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Lume Milano: il ristorante dello chef stellato Luigi Taglienti

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Il ristorante Lume di Milano è dello chef Luigi Taglienti che usa le sue origini e i suoi ricordi per dare vita a menu davvero spettacolari.

Lume Milano è il ristorante dello chef ligure Luigi Taglienti decorato da una stella Michelin. Si trova alle porte del quartiere Barona, in via Watt 37. Nonostante la zona non sia una delle più chic della città la nostra percezione cambia appena varcato l’ingresso.

La location si trova all’interno di un ex edificio di Ginori che ha lasciato le proprie tracce nel design: su ogni tavolo è adagiato uno dei famosi vasi di porcellana.

Lume, il ristorante stellato di Milano

Le sale del Lume – uno dei ristoranti stellati di Milano – sono molto spaziose, con i tavoli ben distanziati l’uno dall’altro. Il colore che la fa da padrone è il bianco, che rende l’ambiente ancora più luminoso.

Nonostante la disponibilità di spazio accoglie al massimo 40 coperti alla volta. Il servizio è giovane ma preparato: tutte le accortezze del caso sono messe in atto, come il pane servito con le pinze e la spiegazione dei piatti impeccabile. I momenti di estrema cortesia si alternano con altri di battute più cordiali, mettendo il cliente completamente a proprio agio. L’intero menu è frutto della filosofia di chef Taglienti, ovvero la ricerca continua di materie prime e il legame sia alla sua terra d’origine che a quella che lo ospita.

Tutti i piatti, inoltre, godono dell’influenza di agrumi o prodotti dal gusto acre.

Il menu tagliente di Lume

La proposta dello chef Taglienti si suddivide in tre menu degustazione e in uno alla carta.

Il primo si chiama Taglienti Racconta il Vegetale e il suo compito è quello di rendere prodotti solitamente da contorno i veri protagonisti di tutte e sette le portate. Gli ortaggi quindi sono abbinati diversamente del solito, acquisendo una nuova e giusta dignità gastronomica. Poi troviamo Taglienti Racconta Taglienti, un racconto personale attraverso un gioco di memoria tra i gusti, le emozioni e i ricordi. La base di tutto però rimane la nostra terra, l’Italia.

L’ultimo menu degustazione s’intitola Frutto di un Momento, l’esigenza di esprimersi con la sola naturalezza del gesto. È un menu che parla di Liguria, ma anche di luoghi che hanno caratterizzato il percorso dello chef. Il prezzo varia dai 130 euro fino ai 170.

Ma proviamo a vedere anche le proposte che si trovano alla carta. Partendo dagli antipasti si incomincia con degli scampi con carciofi di Liguria e profumi italiani, gamberi con asparagi viola e caviale, musetto di vitello con zuppa d’ostrica, mostarda di frutta, ceci e portulaca e infine una quaglia con cappuccino di fegati, verza, amarena e salsa all’aneto. I primi invece propongono un risotto nascosto con Parmigiano Reggiano, funghi spugnole e salsa Albufera, ravioli di faraona con mazzancolle e uno spaghetto all’astice con salsa Armoricana. I secondi si dividono in carni e pesci. Costoletta di vitello, coniglio grigio, agnello e filetto Rossini per minimo due persone. Direttamente dal mare invece rombo chiodato, triglia di scoglio e sogliola. Ogni piatto del menu ha un perfetto equilibrio tra diversi sapori e diverse consistenze, effetto dato dal sapiente uso di materie prime certamente ottime.

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