A Milano manifestazione per la Palestina: partenza da piazzale XXIV Maggio, presenza di Saif Abu Keshek, bandiere controverse e l'annuncio di uno sciopero nazionale per il 29 maggio

Il pomeriggio del 16 maggio 2026 Milano ha visto una manifestazione a sostegno della Palestina che ha richiamato partecipanti e polemiche. Da piazzale XXIV Maggio il corteo si è diretto verso il centro cittadino con cartelli, bandiere e cori che hanno richiamato l’attenzione su temi internazionali e nazionali.
Tra i simboli esposti spiccavano la grande chiave in cartone, emblema del diritto al ritorno, e stendardi che rappresentavano diverse realtà regionali e politiche.
Le stime sulla partecipazione hanno oscillato: fonti giornalistiche hanno parlato di numeri che vanno da alcune centinaia fino a circa 5.000 persone, a seconda delle ricostruzioni. In testa al corteo campeggiava lo striscione con la menzione della Nakba e richieste di embargo, mentre dal camion della manifestazione è stato lanciato l’appello per uno sciopero generale fissato per il 29 maggio. La presenza di attivisti e sigle politiche ha contribuito a dare al corteo un carattere nazionale e organizzato.
Percorso, simboli e presenze
Il corteo si è snodato lungo un itinerario noto: da piazzale XXIV Maggio verso corso di Porta Ticinese, via Molino delle Armi, corso Italia, piazza Missori e infine piazza Duomo. Sono state esposte bandiere palestinesi e di altri Paesi, tra cui Libano e Repubblica islamica dell’Iran, e, in alcuni casi, vessilli riconducibili a Hezbollah, segnalati dagli osservatori sul posto. Tra i partecipanti erano presenti organizzazioni come Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, i sindacati di base Cub e Cobas, oltre a sigle come Cgil, Carc e Cambiare Rotta, che hanno contribuito alla composizione politica del corteo.
Presenze istituzionali e ospiti
Tra i volti accolti dal pubblico c’è stato Saif Abu Keshek, attivista della Global Sumud Flotilla recentemente fermato durante una missione verso Gaza. Il suo intervento è stato salutato con applausi e brevi dichiarazioni criticali verso l’azione dei governi europei e di quello italiano, accusati di complicità rispetto alla situazione nella Striscia di Gaza. Queste prese di posizione hanno contribuito a trasformare la manifestazione in un momento di denuncia politica oltre che di solidarietà.
Slogan, tensioni e piccoli episodi di violazione
Durante il percorso sono stati intonati cori come “Palestina libera” e slogan rivolti a figure pubbliche estere e nazionali, tra cui citazioni contro Netanyahu e invettive contro presunti sostenitori dell’attuale politica estera italiana. In alcuni punti si sono registrati episodi che hanno attirato l’attenzione delle forze dell’ordine: un giovane affacciato a una finestra ha compiuto gesti offensivi e minacciosi che hanno portato a verifiche da parte della Digos, mentre un gruppo minore si è staccato dal corteo per imbrattare la vetrina di un supermercato con scritte di boicottaggio. Nonostante questi momenti, la manifestazione è proseguita fino all’arrivo in piazza Duomo.
Reazioni e ordine pubblico
Le forze dell’ordine hanno monitorato la situazione lungo tutto il tragitto, intervenendo dove necessario per accertamenti e per contenere eventuali episodi isolati come l’esplosione di petardi nell’area del Duomo. L’attenzione è stata massima sia per la tutela dell’ordine pubblico sia per evitare che singole azioni degenerassero in scontri. Le autorità hanno segnalato verifiche e controlli, senza però comunicare immediatamente provvedimenti cautelari o arresti diffusi al termine del corteo.
Implicazioni e il prossimo appuntamento
L’annuncio dello sciopero generale del 29 maggio ha segnato la chiusura del corteo come punto di partenza per ulteriori mobilitazioni. Le organizzazioni presenti si sono dette pronte a sostenere iniziative coordinate a livello nazionale, mentre il tema del gemellaggio con Tel Aviv è stato posto al centro delle rivendicazioni con richieste di sospensione o revisione. La manifestazione ha messo in luce come, oltre alla solidarietà verso Gaza, siano emerse tensioni interne sulla strategia di protesta e sui confini delle azioni di piazza.
In sintesi, la giornata del 16 maggio 2026 a Milano è stata caratterizzata da un corteo numeroso e variegato, con simboli forti come la chiave del ritorno, interventi di attivisti internazionali, slogan decisi e alcuni episodi di contestazione che hanno richiesto l’intervento delle autorità. Resta aperto il confronto pubblico sulle conseguenze politiche delle mobilitazioni e sull’esito della chiamata allo sciopero del 29 maggio, che sarà un test per valutare la capacità di coordinamento delle varie forze che hanno partecipato alla manifestazione.

