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Flash mob dei proprietari di palestre: la protesta davanti al Cimitero Monumentale

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Il flash mob organizzato dalle palestre si svolgerà sabato 31 ottobre alle 9:30 nella piazza antistante il Cimitero Monumentale

flash mob palestre
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L’iniziativa di sabato, che coinvolge federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e enti di promozione sportiva, si svolgerà nella piazza antistante il Cimitero Monumentale. Il flash mob, organizzato da palestre e centri sportivi, avrà inizio alle 9:30 e avrà come scopo quello di puntare l’attenzione sul settore dello sport e sulle limitazioni subite in seguito al nuovo Dpcm.

Il flash mob delle palestre a Milano

Marco Contardi, presidente di Arisa (Associazione regionale imprese dello sport e delle arti del benessere fisico), ha spiegato le ragioni per cui il flash mob delle palestre si svolgerà nella piazza antistante il cimitero. “Per la nostra manifestazione abbiamo scelto il Cimitero Monumentale di Milano non per macabra ironia, ma per meglio rappresentare quello che, con le chiusure Covid, accadrà al nostro comparto, non nelle prossime settimane, ma nei prossimi giorni“, ha infatti spiegato.

Il flash mob ha come obbiettivo quello di porre l’attenzione su un settore messo in crisi dal nuovo Dpcm, che ha imposto la chiusura di palestre e piscine. “È l’ennesimo difficile momento che lo sport dilettantistico sta attraversando dopo l’ultimo lockdown“, afferma Contardi, “con il rischio di mettere in ginocchio un intero comparto che, in Italia, esprime 100mila centri sportivi, 1 milione di tecnici istruttori, 20 milioni di praticanti“.

La mobilitazione avrà luogo alle 9:30 davanti al Cimitero Monumentale, e saranno presenti le federazioni sportive nazionali insieme alle organizzazioni operative da anni sul territorio con le proprie società affiliate.

Marco Contardi ha rivolto l’attenzione sulla questione della sicurezza nelle palestre: “Abbiamo impianti in sicurezza, eppure chiusi. Tutto questo dopo i grandi sforzi che gli operatori hanno messo in campo per far sì che gli atleti potessero praticare le proprie discipline in modo sicuro e secondo i vari protocolli che si sono via via susseguiti“.

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