Il progetto AMIS ha coinvolto 124 persone tra marzo e dicembre 2026: risultati concreti su forza degli arti inferiori, mobilità e riduzione della solitudine

Tra marzo e dicembre 2026 a Milano si è svolta una sperimentazione che ha messo in connessione movimento e socialità per la popolazione anziana. Il programma AMIS (Attività e Movimento Insieme per la Salute), promosso dalla Wellness Foundation con l’Assessorato al Welfare e Salute del Comune di Milano e realizzato insieme a partner scientifici, ha offerto incontri settimanali gratuiti nelle Case di Quartiere rivolti a persone tra i 65 e i 94 anni.
L’obiettivo dichiarato era favorire l’invecchiamento attivo, contrastare il declino funzionale e ridurre l’isolamento sociale. In totale hanno partecipato 124 persone (per l’81% donne) che hanno preso parte a sessioni di due ore a settimana condotte da giovani trainer laureati in scienze motorie, integrate da momenti di educazione sanitaria e merende salutari.
Risultati misurati
Le valutazioni finali, ottenute confrontando test iniziali e finali, mostrano miglioramenti concreti: in particolare c’è stato un aumento della forza degli arti inferiori e della mobilità articolare. Parallelamente, i questionari hanno evidenziato una diminuzione della percezione della solitudine e un incremento del benessere psicologico, soprattutto tra coloro che hanno partecipato con regolarità. Questo suggerisce che la continuità nelle attività è un elemento chiave per ottenere benefici duraturi.
Benefici fisici e mentali
Dal punto di vista corporeo, gli esercizi proposti puntavano a potenziare forza, equilibrio e mobilità con esercitazioni pratiche e camminate di attivazione muscolare. I risultati indicano che anche poche ore settimanali di attività mirata possono tradursi in miglior capacità funzionale. Sul piano psicologico, la combinazione di movimento e incontri sociali ha favorito relazioni tra partecipanti e una riduzione della sensazione di isolamento, confermando che l’attività fisica funziona anche come un farmaco preventivo contro il declino mentale.
Come funziona il programma
Ogni incontro della durata di due ore comprendeva una parte di esercizi guidati, una breve pausa con merende sane e le cosiddette «pillole di wellness»: brevi conversazioni su abitudini quotidiane salutari. I trainer, giovani laureati in scienze motorie, hanno utilizzato protocolli semplici e ripetibili per facilitare la partecipazione. Nel corso della sperimentazione sono stati coinvolti anche esperti di Humanitas che hanno tenuto due incontri su temi specifici come l’allenamento cognitivo legato al movimento e la prevenzione del mal di schiena.
Organizzazione e partecipazione
Le attività si sono svolte in quattro Case di Quartiere selezionate come prima fase pilota e hanno coinvolto 124 utenti con età compresa tra 65 e 94 anni. Gli incontri hanno privilegiato un approccio inclusivo e graduale, pensato per persone con livelli di abilità diversi, per favorire l’adesione nel tempo. L’esperienza pratica ha mostrato che la semplicità delle esercitazioni e il valore della dimensione sociale sono determinanti per mantenere alta la partecipazione.
Sviluppi futuri e collaborazioni
Grazie ai risultati positivi, il progetto è stato esteso: a partire da maggio AMIS verrà ampliato a tutte le Municipalità coinvolgendo ulteriori Case di Quartiere, con l’intenzione di raccogliere dati più estesi. È prevista una collaborazione scientifica con l’Università degli Studi di Milano per includere nuovi indicatori come la qualità del sonno e le capacità cognitive in uno studio più strutturato.
Partner come Humanitas University, ATS Città Metropolitana di Milano e Technogym hanno contribuito con competenze tecniche e contenuti educativi. Le autorità locali hanno sottolineato il valore dell’investimento: secondo l’assessore al Welfare la diffusione di progetti come AMIS può ridurre i costi futuri per il sistema sanitario, soprattutto in una città dove oltre la metà dei nuclei familiari è composta da una sola persona, aumentando il rischio di isolamento e perdita di autonomia.
Infine, il progetto è stato inserito nella prospettiva più ampia della legacy sociale dei grandi eventi sportivi: rappresentanti del mondo sportivo hanno evidenziato come iniziative locali possano trasformare l’eredità degli eventi in azioni concrete per la salute pubblica, promuovendo salute e benessere attraverso il movimento e la partecipazione comunitaria.





