L'Italia raggiunge quota 30 medaglie a Milano‑Cortina 2026, conquistando dieci ori tra successi individuali e di squadra e stabilendo nuovi record nazionali

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Le Olimpiadi Invernali di Milano‑Cortina 2026 hanno segnato una svolta per lo sport italiano: la squadra azzurra ha accumulato un totale di 30 medaglie — 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi — superando ogni precedente risultato nazionale e attestandosi al terzo posto del medagliere, dietro a Norvegia e Stati Uniti.
Nel racconto che segue rievochiamo i momenti salienti, i protagonisti e il significato di questa cavalcata.
Gli ori che hanno fatto la differenza
Al centro del successo italiano ci sono atleti capaci di trasformare gare difficili in capolavori. Tra questi spicca Francesca Lollobrigida, che ha conquistato l’oro nei 3.000 metri e poi nei 5.000 metri di pattinaggio di velocità, firmando anche un record olimpico nella prova dei 3.000 metri. I suoi successi hanno contribuito a consolidare l’immagine dell’Italia come nazione in crescita nel pattinaggio di velocità.
Le staffette e il valore del collettivo
Il valore di squadra è emerso chiaramente con la vittoria nella staffetta mista di short track — composta da Arianna Fontana, Elisa Confortola, Thomas Nadalini e Pietro Sighel, con il contributo di Chiara Betti e Luca Spechenhauser — dove ritmo, cambi ben coordinati e strategia tattica hanno fatto la differenza. Anche l’inseguimento a squadre maschile del pattinaggio di velocità, vinto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti il 17 febbraio 2026, ha dimostrato la profondità tecnica del gruppo azzurro.
Sorprese e conferme: dallo slittino all’alpino
Lo slittino ha regalato giorni indimenticabili: l’11 febbraio l’Italia ha ottenuto due ori consecutivi nei doppi femminile e maschile, con Andrea Vötter e Marion Oberhofer e con Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner. Questi risultati testimoniano una tradizione consolidata in una disciplina dove la precisione e l’equilibrio della squadra sono fondamentali.
La doppietta di Federica Brignone
Altro momento di rilievo è stato il percorso di Federica Brignone, che ha centrato l’oro nel Super‑G femminile e nello slalom gigante femminile, dimostrando una versatilità tecnica rara e il peso dell’esperienza nelle gare ad alto rischio tattico.
Argenti e bronzi: patrimonio di storie personali
Oltre agli ori, gli argenti e i bronzi raccontano vicende individuali intense. Tra gli argenti spiccano le prestazioni di Arianna Fontana, che ha aggiunto una nuova medaglia nei 500 metri di short track e ha portato a una cifra record la sua collezione personale; la staffetta mista del biathlon con Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi ha conquistato invece il secondo posto grazie a una prova di grande strategia.
I 14 bronzi raccolti coprono uno spettro ampio di discipline: Sofia Goggia nello sci alpino (discesa libera), Lucia Dalmasso nello snowboard (parallel giant slalom), Riccardo Lorello nei 5.000 m del pattinaggio di velocità, Dominik Fischnaller nello slittino singolo e il team relay dello slittino, oltre a medaglie nel pattinaggio di figura, nel curling misto e nel big air di freestyle con la giovane Flora Tabanelli. Ognuna di queste medaglie porta con sé una storia di sacrificio, ritorni da infortuni e maturazione atletica, come nel caso della Tabanelli, che ha superato un problema al legamento crociato e ha vinto il bronzo a soli diciotto anni.
Gare decisive e momenti simbolo
Un esempio emblematico è la finale dello ski cross maschile del 21 febbraio 2026: Simone Deromedis ha vinto l’oro dominando la gara, mentre Federico Tomasoni ha ottenuto l’argento al fotofinish, completando una storica doppietta italiana. Per Tomasoni la medaglia è carica di significato personale: gareggia ricordando la fidanzata Matilde Lorenzi, scomparsa nel 2026, con un casco che porta un simbolo a lei dedicato.
Bilancio e implicazioni per lo sport italiano
Il collettivo azzurro non ha solo incrementato il medagliere: ha dimostrato profondità di settore e una capacità di competere sia nelle gare individuali sia in quelle di squadra. Il risultato finale — 30 medaglie con 10 ori — rappresenta un punto di svolta che potrà tradursi in maggiori investimenti tecnici, formazione di giovani talenti e attenzione alle discipline in crescita come lo short track, il pattinaggio di velocità e lo slittino.
In chiusura, Milano‑Cortina 2026 ha consegnato all’Italia non solo numeri e record, ma anche storie: atleti come Francesca Lollobrigida, Federica Brignone, Arianna Fontana, Simone Deromedis e tanti altri hanno incarnato il mix di talento, resilienza e strategia che caratterizza la nuova esportazione del paese nello sport invernale.





