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Secondo contatto rintracciato a Milano: il turista inglese resta in isolamento al Sacco

Una segnalazione internazionale ha permesso di rintracciare a Milano un turista inglese considerato contatto di hantavirus: è ricoverato in quarantena al Sacco e al momento i test sono negativi

Il Ministero della Salute ha confermato che una cittadina inglese, identificata come contatto di un caso collegato a un focolaio di hantavirus, è stata localizzata a Milano e portata in quarantena presso l’ospedale Sacco. La segnalazione è arrivata dalle autorità sanitarie britanniche e ha attivato la catena di tracciamento nazionale: il ricovero è stato disposto per il periodo di osservazione previsto dai protocolli internazionali e nazionali, al fine di monitorare eventuali segnali clinici.

Gli esami diagnostici effettuati al centro infettivologico hanno dato esito negativo alle prime verifiche, ma la persona rimarrà in isolamento e sarà sottoposta a controlli periodici. Nel frattempo le autorità hanno ricostruito gli spostamenti e le modalità con cui il contatto è stato rintracciato, ribadendo che al momento non risultano rischi di trasmissione estesa per la popolazione.

Il tracciamento: come è avvenuta la localizzazione

Secondo la ricostruzione fornita dalla Regione Lombardia e dai responsabili sanitari, l’allerta è partita dopo un messaggio ricevuto dall’autorità competente del Regno Unito. Le informazioni sul viaggio del contatto, incluso il volo Sant’Elena-Johannesburg e i dati del passaporto, hanno permesso alle forze dell’ordine e al sistema informativo del Ministero dell’Interno di rintracciare l’individuo registrato in un B&B di Milano. Il coordinamento tra Ministero della Salute, Regione, Questura e personale sanitario ha reso possibile un intervento rapido e sincronizzato.

Ruolo delle autorità e delle strutture sanitarie

La Questura di Milano ha collaborato con il Ministero e con il Dipartimento di Prevenzione per contattare il luogo di alloggio e notificare l’intervento. Un’ambulanza attrezzata per patologie infettive ha trasferito la persona al Sacco, dove una squadra dedicata ha eseguito tutti i prelievi necessari. Questo passaggio è stato fondamentale per consentire al laboratorio di lavorare tempestivamente e ottenere i risultati nelle ore successive, garantendo al contempo il rispetto delle procedure di sicurezza.

Itinerario del contatto e misure di sorveglianza

Le indagini hanno evidenziato che il contatto ha percorso diverse città italiane nei giorni precedenti al ricovero, soggiornando in più tappe. Per precauzione, la quarantena disposta segue le linee guida internazionali: è stato stabilito un periodo di osservazione per monitorare la possibile insorgenza di sintomi compatibili con hantavirus. Durante la permanenza in isolamento verranno eseguiti esami periodici per confermare l’assenza di viremia e la persistenza dello stato di negatività.

Il contatto stretto e lo stato dell’accompagnatore

La persona che era insieme al contatto al momento della localizzazione è stata anch’essa valutata e, a giudizio degli esperti, non presenta elementi che ne richiedano il prolungamento dell’isolamento: i test sono risultati negativi e, secondo le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità e del Ministero, può tornare alle proprie attività. Il contatto principale, invece, rimane sotto controllo per la durata stabilita dalle autorità sanitarie.

Condizioni cliniche, rischi e rassicurazioni

I medici riferiscono che la persona ricoverata è attualmente asintomatica e che i primi esami per hantavirus e per altri agenti respiratori hanno dato esito negativo. Gli esperti hanno sottolineato che il rischio di trasmissione da uomo a uomo con il ceppo in questione è generalmente limitato, richiedendo contatti prolungati e ravvicinati per poter verificarsi. Per questo motivo le autorità hanno rassicurato la cittadinanza sul fatto che non sussistono elementi che indichino un pericolo di diffusione su ampia scala.

Le autorità sanitarie regionali e nazionali continueranno a eseguire controlli periodici e a fornire aggiornamenti sulla situazione. Nel frattempo rimangono attive le misure di prevenzione e il monitoraggio clinico previsto dai protocolli per malattie infettive come l’hantavirus, con l’obiettivo di garantire la sicurezza pubblica senza creare allarmismi non giustificati.