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Progetto bar oltre: inclusione sociale e lavoro in biblioteca a garbagnate milanese

Il bar Oltre offre un esempio concreto di come cultura e servizi possano diventare opportunità di lavoro per persone con disabilità, grazie alla collaborazione tra amministrazione locale, associazioni e centri diurno.

Nel cuore della biblioteca Corte Valenti, in via Monza a Garbagnate Milanese, il piccolo bar “Oltre” ha riaperto i battenti con un obiettivo chiaro: trasformare uno spazio pubblico in un luogo di lavoro, relazione e crescita per persone con disabilità.

Qui il servizio di ristoro non è solo consumo: diventa occasione di formazione, inserimento professionale e partecipazione alla vita cittadina.

La riapertura è stata celebrata venerdì 13 febbraio con una visita istituzionale che ha richiamato attenzione e consensi. Tra i presenti c’erano il ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, il sindaco Davide Barletta e la vicesindaca Simona Travagliati; al tavolo si sono seduti rappresentanti sia della maggioranza sia dell’opposizione, segno di un sostegno trasversale al progetto. Gli interventi hanno rimarcato l’importanza di intrecciare servizi culturali e sociali sul territorio, mettendo al centro la formazione e l’inserimento lavorativo come strumenti concreti di inclusione.

Il bar Oltre è pensato come un vero e proprio laboratorio di autonomia, inserito nella vita quotidiana della biblioteca. Giovani e adulti con disabilità gestiscono attività reali: preparano bevande, servono ai tavoli, accolgono gli utenti. L’approccio qui è pratico: affidare responsabilità concrete favorisce l’acquisizione di competenze utili anche fuori dal contesto del bar, rafforza le relazioni interpersonali e cambia lo sguardo della comunità su queste persone, che passano dall’essere percepite come “assistite” a essere viste come risorsa.

La routine del servizio — le aperture, la cura degli spazi, i turni — funziona come un training quotidiano. Chi lavora al bar sviluppa abilità trasferibili, dalla gestione del tempo alla comunicazione con il pubblico, elementi che aumentano le opportunità occupazionali. Allo stesso tempo, la presenza attiva dei partecipanti normalizza gli incontri quotidiani con cittadini e visitatori, contribuendo a sciogliere stereotipi e a rafforzare la coesione sociale.

Il progetto poggia su una rete solida: il Comune collabora con associazioni del territorio e servizi socio-sanitari per garantirne la sostenibilità. L’associazione “Un mondo di inclusione”, guidata da Laura Salcuno, cura l’organizzazione e la gestione; il Centro Archimede fornisce operatori e partecipanti che coniugano attività occupazionali e percorsi di crescita personale. L’idea è chiara: creare un circuito che metta insieme formazione, lavoro e vita quotidiana della biblioteca.

Sul piano economico, i proventi delle vendite vengono reinvestiti in corsi e servizi di supporto, alimentando così un ciclo virtuoso che sostiene i percorsi individuali e la continuità dell’iniziativa. Il bar avrà aperture programmate e sarà accompagnato da una rendicontazione pubblica delle entrate e delle attività formative, per garantire trasparenza e permettere valutazioni sul suo impatto.

Oltre al valore pratico, il progetto ha anche un forte valore simbolico: recupera e rinnova uno spazio pubblico, raccontando una visione di città più inclusiva. La visibilità ottenuta con la recente visita istituzionale aiuta a diffondere il modello, che può essere adattato e replicato in altre biblioteche o strutture pubbliche, tenendo conto delle risorse e delle esigenze locali.

Perché il modello funzioni su scala più ampia servono coordinamento e risorse stabili: Comune, terzo settore e enti formativi devono lavorare insieme, con indicatori condivisi per monitorare i risultati e orientare eventuali aggiustamenti. Tra gli sviluppi possibili c’è l’estensione a altri municipi, accompagnata da verifiche sull’occupabilità e sulla partecipazione sociale dei partecipanti.

In breve: il bar Oltre non è solo un punto di ristoro. È un laboratorio quotidiano di autonomia, un luogo dove lavoro, formazione e comunità si incontrano per costruire percorsi concreti di inclusione.

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