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Locanda Perbellini: innovazione e tradizione a Milano

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Il menu della Locanda Perbellini di Milano è la giusta combinazione tra tradizione, innovazione e qualità con materie prime ottime.

La Locanda Perbellini di Milano è una succursale del mondo dello chef pluristellato Giancarlo Perbellini: la sorella minore del bistrot ad Hong Kong. Qui si propone di divulgare il verbo della sua cucina: un connubio tra tradizione e innovazione, senza tralasciare qualità e freschezza delle materie prime. In zona Moscova, precisamente in via Moscsova 25, si può fodere di un menu raffinato e di qualità, ma spendendo una cifra moderata.

La Locanda Perbellini a Milano

Il menu di Locanda Perbellini segue la rotazione naturale delle quattro stagioni. Quindi, al cambiare del clima e dei colori della natura, cambiano anche le materie prime e la proposta sulla carta. Allo stesso tempo non si ha una carta piena zeppa di piatti, ma poche portate in semplicità. Anche i nomi non sono arzigogolati e impegnativi, ma un tradizionale elenco di quello che ci troveremo ad assaporare.

L’atmosfera è accogliente e raffinata, con un arredamento dai toni scuri, lineare e avvolgente, anche questo senza troppi fronzoli. Alcune grandi finestre che danno sull’esterno hanno il compito di fare entrare quanta più luce possibile. Lo spazio è diviso in diverse piccole sale che accolgono più o meno quaranta coperti. Lo staff è una vera e propria squadra, giovane ma preparata e disponibile. I prezzi, seppur stiamo parlando di un ristorante davvero ottimo, sono estremamente competitivi. Ad esempio i primi si aggirano intorno ai 12 euro e i secondi fino ai 20 euro. I dolci, anche questi di ottima qualità, sfiorano i 10 euro.

Il menu tra tradizione e originalità

Il menu è moderno ma con grande richiamo alla tradizione. L’idea di cucina è semplice, ma con elevato livello di qualità e innovazione. Non mancano i piatti simbolo della città di Milano come la cotoletta e il risotto allo zafferano, ma sicuramente non banali.

La prima voce che compare sul menu, come è normale che sia, è quella degli antipasti. Si parte con un vegetariano cuore di lattuga alla griglia, caponata di verdure con emulsione di capperi e grana padano croccante. Come carne si può scegliere una battuta di Fassona con pistacchio, pomodoro confit e guarnita con pane croccante e maionese al limone, oppure un più tradizionale vitello tonnato. O ancora spuma di cipolla, panzanella di baccalà o insalata con puntarelle e burrata.

Come primo si può scegliere tra gnocchi di zucca e ragù, risotto mantecato allo zafferano con finocchio e arancia, spaghetti alla chitarra con acciughe, capperi e tartufo nero. Ultimi ma non per importanza mezzemaniche con crema di fagioli, paprika ed emulsione di guanciale o ravioli alla bolognese, pepe nero e grana padano.

I secondi comprendono milanese alla farina di fagioli, guanciale di vitello brasato contornato da purè di patate, la coscia alla faraona o un maialino croccante con purè acido. Infine un tortino di grano arso con patate e maionese di dragoncello per accontentare chi non mangia carne.

La proposta dei dessert è leggermente più tradizionale, ma non per questo meno originale. In capo alla carta troviamo una millefoglie in versione Perbellini, una crostata di frutti rossi, la bignolata cioccolato e nocciola o i tradizionali babà, cassata e mascarpone al caffè.

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