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Sardisco e Badalucco a Milano: mostra sulla forma e il colore

Un dialogo artistico di oltre sessant'anni fra forma e colore in mostra a Milano

La rassegna Forma e Colore presenta per la prima volta in modo organico il lavoro di Giuseppe Sardisco e Maria Pia Badalucco, offrendo allo spettatore un itinerario che mette a fuoco il loro rapporto reciproco e la specificità delle rispettive ricerche.

Ospitata alla Fondazione Matalon a Milano dal 5 marzo al 28 marzo 2026, la mostra propone un corpus significativo di opere, molte delle quali ancora inedite, e intende restituire la complessità di due percorsi artistici sviluppatisi nel secondo Novecento.

Nel percorso espositivo il visitatore trova due linguaggi che, pur procedendo su rotte autonome, dialogano senza sovrapporsi: la materia scolpita di Sardisco e la pittura intimista di Badalucco. Questa presentazione vuole essere una lettura d’insieme, una sorta di mappa che ricompone momenti di vita d’atelier e momenti domestici, mettendo in rilievo come il quotidiano sia stato trasformato in visione poetica attraverso tecniche e sensibilità differenti.

Il dialogo tra forma e colore

La mostra costruisce un confronto serrato tra scultura e pittura, dove la relazione tra paesaggio e materia diventa un nodo tematico centrale. Le opere esposte raccontano una vicinanza di poetica: non si tratta di imitazione reciproca ma di un confronto di strumenti espressivi che, messi in relazione, amplificano il senso complessivo della produzione. L’allestimento cerca di valorizzare questo scambio, alternando ambienti dedicati e punti di accostamento che permettono di cogliere la tensione tra superficie cromatica e volume plastico.

Le sculture di Giuseppe Sardisco

Le opere di Giuseppe Sardisco si caratterizzano per un rapporto intenso con la materia, in cui il paesaggio lascia tracce che l’artigianalità conserva e trasforma. Le sculture in mostra evidenziano come la scelta dei materiali e la lavorazione procedano da una sensibilità profondamente legata al territorio, pur aprendo orizzonti universali. Lavori inediti e pezzi già noti dialogano tra loro per mettere in luce la coerenza di una ricerca che intreccia memoria, segno e ritmo plastico.

La pittura di Maria Pia Badalucco

La produzione pittorica di Maria Pia Badalucco sviluppa una dimensione lirica e intimista: il quotidiano si trasforma in immagini in cui il colore ha funzione narrante e simbolica. I quadri selezionati mostrano una capacità di sospendere il tempo e di liquefare la realtà in visioni delicate, dove il gesto e la tavolozza diventano strumenti della memoria e dell’emozione. Questa sezione enfatizza l’equilibrio tra forma, spazio e tonalità che contraddistingue la sua poetica.

Allestimento e valore curatoriale

L’allestimento alla Fondazione Matalon è pensato per restituire una lettura organica dei due parcours artistici, valorizzando sia i momenti di autonomia sia le corrispondenze tematiche. La curatela privilegia un approccio olistico, che non mira a catalogare ma a ricomporre frammenti e incontri; il risultato è una sequenza di stanze e punti di vista che invitano a rileggere la produzione di entrambi gli artisti, mettendo in luce la continuità di un dialogo lungo oltre sessant’anni.

Informazioni pratiche per i visitatori

La mostra è visitabile a Milano alla Fondazione Matalon dal 5 marzo al 28 marzo 2026. Gli orari di apertura sono organizzati per accogliere il pubblico durante la settimana: dal martedì al sabato la sede è aperta dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00, con ultima entrata alle 18:30. Il lunedì e la domenica la struttura rimane chiusa. Si consiglia di consultare il sito della fondazione per eventuali aggiornamenti o iniziative collaterali legate all’esposizione.

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