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Commemorazione in Questura: ricordo di Calabresi e della strage di via Fatebenefratelli

Milano si è fermata alla Questura: messa, corteo e corone per ricordare l'attentato del 17 maggio 1973 e la figura di Luigi Calabresi

Commemorazione in Questura: ricordo di Calabresi e della strage di via Fatebenefratelli

In piazzale davanti alla Questura di Milano si è svolta una cerimonia di richiamo alla memoria collettiva che ha unito istituzioni, familiari e cittadini. A 54 anni dall’uccisione del commissario Luigi Calabresi e a 53 anni dalla strage di via Fatebenefratelli, il ricordo si è concentrato sull’attentato del 17 maggio 1973.

La giornata è iniziata all’interno della chiesa per una funzione religiosa e si è poi spostata sul piazzale dove sono state poste corone e fiori, gesto simbolico che rinnova l’impegno a non dimenticare.

La cerimonia ha mantenuto toni contenuti ma carichi di significato, con momenti che hanno alternato silenzio e parole ufficiali. In questo contesto la parola commemorazione è tornata a essere un ponte tra il passato e il presente della città, sottolineando come quegli episodi appartengano non solo alla storia giudiziaria, ma anche alla vita civile. Alla base dell’evento c’era la volontà di ricordare le vittime e di riaffermare il valore della verità pubblica dopo anni di tensioni e divisioni.

La funzione religiosa e il trasferimento in corteo

La mattinata si è aperta con una messa celebrata nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, scelta come luogo di raccoglimento per le famiglie e le autorità cittadine. La presenza di rappresentanti istituzionali ha evidenziato il carattere ufficiale della ricorrenza, mentre i familiari hanno partecipato in prima persona, conferendo alla cerimonia un tono personale e partecipato. Dal luogo del rito religioso si è formato un corteo che ha raggiunto la Questura, un percorso che ha riproposto il gesto civile della memoria come elemento di coesione sociale e pubblica.

La messa a Santa Maria degli Angeli

Durante la celebrazione il tono è stato sobrio, rivolto a chi ha vissuto da vicino la tragedia e a chi conserva il ricordo delle vittime. Il rito ha accompagnato le famiglie in un momento di raccoglimento, sottolineando il significato religioso e civile dell’incontro. Il termine commemorazione è stato usato per indicare non solo un ricordo privato, ma anche un atto pubblico necessario per mantenere viva la consapevolezza collettiva sui fatti che hanno segnato la città.

Il corteo e la deposizione delle corone

Giunto davanti alla targa dedicata alle vittime della bomba, il corteo ha assistito alla deposizione di corone e mazzi di fiori. Il gesto concreto della posa di una corona ha avuto grande valenza simbolica: un atto di rispetto verso chi perse la vita e un richiamo alla responsabilità collettiva. La lapide ricorda che l’ordigno fu lanciato dall’anarchico Gianfranco Bertoli durante la commemorazione per la prima ricorrenza della morte del commissario; in quell’attentato quattro persone persero la vita e 52 rimasero ferite.

Presenze istituzionali e familiari

Alla cerimonia hanno partecipato figure di rilievo: il questore Bruno Megale ha deposto un mazzo di fiori davanti al busto di Luigi Calabresi nel piazzale della Questura, gesto che ha preceduto la deposizione collettiva. Erano presenti la moglie, Gemma Calabresi, e il figlio, Mario Calabresi, insieme all’assessore comunale Marco Granelli, all’assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa e al presidente di Anpi Milano, Primo Minelli. La compresenza di istituzioni e familiari ha rafforzato il carattere pubblico dell’evento, ponendo l’accento su responsabilità e ricordo condiviso.

Il significato della memoria per la città

La cerimonia, pur nella sobrietà, ha richiamato l’attenzione sul peso storico degli anni di piombo e sulla necessità di mantenere viva la memoria storica come elemento di educazione civica. Davanti alla lapide, la ricorrenza diventa occasione per riflettere sulle tensioni che hanno attraversato Milano e l’intero Paese, e per ribadire che il ricordo è uno strumento di prevenzione di nuove violenze. In questo senso, la deposizione di fiori e la partecipazione delle istituzioni rappresentano un impegno simbolico verso la verità e la riconciliazione.