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Servalo catturato nel parco pubblico di Garbagnate Milanese

Un grande felino esotico è stato trovato in un parco cittadino di Garbagnate Milanese: le autorità hanno sedato l'animale e avviato le verifiche sulla sua provenienza

Un’operazione delle forze ambientali ha portato al recupero di un esemplare di servalo nel centro di Garbagnate Milanese, sollevando preoccupazioni per la sicurezza pubblica e interrogativi sulla provenienza dell’animale. L’intervento si è svolto nel Parco della Garbatella, un’area verde molto frequentata, dove la presenza di un Felino esotico ha immediatamente attirato l’attenzione dei cittadini e degli operatori.

La dinamica è iniziata con una segnalazione esterna e ha visto l’attivazione tempestiva della centrale operativa: è stato inviato il Nucleo Carabinieri Forestale di Garbagnate Milanese, che ha operato congiuntamente alla Polizia Provinciale e ai Servizi Veterinari di Milano per mettere in sicurezza la zona e gestire l’animale senza mettere a rischio persone o selvatici locali. Le autorità hanno proceduto organizzando l’intervento secondo protocolli specifici per specie esotiche.

Il ritrovamento e la sequenza degli avvistamenti

Secondo le segnalazioni ricevute, il primo avvistamento era stato registrato nel comune di Arese il giovedì 30 aprile, mentre una successiva comparsa nel capoluogo periferico è stata annotata il sabato 2 maggio. A seguito di quest’ultimo episodio, la pattuglia specializzata è intervenuta prontamente per circoscrivere l’area e predisporre le operazioni di recupero. La cronologia degli avvistamenti ha consentito agli operatori di limitare il raggio di ricerca e di mettere in atto le misure necessarie per la cattura in sicurezza.

Procedure operative

Sul posto gli agenti hanno prima isolato il punto di ritrovamento e poi hanno proceduto a immobilizzare l’animale con farmaci sedativi somministrati da personale veterinario autorizzato. Il felino è stato quindi trasportato in una clinica veterinaria per le prime valutazioni sanitarie e per l’identificazione più accurata: il medico ha riconosciuto l’esemplare come Leptailurus serval, noto anche come gattopardo africano, un felino originario dell’Africa centro-meridionale.

Identificazione, cure e destinazione dell’animale

Il passo successivo è stato verificare le condizioni cliniche e trovare una struttura idonea per la detenzione temporanea o definitiva dell’animale. Dopo i controlli, il servalo è stato trasferito in un giardino zoologico fuori regione ritenuto idoneo ad ospitare specie esotiche di questo tipo. La scelta della struttura ha tenuto conto delle necessità etologiche della specie e delle normative vigenti in materia di tutela e gestione di animali selvatici in cattività.

Valutazioni veterinarie

Durante le visite il personale veterinario ha valutato lo stato di salute e l’eventuale stress causato dalla presenza in ambiente urbano: sono state eseguite le prime terapie e predisposti i trasferimenti in sicurezza. L’intervento ha seguito le Linee guida per il trattamento di specie non domestiche, con particolare attenzione al benessere dell’animale e alla prevenzione di rischi per la popolazione.

Aspetti legali e indagini in corso

La detenzione privata di un animale come il servalo è vietata dalla normativa più recente: secondo la disciplina citata dalle autorità, la normativa del 2026 proibisce il possesso di specie selvatiche pericolose, anche se nate in cattività. In caso di responsabilità accertata, il proprietario può essere soggetto a sanzioni pecuniarie che vanno da 20.000 a 150.000 euro e alla confisca dell’animale. Le verifiche aperte dal Nucleo dei Carabinieri Forestali mirano a ricostruire la catena di provenienza e le responsabilità.

Indagini e ricostruzione

Gli accertamenti includono l’analisi di testimonianze, eventuali video o foto, e la verifica di passaggi amministrativi relativi al trasferimento dell’animale. Le autorità vogliono capire perché un esemplare esotico si sia trovato in un parco urbano: le ipotesi vanno dalla fuga da un allevamento abusivo a un possibile abbandono. In passato, nella stessa area metropolitana, si sono verificati episodi analoghi, come il recupero di un cervo a Paderno Dugnano, che sottolineano la necessità di protocolli efficaci per la gestione di avvistamenti inattesi.

Per i cittadini restano validi i consigli delle forze dell’ordine: non avvicinarsi all’animale, segnalare immediatamente l’osservazione alle autorità competenti e lasciare le operazioni a personale specializzato. Il caso del servalo ribadisce l’importanza di una collaborazione rapida tra polizia, forze forestali e servizi veterinari per gestire situazioni che coinvolgono specie esotiche e garantire la sicurezza pubblica insieme alla tutela degli animali.