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Concerto per gli 80 anni del Teatro alla Scala: Chailly dirige Nabucco alla presenza del Presidente

Celebrazione, musica e memoria: al Teatro alla Scala l'11 maggio 2026 un concerto diretto da Riccardo Chailly e la partecipazione di Sergio Mattarella hanno ricordato la rinascita dopo i bombardamenti del 1943

Concerto per gli 80 anni del Teatro alla Scala: Chailly dirige Nabucco alla presenza del Presidente

Il Teatro alla Scala di Milano è tornato al centro dell’attenzione con una mattinata dedicata alla memoria e alla musica: l’11 maggio 2026 la sala ha ospitato una cerimonia per gli 80 anni dalla ricostruzione successiva ai bombardamenti dell’agosto del 1943.

La giornata ha unito momenti musicali, esposizioni storiche e interventi istituzionali, con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del direttore musicale Riccardo Chailly, chiamato a dirigere l’Orchestra e il Coro della Scala in pagine scelte del Nabucco di Giuseppe Verdi.

Prima della cerimonia ufficiale al teatro il Capo dello Stato aveva partecipato a un incontro al Politecnico, dove ha visto progetti e parlato con studenti e con il senatore a vita Renzo Piano. All’arrivo in teatro il Presidente è stato accolto nel foyer dal sovrintendente Fortunato Ortombina, che gli ha illustrato i pannelli della mostra commemorativa e gli ha donato volumi dedicati alla ricostruzione.

La cerimonia e il concerto

La manifestazione si è aperta con l’Inno nazionale e con la proiezione di materiali d’archivio che hanno raccontato le fasi della ricostruzione del dopoguerra. In platea è stato forte il coinvolgimento emotivo: il pubblico si è alzato in piedi per salutare l’ingresso della senatrice a vita Liliana Segre, testimone diretta dei bombardamenti, e ha tributato un lungo applauso all’arrivo del Presidente. Sul podio, Riccardo Chailly ha guidato l’esecuzione della sinfonia e dei cori scelti dal Nabucco, in particolare gli ‘arredi festivi’ e il celebre Va’ pensiero, ottenendo apprezzamenti e standing ovation.

Scelte musicali e significato

La decisione di puntare sul Nabucco non è stata casuale: l’opera fu quella che consacrò Giuseppe Verdi al grande pubblico e debutta storicamente alla Scala il 9 marzo 1842, segnando un legame profondo tra il teatro e l’identità musicale italiana. Il Va’ pensiero è qui proposto come simbolo collettivo, un coro che negli anni ha assunto valenze di memoria e di appartenenza civile. Sullo sfondo della performance è stato anche proiettato un breve video con filmati d’epoca e, in parte della mattinata, sono risuonate registrazioni storiche che rimandano al concerto di riapertura diretto da Arturo Toscanini l’11 maggio 1946.

Presenze istituzionali e omaggi

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali: il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Regione Attilio Fontana e il presidente del Senato Ignazio La Russa tra gli altri. Il pubblico e i vertici hanno voluto sottolineare il valore civile dell’appuntamento: il sindaco ha richiamato all’impegno per la democrazia, spiegando che celebrare gli 80 anni dalla rinascita della Scala significa custodire un patrimonio di diritti, doveri e qualità civiche, non solo guardare al passato con nostalgia.

Il ruolo della memoria

Il sovrintendente Fortunato Ortombina ha rimarcato il ruolo della Scala come luogo di modernità e responsabilità: ha ricordato come, nel dopoguerra, la città e le istituzioni si siano adoperate per restituire alla comunità un simbolo culturale e ha richiamato la figura di Toscanini come esempio di impegno artistico e dignità del lavoro. Anche il governatore ha definito la riapertura come un momento simbolico nella rinascita nazionale, sottolineando l’importanza della cultura nella ripartenza civile del Paese.

Mostre, installazioni e iniziative collaterali

Accanto al concerto, il Teatro alla Scala ha promosso una serie di iniziative espositive: la mostra ‘1946, la Scala rinasce – La ricostruzione del Teatro, della Città, del Paese’, curata da Pierluigi Panza, ripercorre con fotografie, documenti e testimonianze il percorso dalla distruzione alla ricostruzione; il percorso espositivo include contributi video realizzati da Davide Gentile e Paola Calvetti con voci di testimoni come Pier Luigi Pizzi, Harvey Sachs e la stessa Liliana Segre. In piazza, l’installazione luminosa Note di luce di Marco Lodola ha animato la facciata con tre sculture monumentali, fondendo arte visiva e spazio urbano.

Al termine del concerto il pubblico ha atteso che il Presidente lasciasse la sala; il Capo dello Stato ha parlato brevemente con il maestro Riccardo Chailly e con il sovrintendente Fortunato Ortombina, il quale ha espresso fiducia nella partecipazione del Presidente alla prossima Prima, dopo le assenze per impegni istituzionali nelle giornate precedenti. L’intera mattinata ha voluto essere un richiamo alla resilienza culturale: il Teatro alla Scala si presenta così, ottant’anni dopo, come un luogo che custodisce memoria, bellezza e responsabilità civile.