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Al Fresco Milano, il ristorante immerso nella natura

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Per un pranzo o una cena immersa nel verde si può andare Al Fresco, il ristorante adatto a tutti in Porta Venezia a Milano.

“Luogo di incontro con cucina” è la frase che accompagna l’insegna di Al Fresco, il ristorante di Milano. Il locale in via Tortona è una meta adatta per scappare dal grigio e dalla confusione della città. Il verde è il colore che prevale, anche nei piatti, spesso basati su verdure fresche – appunto -.

Ottimo luogo per i vegani e i salutisti, ma anche per i carnivori e le numerose famiglie. Insomma Al Fresco tutti sono i benvenuti e la qualità dei prodotti è sempre al primo posto.

Un ristorante Al Fresco a Milano

In via Savona 50, in zona Tortona, è sempre possibile mangiare all’aperto, anche in inverno o quando piove. La magia è messa in atto grazie a una veranda con vetri a fare da muro.

Anche con le condizioni metro avverse, quindi, ci si può sedere a gustare un buon bicchiere di vino, facendosi cullare dagli alberi e dalla natura a una passo. Quando i fiori iniziano a sbocciare e le giornate a farsi più calde il giardino viene ufficialmente aperto e non c’è niente di meglio che leggere il menu ascoltando i rumori della natura. Anche i piatti contribuiscono a questa nota di freschezza, grazie alla qualità e all’uso sapiente delle verdure.

La cucina è a vista, in modo da poter ammirare il lavoro dello chef Kikichi Takahashi, che compone piatti mai decorati eccessivamente. Insomma, freschi.

Il menu e i prezzi

Diamo un’occhiata al menu, che come già detto, sfrutta solo prodotti freschi e di qualità.

Come antipasti troviamo dalle bruschette con alici del Cantabrico e burrata, fino a un flan di patate e porri con fonduta al taleggio e chips di patata americana. Per i carnivori ci sono anche una battuta di Fassona Piemontese con Puntarelle in salsa di alici oppure un’ottima tartare di tonno rosso con Guacamole piccante e germogli. Si può notare il perfetto mix tra la cultura dello chef e quella della cucina italiana.

I prezzi vanno dai 10 euro fino ai 20 per la bruschetta con Paleta di Pata Negra 36 mesi.

La proposta dei primi inserisce qualche elemento che con il pensiero riporta subito alle domeniche passate in casa. Il ragù delle tagliatelle, infatti, è cotto per circa 8 ore e questo viene precisato sul menu. Poi si può ordinare un risotto ai carciofi e gamberi saltati in padella oppure linguine “Felicetti” alle cime di rapa, acciughe peperoncino, burrata e taralli. O perché no degli spaghetti alla chitarra con i caci di Amatrice e il pepe nero del Madagascar. Ancora una volta i prodotti nazionali si amalgamano alla perfezione con quelli tropicali. Il prezzo più alto in questo caso è di 16 euro, ma solo perché si utilizzano crostacei sempre freschi.

Per quanto riguarda i secondi si parla soltanto di piatti giusti per gli onnivori. Dalla guancia di manzo brasata con funghi di sottobosco fino al filetto di manzo al pepe verde. Oppure costolette di vitello alla milanese con erbette all’agro e maionese di rafano. Direttamente dal mare abbiamo il polpo leggermente piccante, il pesce spada grigliato al salmoriglio e ricciola alla griglia con crema di patate al limone. I prezzi rimangono comunque al di sotto dei 30 euro. Ultimi ma non per importanza i dessert: gelato artigianale al pistacchio, tiramisù, zabaione al moscato di Pantelleria, Tarte Tatin di mele, Torta Caprese con gelato al pistacchio tostato e una tropicalissima macedonia di frutta, con o senza gelato.

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