica: le serate del 27 e 28 marzo 2026 al Teatro degli Angeli diventano il luogo in cui un testo nuovo viene misurato davanti agli spettatori.

L’iniziativa nasce dall’idea di Daniela Cristofori e Giacomo Poretti e mette in campo autori giovani e interpreti in un formato di laboratorio teatrale, ovvero una pratica che mescola sperimentazione, confronto diretto e lettura scenica per verificare il materiale drammaturgico nella sua immediatezza.

Il testo inedito si intitola Sala d’attesa e si affida a una scrittura che scandaglia il tempo, i corpi e le relazioni. Attraverso il reading e la messa in scena, guidati dalla regia di Andrea Chiodi, il progetto punta a trasformare il concetto di attesa in materia teatrale: non solo periodo sospeso ma condizione che rivela fragilità, scelte e desideri. Sul palco si alternano voci e presenze, con letture affidate a Daniela Cristofori, Marco Mavaracchio, Giacomo Poretti ed Emilia Tiburzi, per restituire al pubblico un lavoro in progress che chiede partecipazione e ascolto.

La struttura dello spettacolo

Sala d’attesa è concepito come un viaggio in tre quadri che intrecciano piani temporali e stati emotivi. Ogni quadro funziona come un tassello narrativo: insieme costituiscono un unico filo rosso che attraversa il tempo e lo sospende. L’idea è di far incontrare passato, presente e futuro nello stesso respiro scenico, in modo che lo spettatore possa percepire la continuità delle scelte umane al di là dei confini cronologici.

I tre quadri

Nel primo quadro una coppia qualunque esplora la distanza che separa due corpi vicini: è una scena di intimità e interrogativi dove il tema dell’amore viene indagato come atto quotidiano di coraggio. Nel secondo quadro la tensione si sposta sulla notte che precede l’impianto di un embrione congelato, e la scena diventa un laboratorio di paure, speranze e decisioni mediche ed etiche. Il terzo quadro propone una dimensione più astratta in cui gli embrioni, congelati e non, figurano come presenze simboliche in una sorta di spazio senza tempo.

Personaggi e dimensioni temporali

La drammaturgia non si limita a raccontare eventi: mette in campo istinti e fragilità che attraversano i corpi. La scelta di collocare personaggi in diversi piani temporali permette di confrontare punti di vista e conseguenze, mostrando come le decisioni private riverberino sul tempo e sulle relazioni. La forma del reading, alternata a momenti più suggeriti, consente di mantenere viva la sensazione di un work in progress, dove il testo si verifica insieme al pubblico.

Informazioni pratiche e biglietti

Le due serate sono in programma il 27 e 28 marzo 2026, entrambe con inizio alle 20.30, presso il Teatro degli Angeli, via Pietro Colletta 21, Milano. Per informazioni è disponibile il numero 3348541004. I biglietti sono articolati su diverse tariffe: 18,00 € intero; 13,00 € per Under30 e Over65; 8,00 € dedicato a università, scuole di teatro e possessori della Desidera Card, quest’ultima acquistabile solo in cassa. Si raccomanda di verificare la disponibilità e le modalità di acquisto prima di recarsi in teatro.

Perché vederlo

Questa proposta nasce dalla collaborazione con giovani autori e attori e dalla produzione de Gli Incamminati Centro di produzione teatrale, e rappresenta un’occasione per assistere a una fase di lavoro spesso invisibile al grande pubblico. La regia di Andrea Chiodi e la compresenza di figure consolidate come Giacomo Poretti e Daniela Cristofori rendono lo spettacolo un ponte tra esperienza consolidata e ricerca drammaturgica. Per lo spettatore è l’opportunità di osservare come un testo inedito si confronti con la platea e di partecipare, con attenzione, al processo creativo.

Partecipare a queste serate significa entrare in un luogo di prova dove l’attesa viene rovesciata in materia scenica: non un semplice intervallo, ma una lente per interrogare il presente e le scelte che lo compongono. Se siete curiosi di teatro che indaga il corpo, il tempo e le relazioni, le serate del 27 e 28 marzo 2026 al Teatro degli Angeli offrono uno spazio per ascoltare, giudicare e contribuire con il vostro sguardo al percorso di un progetto in divenire.

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