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L’antica Osteria dell’Acquabella a Milano: la tradizione a tavola

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Da l'Osteria dell'Acquabella a Milano si ritrovano i piatti tipici della tradizione del capoluogo lombardo in un'atmosfera storica.

Dietro a Osteria dell’Acquabella Milano bella c’è una storia, fatta di famiglia, amore e passione. Negli anni ’50 un uomo di nome Mario Artuso decide di aprire un locale in via San Rocco 11, per andare in contro alle esigenze dei lavoratori di quella zona.

Operai e uomini d’affari si recavano lì ogni giorno per pranzare gustando piatti tipici della terra lombarda o per fare una bella partita a carte, proprio come nelle vecchie osterie. Fu un grande successo. Dopo circa 20 anni Mario lascia la sua famiglia e così la sua amata attività. A metà degli anni ’90 i figli Liliana, Massimo e Daniela Artuso decidono di riprendere in mano la vita del padre e di ritirare in piedi l’Osteria dell’Acquabella.

Osteria dell’Acquabella, i piatti tipici di Milano

Appena fatto ingresso nell’osteria di zona Porta Romana ci si sente subito tornati indietro nel tempo. Ciò che per primo ci accoglie è un’esposizione di vini lombardi e amari su mensole di legno. Il bancone è possente, anch’esso di legno, un po’ come tutti i mobili all’interno del locale. Le pareti sono ricoperte di mattoni a vista e in altre zone tinte con colori pastello.

Le sale con numerosi tavoli – apparecchiati tradizionalmente, con tovaglia gialla e stoviglie classiche – sono due. Detti in dialetto milanese, vecchie stampe e soprattutto foto della vecchia osteria, decorano le pareti.

Il menu dell’Osteria dell’Acquabella

Il menu di questa osteria è basato sulle tradizioni del capoluogo lombardo ed è evidente già dagli antipasti.

A parte i classici taglieri di salumi e formaggi, spicca la presenza dei nervetti e la raspadura, però solo da settembre a maggio. Come primi piatti potete ordinare un piatto di pennette all’Acqua bella, oppure l’immancabile risotto giallo alla milanese. Quest’ultimo si può richiedere in versione piatto unico insieme all’ossobuco. A seguire si trova il risotto mantecato al vino, il risotto giallo ma questa volta al salto, pasta e fagioli o pasta, “fasoi” e radici. Inoltre, per riscaldarsi nei freddi inverni, si possono chiedere zuppa di cipolle o di legumi, minestrone di riso, pizzoccheri, risotto alla mantovana o alla raspadura.

La sezione dei secondi si apre con l’ossobuco in tre versioni: di vitello, con polenta e con contorno di stagione. Segue ovviamente la cotoletta alla Milanese, una semplice bistecca ai ferri, poi le polpettine della casa – con polenta o con contorno -, oppure bistecca del Magutt, con polenta e gorgonzola. Spesso si possono trovare altre pietanze come la Casoeûla, la trippa cucinata alla milanese, il fegato alla vicentina o la salsiccia ubriaca. Ancora il rognone saltato in padella o degli involtini di verza. Anche la lista dei dolci mantiene lo stesso stile del resto del menu. Si parte con un salame di cioccolato, si continua con la torta alla Sbrisolona e si arriva alla classica torta brutta ma buona. Ma poi anche una torta di mele soffice, quella con le pere e cioccolato, ma anche la crema gelato al Limoncello di Capri. In alternativa si possono richiedere le pesche all’amaretto, se di stagione, così come una ciotola mista di frutta e l’ananas.

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