Tre iniziative collegate dal tema della protezione e della crescita: un corso pratico per donne a sesto san giovanni, un torneo scolastico per promuovere valori sportivi e un accordo istituzionale per migliorare l'assistenza alle vittime di violenza.

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Chi: enti locali, istituzioni scolastiche e associazioni del territorio lombardo. Cosa: tre iniziative finalizzate a incrementare sicurezza, consapevolezza e coesione sociale. Dove: nel territorio lombardo e aree limitrofe. Perché: rispondere alle esigenze di prevenzione della violenza e di educazione civica tra donne e adolescenti.
Iniziative in campo
Il primo intervento è un workshop gratuito di autodifesa rivolto alle donne. L’attività punta a fornire tecniche pratiche e strumenti di prevenzione. Dal punto di vista normativo, il Garante ha riconosciuto l’importanza di programmi formativi per la protezione delle categorie a rischio.
Il secondo progetto è la neonata Don Bosco Cup, un torneo interscolastico dedicato agli adolescenti. L’evento combina competizione sportiva e momenti educativi per promuovere valori civici e inclusione. Il terzo intervento riguarda il rinnovo di un protocollo d’intesa volto a rafforzare il contrasto alla violenza di genere su scala territoriale, con l’obiettivo di coordinare servizi e reti di tutela.
Il rischio compliance è reale: le istituzioni coinvolte dichiarano la necessità di integrare azioni pratiche e percorsi informativi per garantire efficacia e sostenibilità degli interventi. Il prossimo passo previsto è il coordinamento operativo tra partner locali per pianificare le attività sul territorio.
Workshop gratuito Difesa Donna: pratiche e consapevolezza
Il workshop “Difesa Donna®” si svolgerà il 16-02-presso la Bono Academy di Sesto San Giovanni. L’iniziativa è rivolta alle donne interessate a rafforzare la propria sicurezza personale.
Il programma offre una panoramica del metodo con esercitazioni pratiche e momenti teorici dedicati alla prevenzione, al riconoscimento dei segnali di rischio e alle strategie per evitare o gestire situazioni pericolose.
Oltre alle tecniche fisiche, il corso mette l’accento sulla preparazione psicologica e sulla consapevolezza situazionale come fattori imprescindibili per la tutela individuale.
Dal punto di vista normativo, la promozione di percorsi formativi e di prevenzione rientra nelle attività di tutela della sicurezza svolte dalle istituzioni locali. A seguire è previsto il coordinamento operativo tra partner locali per pianificare le attività sul territorio.
L’iniziativa si inserisce nel ciclo di interventi destinati a incrementare sicurezza, consapevolezza e coesione sociale nella provincia.
Obiettivi formativi e partecipazione
L’iniziativa si inserisce nel ciclo di interventi destinati a incrementare sicurezza, consapevolezza e coesione sociale nella provincia. Il programma mira a fornire strumenti immediatamente applicabili alle situazioni di rischio.
L’approccio combina esercitazioni pratiche e informazioni operative su come richiedere assistenza e sui servizi da attivare in caso di emergenza. Dal punto di vista normativo, il percorso fornisce riferimenti utili per orientarsi tra le procedure di segnalazione e tutela.
Le attività si svolgono in uno spazio pensato per essere non giudicante e orientato all’empowerment, inteso come rafforzamento della capacità di autodeterminazione. La didattica privilegia esercizi a coppie e scenari simulati per favorire l’apprendimento concreto.
La partecipazione è gratuita, rendendo l’iniziativa accessibile a un ampio bacino di donne interessate ad acquisire competenze di autodifesa e prevenzione. Il rischio compliance è reale: le strutture organizzative sono predisposte per garantire privacy e sicurezza delle partecipanti.
Don Bosco Cup: sport come strumento educativo
La prima edizione della Don Bosco Cup prende il via il 26 febbraio e coinvolge scuole secondarie di primo grado di Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo, Bresso, Cusano Milanino, Paderno, Monza, San Donato Milanese e Milano. Si tratta di un torneo con gare di calcio maschile e pallavolo femminile rivolto alle annate –, articolato tra febbraio e aprile e con le finali previste per il 30 aprile.
