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Il panettiere che è diventato la voce di Eros Ramazzotti sul palco

Paolo Gaudino lavora da mattina al forno e di sera calca i palchi vestendo i panni di Eros Ramazzotti; una vicenda fatta di dedizione, applausi e di un incontro indimenticabile

Rozzano, 17/02/2026 — Di giorno è tra i forni e i banconi di un supermercato di Rozzano; la sera sale sul palco per cantare le canzoni di Eros Ramazzotti. Paolo Gaudino tiene insieme due vite apparentemente lontane: quella del panettiere attento alla routine del laboratorio e quella dell’interprete che cerca di restituire emozione al pubblico.

Mattine e turni in negozio
Ogni alba lo trova al lavoro: impasti, cotture, gestione del turno e il rapporto quotidiano con la clientela. Dietro il banco del pane Gaudino è conosciuto per la cordialità e per la cura con cui tratta il mestiere. L’organizzazione e la disciplina necessarie al laboratorio sono la base stabile che gli permette di affrontare impegni serali e trasferte con tranquillità.

Una passione nata davanti alla televisione
La voce di Eros Ramazzotti lo ha catturato da bambino, davanti alla televisione. Quella scoperta ha segnato il suo percorso vocale: anni di ascolti, esercizi e adattamenti per trovare la propria estensione e far convivere la propria timbrica con un repertorio molto noto. Non si tratta di imitazione fine a sé stessa, ma di un lavoro di ricerca per restituire intensità e verità alle canzoni che ama.

Le prime volte sul palco
La sua prima esperienza significativa è meno patinata di quanto si possa immaginare: un piccolo palco su una barca, la band stretta in pochi metri, un pubblico raccolto ad ascoltare. Quella serata gli ha fatto capire che il suo tono era in grado di dialogare con quello dell’artista che ammira. Il successo in quel contesto informale è stato la conferma che l’hobby poteva trasformarsi in qualcosa di più consistente, una seconda vita artistica che si affianca al lavoro di tutti i giorni.

Una vita divisa tra forno e palcoscenico
Per oltre trent’anni Paolo ha alternato mattine in panetteria a serate in locali e teatri della provincia milanese — e non solo: alcune tournée lo hanno portato anche fuori Italia. La convivenza di questi due mondi richiede fatica: prove serali, spostamenti e la necessità di pianificare i turni con precisione. Ma proprio questa pianificazione gli ha permesso di mantenere entrambe le attività senza rinunciare né alla qualità del lavoro né all’impegno artistico.

Il pubblico e i riconoscimenti
Chi lo incontra al supermercato apprezza la sua disponibilità; chi lo vede sul palco parla di fedeltà interpretativa e di intensità emotiva. L’affetto della gente è per lui il ritorno più prezioso, sia sotto i riflettori sia dietro il bancone. La partecipazione a programmi televisivi come Tale e Quale Show ha poi amplificato la visibilità: un’ovazione lunga e nuove opportunità, ma senza cancellare la normalità delle mattine in panetteria.

Un incontro che fa parlare
Un episodio centrale della sua storia è l’incontro con Eros Ramazzotti. Dopo uno scambio di contatti, una chiamata iniziata con «Paolo, sono Eros» ha portato a un incontro in sala prove: ore trascorse a parlare di musica e a cantare insieme. Quel confronto diretto non solo lo ha emozionato, ma gli ha aperto nuove prospettive e contatti nel mondo musicale.

Perché questa storia ci riguarda
La vicenda di Gaudino parla di costanza, di umiltà e della capacità di coltivare un talento senza rinunciare ai doveri quotidiani. Mostra che avere un lavoro stabile non esclude la possibilità di costruire un progetto artistico concreto: serve metodo, dedizione e la voglia di non accontentarsi. I risultati arrivano a piccoli passi — un applauso, una possibilità di collaborazione, una chiamata che cambia il giorno.

Guardando avanti
Paolo continua a prepararsi: nuove prove, possibili collaborazioni e l’attenzione alle proposte che arrivano dopo la maggiore visibilità. Nel frattempo, ogni mattina rimane fedele al laboratorio; ogni sera riprende il suo posto sul palco. Per lui, la musica non cancella il lavoro di ogni giorno, ma lo rende più pieno: due facce della stessa cura, entrambe fatte di tempo, tecnica e ripetizione.

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