partita a Rho: dopo un primo tempo combattuto l'italia subisce sei reti dagli usa e chiude il cammino olimpico

La corsa dell’Italia femminile nell’hockey su ghiaccio alle Olimpiadi Milano Cortina 2026 si è fermata ai quarti sul ghiaccio di Rho: Team USA ha vinto 6-0, una sconfitta netta che però racconta due facce del match. Le azzurre di Eric Bouchard hanno mantenuto ordine e compattezza nei primi minuti, poi gli Stati Uniti hanno alzato ritmo e intensità, trasformando la pressione in gol e in controllo territoriale.
I documenti e i filmati esaminati mostrano chiaramente questa doppia dinamica. Le statistiche confermano il predominio americano nelle occasioni create: più tiri in porta, più superiorità numeriche sfruttate e una capacità di finalizzare che è mancata alle italiane. Allo stesso tempo emergono elementi positivi nell’assetto difensivo iniziale e nella reattività del gruppo, che però non sono bastati a contenere la profondità della rosa avversaria.
Come è andata — la cronaca
Nel primo periodo l’Italia ha scelto un approccio prudente: linee compatte, raddoppi e ripartenze semplici per non concedere spazi. Nonostante questo, gli Stati Uniti hanno imposto il loro ritmo e al 13:31 Megan Keller ha sbloccato il risultato su assist di Laila Edwards. Quel gol ha cambiato l’equilibrio: è aumentato il numero di transizioni pericolose degli americani e la partita si è spostata sempre più sulla capacità di chiudere gli spazi.
Nel secondo drittel il match ha preso una piega definitiva. In rapida successione Kendall Coyne ha firmato la doppietta (assist di Caroline Harvey e Grace Zumwinkle) e, tra il 24’ e il 31’, gli USA hanno segnato ancora con Laila Edwards e Britta Curl — quest’ultima in situazione di inferiorità numerica. L’efficacia nelle uscite, la rapidità in transizione e la precisione nei passaggi hanno scavato il solco: la difesa azzurra ha pagato qualche imprecisione nelle fasi di transizione e non ha più trovato la capacità di arginare le incursioni avversarie.
Nel terzo periodo gli Stati Uniti hanno gestito il vantaggio e al 38:27 Hannah Bilka ha fissato il punteggio sul 6-0, con gli assist di Taylor Heise e Caroline Harvey. L’ultimo tempo è stato una gestione americana del possesso, mentre l’Italia ha alternato tentativi di reazione a fasi di contenimento senza riuscire a creare occasioni davvero pericolose.
I protagonisti
Dal materiale raccolto emerge il lavoro di squadra degli Stati Uniti: profondità di rosa, velocità in contropiede e freddezza nella finalizzazione. Tra le azzurre, la portiera ha compiuto interventi importanti che hanno limitato il passivo soprattutto nella prima parte; il reparto ha lottato fino alla fine e ha mostrato carattere. Le scelte tattiche di Bouchard erano orientate al contenimento, ma la superiorità numerica e fisica degli avversari ha fatto la differenza.
Cosa cambia per l’Italia
Questa eliminazione segna la fine del cammino olimpico per l’Italia a Milano Cortina 2026 e mette in luce gap che vanno affrontati: capacità di finalizzare le opportunità, gestione delle inferiorità numeriche e reattività nelle transizioni. I documenti esaminati suggeriscono che servirà un’analisi tecnica approfondita per intervenire su questi aspetti — non tanto rimodellare l’identità di gioco, quanto affinare certi dettagli che nelle partite di alto livello diventano decisivi.
Prossimi passi
Gli organi tecnici federali e lo staff della nazionale avvieranno nelle prossime settimane verifiche video e incontri per tradurre i dati in programmi di allenamento concreti. Le priorità saranno migliorare la velocità di manovra, la compattezza nelle uscite e l’efficacia negli ultimi metri. Dal lato americano, la vittoria qualifica il Team USA alla semifinale contro la Svezia, in programma lunedì 16 febbraio. Gli Stati Uniti hanno saputo sfruttare gli spazi e finalizzare con continuità; l’Italia ha dimostrato impegno e alcune buone risposte difensive, ma il divario di velocità, profondità e esperienza si è fatto sentire. Ora il lavoro sarà su dettagli tecnici e programmazione: sono quelli che, ben calibrati, possono ridurre il gap nelle prossime sfide internazionali.





