17 Giugno 2026 ☀ 21° Allerta gialla · high-temperature · fino 17 Giugno 19:59

Milano, corteo pro Palestina tra slogan, polemiche e appello allo sciopero

A Milano manifestazione per la Palestina: partenza da piazzale XXIV Maggio, presenza di Saif Abu Keshek, bandiere controverse e l'annuncio di uno sciopero nazionale per il 29 maggio

Milano, corteo pro Palestina tra slogan, polemiche e appello allo sciopero

Il pomeriggio del 16 maggio 2026 Milano ha visto una manifestazione a sostegno della Palestina che ha richiamato partecipanti e polemiche. Da piazzale XXIV Maggio il corteo si è diretto verso il centro cittadino con cartelli, bandiere e cori che hanno richiamato l’attenzione su temi internazionali e nazionali. Tra i simboli esposti spiccavano la grande chiave in cartone, emblema del diritto al ritorno, e stendardi che rappresentavano diverse realtà regionali e politiche.

Le stime sulla partecipazione hanno oscillato: fonti giornalistiche hanno parlato di numeri che vanno da alcune centinaia fino a circa 5.000 persone, a seconda delle ricostruzioni. In testa al corteo campeggiava lo striscione con la menzione della Nakba e richieste di embargo, mentre dal camion della manifestazione è stato lanciato l’appello per uno sciopero generale fissato per il 29 maggio. La presenza di attivisti e sigle politiche ha contribuito a dare al corteo un carattere nazionale e organizzato.

Percorso, simboli e presenze

Il corteo si è snodato lungo un itinerario noto: da piazzale XXIV Maggio verso corso di Porta Ticinese, via Molino delle Armi, corso Italia, piazza Missori e infine piazza Duomo. Sono state esposte bandiere palestinesi e di altri Paesi, tra cui Libano e Repubblica islamica dell’Iran, e, in alcuni casi, vessilli riconducibili a Hezbollah, segnalati dagli osservatori sul posto. Tra i partecipanti erano presenti organizzazioni come Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, i sindacati di base Cub e Cobas, oltre a sigle come Cgil, Carc e Cambiare Rotta, che hanno contribuito alla composizione politica del corteo.

Presenze istituzionali e ospiti

Tra i volti accolti dal pubblico c’è stato Saif Abu Keshek, attivista della Global Sumud Flotilla recentemente fermato durante una missione verso Gaza. Il suo intervento è stato salutato con applausi e brevi dichiarazioni criticali verso l’azione dei governi europei e di quello italiano, accusati di complicità rispetto alla situazione nella Striscia di Gaza. Queste prese di posizione hanno contribuito a trasformare la manifestazione in un momento di denuncia politica oltre che di solidarietà.

Slogan, tensioni e piccoli episodi di violazione

Durante il percorso sono stati intonati cori come “Palestina libera” e slogan rivolti a figure pubbliche estere e nazionali, tra cui citazioni contro Netanyahu e invettive contro presunti sostenitori dell’attuale politica estera italiana. In alcuni punti si sono registrati episodi che hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine: un giovane affacciato a una finestra ha compiuto gesti offensivi e minacciosi che hanno portato a verifiche da parte della Digos, mentre un gruppo minore si è staccato dal corteo per imbrattare la vetrina di un supermercato con scritte di boicottaggio. Nonostante questi momenti, la manifestazione è proseguita fino all’arrivo in piazza Duomo.

Reazioni e ordine pubblico

Le forze dell’ordine hanno monitorato la situazione lungo tutto il tragitto, intervenendo dove necessario per accertamenti e per contenere eventuali episodi isolati come l’esplosione di petardi nell’area del Duomo. L’attenzione è stata massima sia per la tutela dell’ordine pubblico sia per evitare che singole azioni degenerassero in scontri. Le autorità hanno segnalato verifiche e controlli, senza però comunicare immediatamente provvedimenti cautelari o arresti diffusi al termine del corteo.

Implicazioni e il prossimo appuntamento

L’annuncio dello sciopero generale del 29 maggio ha segnato la chiusura del corteo come punto di partenza per ulteriori mobilitazioni. Le organizzazioni presenti si sono dette pronte a sostenere iniziative coordinate a livello nazionale, mentre il tema del gemellaggio con Tel Aviv è stato posto al centro delle rivendicazioni con richieste di sospensione o revisione. La manifestazione ha messo in luce come, oltre alla solidarietà verso Gaza, siano emerse tensioni interne sulla strategia di protesta e sui confini delle azioni di piazza.

In sintesi, la giornata del 16 maggio 2026 a Milano è stata caratterizzata da un corteo numeroso e variegato, con simboli forti come la chiave del ritorno, interventi di attivisti internazionali, slogan decisi e alcuni episodi di contestazione che hanno richiesto l’intervento delle autorità. Resta aperto il confronto pubblico sulle conseguenze politiche delle mobilitazioni e sull’esito della chiamata allo sciopero del 29 maggio, che sarà un test per valutare la capacità di coordinamento delle varie forze che hanno partecipato alla manifestazione.

Milano adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 17 Giugno