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Fontana argento nei 500 metri a milano cortina 2026: tredicesima medaglia

Argento nei 500 m per Arianna Fontana: la trentacinquenne valtellinese arriva seconda dietro Xandra Velzeboer e raggiunge quota 13 medaglie olimpiche, eguagliando il record di Edoardo Mangiarotti.

Milano Skating Arena ha ospitato il 12 febbraio la finale dei 500 metri di short track a Milano Cortina 2026: una gara intensa che ha visto Arianna Fontana salire sul podio con la medaglia d’argento. La campionessa valtellinese ha confermato ritmo e continuità nelle distanze veloci, mostrando controllo delle traiettorie e uno scatto finale efficace.

Il suo crono rientra tra le migliori prestazioni stagionali e avrà ripercussioni sull’assetto della squadra e sulla preparazione verso le prossime prove internazionali.

La gara e quello che è successo in pista
Xandra Velzeboer ha dettato legge in finale, chiudendo in 41.609 e imponendo un ritmo elevato fin dalle prime curve. Arianna Fontana ha risposto con 42.294, che le è valso l’argento; terzo posto per la canadese Courtney Sarault, a 42.427. Velzeboer ha guidato con decisione, controllando il gruppo grazie a una conduzione aggressiva; Fontana, invece, ha saputo ribattere con scelte tattiche nette, scegliendo traiettorie intelligenti e dosando lo sprint finale.

Tattica e dettagli tecnici
Nei 500 metri lo spazio per cambiare marcia è minimo: l’avvio conta tantissimo e chi impone il ritmo limita le chance di attacco degli avversari. Nella finale la favorita ha sfruttato proprio questo vantaggio, riducendo le opportunità di sorpasso. Fontana ha puntato sull’esperienza, mantenendo posizione e velocità specialmente nelle curve, dove la capacità di tenere una traiettoria interna senza perdere slancio si è rivelata cruciale. L’insieme di controllo del corpo, scelta delle linee e tempismo nello sprint ha fatto la differenza.

Il valore della medaglia nella storia dello sport italiano
Con l’argento nei 500 metri Arianna Fontana raggiunge quota 13 medaglie olimpiche, eguagliando il record di Edoardo Mangiarotti. Un traguardo che aggiorna le statistiche azzurre e sottolinea la longevità e la continuità della sua carriera. Più che un numero fine a se stesso, questo totale rafforza il peso tecnico e il ruolo di riferimento che Fontana ha nella squadra nazionale: risultati come questi influenzano opportunità di leadership e piani di sviluppo delle nuove leve.

Impatto sulle classifiche e sul lavoro dei tecnici
Oltre al prestigio personale, le prestazioni in gara servono come dati concreti per i tecnici: tempi, posizionamenti e dinamiche di contatto verranno analizzati per definire strategie di allenamento e scelte di squadra. Le singole prove e le performance nelle staffette contribuiscono a disegnare il bilancio complessivo della spedizione olimpica e a orientare la programmazione futura.

Medaglie individuali e di squadra
Nel conteggio totale Fontana è diventata la prima azzurra con 8 medaglie individuali alle olimpiadi invernali, superando Stefania Belmondo per podi individuali. Sommate alle medaglie di staffetta, le 13 piazzamenti la pongono a pari merito con il grande Mangiarotti; il confronto tra epoche richiede prudenza, ma il valore storico resta evidente: poche atlete hanno saputo mantenere questo livello per così tanto tempo.

La squadra italiana: episodi e riflessioni
Non tutte le azzurre hanno avuto la stessa fortuna. Chiara Betti è stata eliminata ai quarti, mentre Arianna Sighel è uscita dopo una caduta in batteria. Sono episodi che ricordano quanto lo short track sia una disciplina tecnica e imprevedibile, dove contatto ravvicinato e decisioni in frazioni di secondo cambiano gli esiti. I tecnici dovranno trarre indicazioni precise da questi episodi per correggere dettagli di posizionamento e gestioni tattiche in vista dei prossimi appuntamenti.

Cosa aspetta Fontana adesso
Fontana non ha finito: prenderà parte ai 1.000 e ai 1.500 metri e sarà in gara anche nella staffetta femminile. Gare multiple in pochi giorni richiedono gestione attenta delle energie, recuperi programmati e adattamenti tattici rapidi. Le sue prossime uscite saranno fondamentali per capire la sostenibilità del piano competitivo e per definire, eventualmente, le scelte federali sulle formazioni future. Ora la parola passa ai tecnici: tempo di analisi, correzioni e preparazione in vista delle prossime gare, con l’obiettivo di trasformare questi segnali in risultati concreti.

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