Una sintesi delle lamentele dei residenti e delle richieste del Comitato Abruzzi-Piccinni senza risposte da parte del Comune

La mattina i frequentatori trovano muri segnati da graffiti e tracce di liquidi ormai asciutti all’angolo tra viale Abruzzi 23 e via Plinio, una delle piazze di riferimento attorno al Caffè degli artisti. Il quadro visivo è quello di una zona in tensione: cartacce, bicchieri e bottiglie abbandonate restano sui marciapiedi per ore, costringendo i residenti a intervenire direttamente per ripulire lo spazio pubblico, mentre la percezione di sicurezza diminuisce.
Di sera la situazione cambia volto e peggiora: non si tratta più solo di rifiuti o scritte, ma anche di atti vandalici contro veicoli e proprietà e, in alcuni casi, di risse violente che degenerano in pestaggi in strada, con la conseguente ostruzione della viabilità. A monitorare e denunciare questo fenomeno è il Comitato Abruzzi-Piccinni, che segue la zona da tempo e segnala un progressivo innalzamento dei livelli di tensione e disturbo.
Il quadro della situazione
Secondo i residenti il problema si è acuito nel periodo post Covid e non ha trovato finora una soluzione efficace. Al centro delle lamentele c’è il comportamento del Caffè degli artisti, ritenuto responsabile di alimentare la malamovida per via della vendita di alcolici a prezzi molto bassi e di orari di apertura prolungati, che arrivano già dalle prime ore del mattino. Accanto al locale, continuano a operare due minimarket che vendono bevande fino a tarda notte senza apparenti limitazioni, favorendo il consumo in strada e la dispersione di rifiuti.
Danni e violenze
Le ricostruzioni fornite dai comitati locali parlano di mezzi danneggiati dalle scritte e di vetrine colpite, ma anche di episodi più gravi: risse che si traducono in pestaggi e che richiedono l’intervento dei soccorsi. Il problema non è soltanto estetico: la presenza di persone in stato di alterazione alcolica rende talvolta le strade pericolose, con conseguenze sulla mobilità locale e sul senso di sicurezza dei residenti. Le forze dell’ordine, secondo le segnalazioni, passano con scarsa frequenza e questo aumenta la frustrazione di chi vive la zona quotidianamente.
Le azioni dei residenti e le istituzioni
Per opporsi a questa deriva il Comitato Abruzzi-Piccinni, guidato da Fabiola Minoletti — che ricopre anche il ruolo di vice numero 1 del coordinamento dei comitati milanesi — ha già promosso un esposto collettivo firmato anche dal Comitato Noi di Municipio 3, chiedendo un intervento da parte del Comune. L’azione, pensata come strumento di pressione istituzionale, è però rimasta fino a oggi senza riscontro concreto, alimentando il senso di abbandono tra i cittadini. Il rapporto tra comitati e amministrazione diventa così un punto centrale della discussione pubblica locale.
Proposte e criticità
Tra le proposte avanzate dai residenti emergono misure pragmatiche: aumentare le pattuglie notturne delle forze dell’ordine, verificare le licenze per la vendita di alcolici, imporre limiti di orario ai locali e ai minimarket che vendono bevande, installare telecamere di sorveglianza e introdurre sanzioni più severe per il disturbo della quiete pubblica. Non mancano però le criticità: alcune soluzioni richiedono risorse e tempi non immediati, mentre altre si scontrano con questioni di ordine amministrativo o commerciale. Nel frattempo resta il problema dell’inquinamento acustico, che penalizza chi si alza presto per lavoro e ha bisogno di riposo.
Verso una convivenza possibile
Se da un lato i residenti chiedono misure concrete e risposte rapide dall’amministrazione, dall’altro è necessario un dialogo che coinvolga proprietari dei locali, esercenti commerciali e cittadini. In assenza di interventi efficaci la situazione rischia di consolidarsi: spazi pubblici degradati, minor tutela per i cittadini e tensione sociale aumentata. Un approccio multilaterale, che combini controlli, politiche di regolazione degli orari e iniziative di responsabilizzazione degli esercenti, potrebbe rappresentare la via per ricostruire la qualità della vita in questa parte di Milano.





