La mostra di Cosima von Bonin a Milano: un'immersione nell'immaginario marino e nella critica alla produttività.
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Un’artista di ritorno a Milano
Nel 1992, Milano accolse per la prima volta le opere di Cosima von Bonin, grazie alla visione della gallerista Emi Fontana. Oggi, dopo oltre trent’anni, l’artista torna nella città con una personale che celebra il nuovo spazio di Ordet, dedicato alla produzione artistica e culturale. Questa mostra non è solo un omaggio a von Bonin, ma anche un’opportunità per esplorare l’evoluzione dell’arte contemporanea europea dalla fine degli anni Novanta ad oggi.
Un linguaggio visivo unico
Cosima von Bonin, nata in Kenya nel 1962 e cresciuta in Austria, ha sempre utilizzato un approccio innovativo nel suo lavoro. La sua arte è caratterizzata da un uso disinvolto del remix, un processo che trasforma materiali e riferimenti in un linguaggio visivo complesso e ironico. Le sue opere, che spaziano da pupazzi a oggetti quotidiani, creano un’atmosfera di disorientamento e gioco, invitando il pubblico a riflettere su temi profondi come l’identità e la produttività.
Il mare come fonte d’ispirazione
Il tema marino è una costante nel lavoro di von Bonin, che trae ispirazione dalla sua infanzia trascorsa sulle rive dell’Oceano Indiano. Le creature marine, come stelle e granchi, si trasformano in simboli di alienazione e pigrizia esistenziale. La sua opera spesso allude all’idea di naufragio, un simbolo di deriva esistenziale e di rifiuto della produttività come valore assoluto. Attraverso sculture e installazioni, l’artista invita il visitatore a esplorare un mondo acquatico intriso di malinconia e ironia.
Un processo creativo unico
La pratica artistica di von Bonin è caratterizzata da un approccio di riutilizzo e rielaborazione. Molte delle sue opere sono remix di lavori precedenti, creando un dialogo continuo tra passato e presente. L’artista lavora spesso dal letto, comunicando con i suoi collaboratori attraverso email e telefonate, dimostrando che la creatività può prosperare anche al di fuori delle convenzioni tradizionali. Questa riflessione sulla ripetizione come pratica artistica si intreccia con il tema del mare e della deriva, creando un racconto visivo denso e coinvolgente.
Un viaggio nell’assurdità del nostro tempo
La mostra di Cosima von Bonin a Ordet rappresenta un viaggio senza una rotta prestabilita, un’esplorazione tra oggetti, simboli e rimandi culturali. La sua arte è un naufragio controllato, un’evocazione ironica e malinconica dell’assurdità del nostro tempo. Gironzolando tra le sue opere, il visitatore è invitato a sedersi e riflettere, a comprendere dove andare, ma con calma, in un mondo che spesso corre troppo veloce.