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Quando il corpo diventa record: danza, tempo e memoria al Teatro Filodrammatici

Records indaga il desiderio di lasciare traccia: un duo che unisce danza, proiezioni e testo per raccontare il corpo come archivio di storie e aspirazioni

Il progetto RECORDS nasce come un’indagine performativa sul concetto di record, inteso sia come massima prestazione sia come atto di testimonianza. In scena la ricerca mette al centro la tensione tra limite e ambizione: cosa significa superare se stessi per entrare nella Storia? Attraverso un linguaggio che mescola danza, proiezioni e parola, lo spettacolo esplora il rapporto tra corpo e tempo, mostrando come la pelle e il movimento conservino tracce di pratiche sociali, politiche e affettive.

La drammaturgia performativa costruisce un dispositivo in continua trasformazione, così ogni rappresentazione diventa – nelle intenzioni – una «prima» unica. Sul palco due interpreti attraversano fasi di preparazione, sforzo e celebrazione, oscillando tra competizione e complicità. Questo dialogo corporeo indaga anche la possibilità che molte singole storie convergano in un’identità condivisa: un corpo molteplice che riflette memorie, ideali e paure.

Corpo, tempo e la grammatica del record

Al centro di RECORDS c’è l’idea che ogni corpo funzioni come un archivio vivente: le esperienze impresse sulla pelle, le cicatrici, la postura e la memoria motoria raccontano epoche e trasformazioni culturali. Lo spettacolo mette in rilievo come le categorie estetiche si modifichino, così ciò che un tempo era ritenuto bello o vergognoso oggi può assumere nuovi significati. Il confronto con il tempo è duplice: mentre il desiderio di eternità spinge verso il primato, il tempo stesso imprime segni che rimandano a fragilità, usura e rinnovamento.

Sport, perfezionismo e dispositivo performativo

Intrecciando elementi di sport e pratica scenica, la performance esaspera le dinamiche del perfezionismo: allenamento, rispetto di metriche, misurazione della prestazione. L’uso di proiezioni e testo crea un campo visivo in cui la competizione si trasforma in racconto collettivo, mettendo a nudo desideri di successo, gloria e permanenza. In questo senso lo spettacolo funziona come un laboratorio che osserva gli effetti dello sguardo sociale sui corpi e sulle narrazioni che costruiamo attorno a essi.

Il festival Lecite Visioni e il contesto di programmazione

RECORDS è inserito nella programmazione del Festival Lecite Visioni, la rassegna LGBTQIA+ del Teatro Filodrammatici diretta da Michele Di Giacomo. La tredicesima edizione si terrà dal 6 al 10 maggio 2026 e porta il titolo IPERURANI, un immaginario che richiama il concetto ottocentesco di uranismo per rilanciarlo in chiave contemporanea. L’intento del festival è creare uno spazio dove desideri, generi e identità possano essere pensati oltre le categorie stabilite, come una vera e propria costellazione di possibilità.

Programma e collaborazioni

La rassegna propone prime nazionali, studi, incontri, laboratori e momenti conviviali, con collaborazioni che includono Libreria Antigone, DRAMA Milano e Artists for Pride. La curatela mira a coniugare performatività e riflessione critica, offrendo al pubblico un percorso che attraversa teatro, danza e pratiche queer. Il festival è dunque uno spazio aperto per ascoltare le voci di artisti e teorici che animano il dibattito su genere, politica e corpo.

Appuntamenti collaterali e proposte serali

Accanto agli spettacoli, la proposta del festival include momenti informali pensati per la socialità: l’ILLECITO BAR, a cura di Lauri Food, è aperto dalle 18.30 alle 21.00 come luogo di incontro tra cocktail, aperitivi e musica. Leciti incontri, curati da Libreria Antigone in collaborazione con Noce, offre un calendario di talk e presentazioni dedicate a studi di genere, femminismi e teorie queer, con ingresso gratuito. Prima degli spettacoli, tra le 20.30 e le 21.00, SATELLITI DI DRAMA propone brevi incursioni performative di cabaret queer a cura di DRAMA Milano, con artistə come Amelia, Triana Cattin e Nat Drag King che anticipano l’atmosfera della serata.

Spettacoli in evidenza

Tra le proposte in cartellone spicca Several Love’s Requests (ore 21.00), concept e interpretazione di Pietro Angelini con Pietro Turano, produzione 369gradi e residenza alle Carrozzerie N.O.T. Il lavoro coniuga parola, movimento e ambiente sonoro per raccontare storie intime e collettive legate al desiderio e alla memoria.

Altre letture: Julius Eastman e il concerto Femenine

Nel calendario cittadino si inserisce inoltre l’esecuzione di Femenine di Julius Eastman, proposta dall’ensemble Sentieri selvaggi. L’appuntamento è segnalato per 26 marzo alle 19.30 al Teatro Filodrammatici. L’opera, famosa per la sua partitura volutamente aperta, richiede grande libertà interpretativa: il materiale scritto funge da avvio e lascia ai musicisti decisioni decisive, creando ogni volta una versione differente che resta fedele alla poetica di Eastman.

Nel complesso, la stagione riflette un orizzonte che mette in relazione pratiche artistiche e riflessioni politiche: il corpo come luogo di memoria, il record come tensione verso l’immortalità, e il teatro come spazio dove queste contraddizioni possono essere viste, ascoltate e discusse. Il pubblico è invitato a considerare ogni rappresentazione non solo come spettacolo, ma come occasione per pensare le storie che ciascun corpo porta con sé.

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