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Sgombero in via Stamira d’Ancona: intervento interforze e sequestro di droga

Le forze dell'ordine hanno sgomberato un immobile abbandonato in via Stamira d'Ancona; emergono dettagli su persone identificate, sequestri e lavori di messa in sicurezza

Sgombero in via Stamira d'Ancona: intervento interforze e sequestro di droga

L’intervento nell’edificio abbandonato di via Stamira d’Ancona 40 è avvenuto in seguito alla decisione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Secondo il comunicato ufficiale della Prefettura, la mattinata del 15 maggio 2026 ha visto un servizio interforze finalizzato allo sgombero e alla messa in sicurezza dell’immobile.

Altre ricostruzioni giornalistiche riportano la data del 14 maggio 2026, evidenziando una discrepanza temporale tra fonti diverse; la presenza delle autorità e le attività svolte, tuttavia, sono confermate.

Il palazzo, incompiuto e sviluppato su sei piani con tre scale e un seminterrato, è stato trovato occupato da persone che le forze dell’ordine hanno identificate sul posto. Le operazioni si sono svolte senza incidenti per l’ordine pubblico, e subito dopo è stato avviato un intervento di ripristino della cinta perimetrale e di messa in sicurezza dell’area a cura della proprietà, con vigilanza continua della polizia locale.

L’intervento e i numeri ufficiali

Nel comunicato della Prefettura si legge che all’interno dell’edificio sono stati rintracciati 19 occupanti abusivi: uno di nazionalità italiana e gli altri di origine nordafricana. In particolare, otto stranieri sono stati accompagnati in Questura e cinque di questi, ritenuti irregolari sul territorio nazionale, sono stati messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione. Inoltre, quattro persone sono state indagate ai sensi dell’art. 73, comma 5 del DPR 309/1990 per il possesso di sostanze stupefacenti, mentre un altro occupante è stato sanzionato ai sensi dell’art. 75 del DPR 309/1990 per il possesso di 1,5 grammi di hashish. Questi elementi configurano una parte rilevante degli esiti amministrativi e penali dell’operazione.

Discrepanze tra fonti

La ricostruzione giornalistica di MilanoToday segnala invece la presenza di nove occupanti durante lo sgombero, con la stessa composizione nazionale (un italiano e gli altri nordafricani) e la medesima dinamica di accompagnamento in Questura, di cui cinque risultati irregolari. La differenza tra 19 e 9 persone segnalate è un elemento che richiede chiarimenti: può derivare da aggiornamenti successivi, conteggi differenti o interpretazioni delle presenze nell’edificio. Restano comunque confermati i provvedimenti di carattere amministrativo e l’attivazione degli uffici competenti.

Sequestri e dinamica operativa

Nel corso delle attività sul posto le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, oltre a strumenti associati all’attività illecita: armi, denaro contante e due bilancini di precisione. La Prefettura sottolinea che le operazioni sono state condotte senza creare problemi di ordine pubblico, dettaglio che indica una pianificazione coordinata tra forze di polizia, polizia locale e altri enti coinvolti. L’entità dei sequestri potrà avere ripercussioni nelle indagini successive.

Procedimenti a carico degli occupanti

Oltre alle misure amministrative nei confronti degli stranieri irregolari, le contestazioni riferite all’art. 73, comma 5 riguardano il traffico e il possesso di droghe, mentre la sanzione in base all’art. 75 è riferita a consumo personale di modiche quantità. Le persone accompagnate in Questura sono state quindi sottoposte alle verifiche d’identità e ai necessari approfondimenti, con possibili sviluppi in ambito penale e amministrativo a seconda degli esiti investigativi.

Interventi di messa in sicurezza e vigilanza

Al termine dello sgombero la società proprietaria dell’immobile ha immediatamente avviato i lavori per il ripristino della cinta perimetrale e per la messa in sicurezza delle parti aperte e pericolanti. Tali interventi sono proseguiti per l’intera giornata sotto la sorveglianza della polizia locale, con l’obiettivo di evitare nuovi ingressi e di garantire l’ordine nell’area. La presenza di una vigilanza fissa suggerisce un monitoraggio continuo fino al completamento delle opere di messa in sicurezza.

Il contesto del cantiere e le questioni ancora aperte

Questo immobile non è un caso isolato: il cantiere di via Stamira d’Ancona nasce da un progetto del 2014 per un complesso residenziale che non è mai stato concluso. Secondo ricostruzioni, l’acquisto richiedeva l’ingresso in una cooperativa che avrebbe seguito l’esecuzione dei lavori; molte famiglie che investirono anticipi si sono ritrovate senza appartamento e con caparre ancora in parte non restituite, talvolta consistenti (indicazioni parlano di 50-70mila euro). Per il Comune la zona non aveva capacità edificatoria, e si era lavorato a una soluzione di edilizia convenzionata che avrebbe limitato l’uso e i benefici a categorie con requisiti precisi. La trattativa per risolvere la situazione economica e urbanistica è tuttora in corso.

La vicenda mette in luce problemi che intrecciano aspetti di sicurezza urbana, gestione del patrimonio immobiliare e delle pratiche migratorie, oltre a ricadute sociali per chi aveva versato somme importanti in vista di un acquisto mai concretizzato. Monitoreremo gli sviluppi delle indagini e le decisioni amministrative relative al futuro dell’immobile, con aggiornamenti sulle attività dell’ Ufficio Immigrazione e sugli esiti dei procedimenti penali.