×

Lodola illumina la Scala con tre sculture e una grande proiezione

Note di luce porta i protagonisti di Nabucodonosor in piazza, segna l’anniversario del concerto del 1946 e sostiene progetti contro la povertà energetica

Lodola illumina la Scala con tre sculture e una grande proiezione

Milano si prepara a un evento che combina arte, memoria e impegno sociale: dal 10 al 17 maggio la cornice di Piazza della Scala ospiterà Note di luce, il progetto ideato da Marco Lodola per celebrare l’ottantesimo anniversario del concerto di riapertura del teatro diretto da Arturo Toscanini l’11 maggio 1946.

L’intervento porta fuori dall’edificio scenari e figure dell’opera verdiana, creando un collegamento visibile tra il Teatro alla Scala e la città. In questo contesto la luce diventa linguaggio: un elemento capace di raccontare storia e contemporaneità in modo immediato e partecipato.

La manifestazione è promossa dalla Fondazione Banco dell’energia in collaborazione con la Fondazione Teatro alla Scala e con il patrocinio del Comune di Milano. Accanto all’aspetto estetico, il progetto ha una platea sociale: serigrafie in tiratura limitata saranno messe in vendita per raccogliere fondi a favore delle attività del Banco contro la povertà energetica. L’inaugurazione ufficiale è fissata per domenica 10 maggio alle 20:30, con la partecipazione delle istituzioni e degli artisti coinvolti.

Il disegno artistico: sculture e videoproiezione

Al centro dell’intervento ci sono tre grandi sculture luminose collocate nella piazza, che interpretano i personaggi chiave di Nabucodonosor (Nabucco, Zaccaria e Abigaille). L’approccio estetico di Marco Lodola si riconosce nei colori vividi, nelle superfici lucide e nelle linee essenziali che trasformano le figure in icone contemporanee. In parallelo, una vasta videoproiezione animerà la facciata del teatro, simulando un pubblico che si affaccia per osservare le opere e creando un dialogo dinamico tra l’edificio storico e lo spazio urbano. L’effetto complessivo mira a rendere la piazza un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto.

Estetica e accessibilità

La proposta estetica cerca di rendere la lirica accessibile anche ai passanti meno avvezzi al repertorio: la sintesi visiva delle sculture traduce i temi di Verdi in un linguaggio immediato, mentre la proiezione amplia la fruizione oltre il perimetro del teatro. Il progetto ambisce a trasformare il rapporto tra istituzione e città, dimostrando che il Teatro alla Scala può uscire dalla propria sede e dialogare con realtà urbane differenti. L’uso della luce qui è funzionale sia al racconto storico che a una dimensione partecipativa e collettiva.

Un ponte tra celebrazione e solidarietà

Oltre al valore commemorativo legato all’evento del 1946, Note di luce ha una chiara finalità benefica: le opere realizzate da Lodola saranno affiancate da una serie di serigrafie in tiratura limitata, il cui ricavato sosterrà i progetti della Fondazione Banco dell’energia. La fondazione, nata per promuovere misure contro la povertà energetica, celebra il proprio decennale con un’iniziativa che unisce estetica e impatto sociale. In questo modo, ogni opera venduta diventa un contributo concreto per famiglie in difficoltà, trasformando l’attrazione culturale in uno strumento di cambiamento.

Collaborazioni e continuità

Il progetto è curato da Angelo Bonello, che già in passato ha seguito altre installazioni luminose in collaborazione con la Fondazione Banco dell’energia e A2A. La partnership tra queste istituzioni consolida un percorso avviato negli anni precedenti, quando la piazza è stata progressivamente animata da interventi di light design. La vendita delle opere sarà gestita dalla Galleria Deodato Arte, con la distribuzione delle serigrafie a partire dall’11 maggio; un dettaglio che contribuisce a integrare il circuito artistico con obiettivi di raccolta fondi.

Risonanza culturale e programma lirico

Il momento scelto per l’allestimento non è casuale: la presenza delle sculture precede il ritorno in scena di Nabucodonosor alla Scala, in programma dal 16 maggio sotto la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Alessandro Talevi. Secondo il Sovrintendente Fortunato Ortombina, riportare i personaggi dell’opera all’esterno significa ribadire l’apertura del teatro verso la città. Per l’artista, come per il curatore, la luce funge da memoria viva: uno strumento che unisce passato e presente e che rende la cultura un’esperienza condivisa e accessibile.

In sintesi, Note di luce propone una lettura contemporanea della tradizione lirica, usando il linguaggio della luce per coinvolgere un pubblico ampio e sostenere una causa sociale. L’evento invita cittadini e visitatori a vedere Piazza della Scala come uno spazio espositivo e solidale, dove l’arte può accendere racconti, ricordi e un concreto supporto alle famiglie più fragili.

Leggi anche