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Arlati, la trattoria di Milano che ha fatto la storia

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La trattoria Arlati è ormai un'icona della città di Milano, grazie a 84 anni di attività tramandati di generazione in generazione.

La trattoria Arlati di Milano è un pezzo di storia della città. Aperta nel 1936 ha continuato il suo percorso di generazione in generazione, mantenendo sempre lo stesso calore e la stessa passione. I primi proprietari sono Luigi e Modesta che durante le loro giornate rifocillavano gli operai della Pirelli.

Successivamente, grazie a loro figlio Mario, diventa il primo ristorante in città a suonare musica dal vivo. Inizialmente chiunque poteva salire sul palco per poi gustarsi qualche piatto della casa. Qui si esibirono personaggi ormai famosi, come Lucio Battisti, Renato Zero e Loredana Bertè.

Grazie alla perseveranza e alla passione nel 2006 la trattoria riceve l’Ambrogino D’oro, per essere la più antica cucina milanese in città a gestione familiare.

Ora tutto è nelle mani di Leopoldo, nipote dei primi due proprietari, figlio del secondo.

Trattoria Arlati, la storia di Milano

Ci troviamo in una traversa di viale Zara: se non siete diretti alla Trattoria farete fatica a notarla. Non ci sono insegne e indicazioni, ma solamente un campanello da suonare per farsi accogliere. Anche l’interno è diverso dalla maggior parte dei locali della città. Immediatamente sembra di trovarsi all’interno di un appartamento, con tante stanze diverse decorate con diversi dipinti e pezzi vintage.

L’arredo è elegante e raffinato, ma non troppo, sembra sempre di essere a casa propria, grazie anche all’impeccabile servizio dello staff, lo stesso da anni. Al piano sotto troviamo la famosa sala della musica, nonché la più grande e spaziosa. L’ambiente è dominato da un palco su cui si suona, si canta e ci si esibisce in spettacoli di cabaret. La cucina è ovviamente quella classica e tradizionale milanese, con risotto giallo, ossibuchi e nervetti.

I prezzi sono totalmente competitivi: i primi sono tra i 10 e i 12 euro, mentre i secondi tra i 15 e i 18. In totale si spende circa 50 euro a testa il vino.

Il menu della tradizione

Cominciando dalla carta degli antipasti troviamo i classici taglieri misti proposti dalla casa, ma anche scelte più innovative come la mortadella al tartufo con caprino al pepe nero. Poi la carta ci propone dei crostini con vari patè alla milanese o un carpaccio di tonno affumicato, con insalata e pomodori.

Continuando con i primi non possiamo che leggere del risotto alla milanese, ma al salto e dei tortelloni di magro al gorgonzola o burro e salvia. In alternativa quelli ai funghi e gli spaghettoni alla Tarcisio (pomodorini, basilico e frutti del cappero). Ancora pappardelle al pesto, tortelli ai gamberi e insalata di farro con dadolata di verdure.

Come seconda portata si può ordinare una tagliata di manzo al rosmarino contornata di rucola e grana, una tartare di manzo e l’immancabile vitello tonnato. Oppure punta di manzo scottata al sale grosso, ovviamente la cotoletta alla milanese, l’ossobuco, bocconcini di maiale in umido o insalata di coniglio. Ma ancora sparagi, lumache, insalata di merluzzo e tartare di salmone

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