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Quattro segnalazioni nel 2026 nel milanese: come Regione Lombardia valuta gli avvistamenti di lupi

Nel 2026 la Regione ha monitorato quattro episodi tra Milano e hinterland; ecco quali sono le aree interessate e le regole da seguire in caso di avvistamento

Quattro segnalazioni nel 2026 nel milanese: come Regione Lombardia valuta gli avvistamenti di lupi

Nelle ultime comunicazioni ufficiali la regione lombardia ha ricostruito gli episodi di presenza di lupi nel territorio metropolitano di Milano, ribadendo che non si tratta di un fenomeno del tutto fuori dall’ordinario. Secondo quanto riportato, nel 2026 sono state accertate quattro segnalazioni riferite a eventi verificati, con una serie di conferme ottenute tramite indagini tecniche.

Questo quadro comprende avvistamenti in diverse zone e alcune predazioni su animali da allevamento che hanno richiesto accertamenti specialistici.

Le comunicazioni della Regione sottolineano anche l’importanza di distinguere tra segnalazioni attendibili e false piste: per l’inserimento nel monitoraggio ufficiale servono elementi concreti come foto, video o il riscontro sul campo da parte di personale qualificato. In assenza di tali prove, molte osservazioni restano da verificare, perché spesso cani di aspetto lupoide possono essere scambiati per esemplari selvatici.

I casi verificati nel 2026

Nel corso del 2026 la Regione ha registrato tre segnalazioni in punti diversi della Città Metropolitana: a Rozzano, nella zona di Piazza Abbiategrasso a Milano e nell’hinterland nord di Milano. A queste si aggiunge il recupero di un esemplare a Gaggiano. Tutti gli episodi di avvistamento fanno riferimento a eventi avvenuti a febbraio 2026. Parallelamente, tra novembre e dicembre 2026 sono state confermate, mediante analisi genetiche, due predazioni attribuibili a lupi: un vitello nel comune di Nerviano e una pecora a Morimondo. Queste evidenze hanno permesso di classificare quei casi come attacchi effettivi.

Come avvengono le verifiche e i rischi di errore

La validazione di una segnalazione richiede l’intervento di esperti sul campo: tra i soggetti coinvolti vi sono la Polizia Provinciale, i Carabinieri Forestali e i tecnici regionali del Dipartimento Foreste – Struttura Lombardia Est e Biodiversità. L’iter prevede la raccolta di prove fotografiche o video, rilievi diretti e, quando necessario, l’esecuzione di analisi genetiche per attribuire con certezza una predazione a un lupo. Senza questi elementi, una segnalazione non può essere inserita nel monitoraggio ufficiale e resta sospesa fino a eventuali riscontri ulteriori.

Differenze con i cani lupoidi

Un punto critico nelle aree di pianura è la possibile confusione con i cani lupoidi (ad esempio cani lupo cecoslovacchi e similari), che per aspetto e taglia possono ingannare gli osservatori. Per questo motivo la Regione invita a non trarre conclusioni affrettate: immagini chiare, video con riferimento di scala e la posizione precisa sono fondamentali per distinguere un esemplare selvatico da un animale domestico o ibrido. Il coinvolgimento di personale qualificato riduce il margine di errore e tutela sia la fauna sia gli allevatori.

Analisi genetica e conferma delle predazioni

Quando si sospetta una predazione, i reperti vengono sottoposti a analisi genetica per accertare la specie responsabile. È grazie a questo strumento scientifico che sono stati confermati gli attacchi al vitello a Nerviano e alla pecora a Morimondo tra novembre e dicembre 2026. Queste verifiche sono essenziali non solo per la ricostruzione degli eventi, ma anche per attivare le procedure di indennizzo destinate agli allevatori danneggiati e per pianificare misure di prevenzione mirate.

Comportamenti consigliati e procedure di segnalazione

La Regione ricorda alcune semplici regole per ridurre il rischio di incidenti e per agevolare le verifiche: evitare di avvicinarsi o inseguire l’animale, non lasciare cibo accessibile e mantenere i cani al guinzaglio, in particolare all’alba e al tramonto. In caso di avvistamento vicino a centri abitati è opportuno contattare la Polizia Provinciale o i Carabinieri Forestali, raccogliendo, se possibile, fotografie, filmati e la posizione esatta tramite app come Google Maps. In presenza di animali feriti o morti non tentare interventi autonomi; occorre attendere i soccorsi specializzati per non compromettere eventuali accertamenti.

Infine, la Regione invita gli allevatori a segnalare tempestivamente qualsiasi predazione di bestiame: una denuncia rapida permette di avviare gli accertamenti necessari per l’accesso alle misure di sostegno e per l’attivazione delle squadre di prevenzione che possono fornire consulenza tecnica e strumenti di protezione.