Le partite si svolgeranno negli impianti dei Salesiani, integrando attività sportive e comunità scolastica. Dal punto di vista normativo, il rischio compliance è reale: le strutture organizzative sono predisposte per garantire privacy e sicurezza delle partecipanti. L’evento ambisce a promuovere inclusione, educazione alla pratica sportiva e confronto tra istituti sul territorio.
Valori e impatto educativo
L’evento prosegue come laboratorio di crescita per gli studenti, in continuità con l’obiettivo di promuovere inclusione ed educazione alla pratica sportiva. Il torneo privilegia il fair play e la integrazione, favorendo il rispetto delle regole, la gestione della competizione e il lavoro di squadra.
Il progetto punta a sviluppare competenze trasversali quali leadership e collaborazione, utilizzando lo sport come linguaggio comune per rafforzare i legami tra scuole e comunità locale. Gli organizzatori segnalano l’intenzione di monitorare l’impatto educativo attraverso feedback delle istituzioni coinvolte e percorsi di accompagnamento per gli studenti.
Protocollo tra carabinieri e Cotulevi: una rete per le vittime
Proseguendo le iniziative rivolte agli studenti, il 11 febbraio, nella caserma “Giacinto Carini” di Palermo, è stato rinnovato il protocollo d’intesa tra il Comando provinciale dei carabinieri e l’associazione Cotulevi (Contro tutte le violenze). La firma è avvenuta alla presenza del comandante provinciale Luciano Magrini e della presidente Palma Camelia Aurora Ranno.
Il rinnovo consolida una collaborazione già attiva in più province e mira a potenziare un modello integrato di intervento contro la violenza di genere. Le attività prevedono coordinamento operativo, percorsi di protezione per le vittime e scambio costante di informazioni tra forze dell’ordine e associazione.
Dal punto di vista normativo, il protocollo rafforza il raccordo tra soggetti istituzionali e realtà del terzo settore. Il Garante ha indicato in precedenti provvedimenti l’importanza di tali intese per garantire tempestività e tutela dei diritti delle vittime.
Il rischio compliance è reale: le amministrazioni coinvolte dovranno assicurare adeguati standard di privacy e gestione delle segnalazioni. Sono previste attività di formazione e monitoraggio per valutare l’efficacia del modello e l’impatto sugli utenti coinvolti.
Rete territoriale e condivisione dati
Dalla fase formativa e di monitoraggio prende avvio l’integrazione operativa tra istituzioni e terzo settore. La collaborazione interessa sportelli e strutture operative in più province, con scambio sistematico di informazioni per orientare interventi mirati.
La condivisione si basa su strumenti di analisi comune per garantire una lettura più accurata del fenomeno. Dal punto di vista normativo, il trattamento dei dati richiede misure tecniche e organizzative conformi al GDPR e alla normativa nazionale sulla protezione dei dati. Il rischio compliance è reale: le amministrazioni e le organizzazioni coinvolte devono adottare protocolli di accesso, anonimizzazione e conservazione dei dati.
Obiettivo operativo è rendere le azioni di prevenzione e sostegno più tempestive ed efficaci. Si punta a percorsi strutturati di protezione e fuoriuscita dalla violenza, coordinati tra i soggetti della rete. Le attività saranno oggetto di valutazione continua per misurare efficacia e impatto sugli utenti.
La valutazione continua delle attività garantirà il monitoraggio degli esiti e la possibilità di adeguare interventi e risorse. Dal punto di vista operativo, la misurazione degli indicatori di efficacia e impatto consentirà di orientare le scelte gestionali e di programmazione.
Questi tre interventi si configurano come approcci complementari alla promozione della sicurezza e del benessere collettivo: il workshop di autodifesa rafforza le competenze individuali e la prevenzione; la Don Bosco Cup crea spazi educativi di crescita attraverso lo sport; il protocollo tra carabinieri e Cotulevi potenzia la protezione istituzionale e la capacità di risposta alle violenze. La sinergia tra formazione pratica, esperienze sportive per i giovani e reti istituzionali favorisce la creazione di comunità più sicure, informate e solidali, in grado di riconoscere il fenomeno della violenza e di offrire risposte coordinate. Le prossime rilevazioni consentiranno di valutare la replicabilità e l’eventuale estensione territoriale degli interventi.





