Un'esperienza artistica unica che invita il pubblico a esplorare e interagire.

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Un viaggio nell’arte interattiva
Varcare la soglia della galleria ArtNoble a Milano significa immergersi in un’esperienza artistica unica. La mostra C’era una mosca, prima personale di Filippo Mazza, si presenta come un invito a esplorare il rapporto tra soggetto e oggetto, non solo come entità fisiche, ma come spazi di relazione. L’artista, attraverso un’installazione che coinvolge suoni e interazioni, invita il pubblico a diventare parte attiva dell’opera.
Il suono come protagonista
Un elemento chiave di questa mostra è il suono, che si diffonde in modo costante e avvolgente all’interno degli spazi espositivi. Questo ronzio, definito dall’artista come un’opera d’arte sonora, crea un’atmosfera che stimola la curiosità e la riflessione. La presenza di casse stereo e tubi, insieme all’impianto di aerazione, contribuisce a un’esperienza sensoriale che va oltre la semplice osservazione. Il pubblico è chiamato a cercare una piccola mosca d’oro, un simbolo di ciò che è invisibile ma presente, rendendo l’interazione con l’opera un vero e proprio gioco.
Un’esperienza di scoperta
La mostra non è solo un’esposizione, ma un viaggio di scoperta. Ogni visitatore diventa un esploratore, armato di un acchiappamosche, pronto a scovare dettagli nascosti. Questo approccio ludico trasforma l’atto di camminare e osservare in un’esperienza condivisa, dove il pubblico si sente parte di un gruppo, ma anche di un’interpretazione personale dell’arte. La durata della mostra, che si allinea con il ciclo di vita della mosca, sottolinea ulteriormente l’intento di Mazza: far riflettere sulla presenza e sull’assenza, sull’importanza dei dettagli e sull’arte come esperienza collettiva.





