Due arresti in flagranza a Milano dopo truffe che sfruttavano telefonate e tesserini falsi per sottrarre oro e orologi

La Polizia di Stato ha arrestato due persone a Milano ritenute responsabili di una serie di raggiri ai danni di cittadini anziani: un cittadino bulgaro di 19 anni e un italiano di 24 anni. Gli episodi, avvenuti in giorni dello stesso periodo e con modalità analoghe, si sono conclusi con l’intervento degli agenti della Squadra Mobile, che hanno seguito gli indizi e fermato i sospetti in flagranza.
Le autorità riferiscono che il copione utilizzato dai malviventi è sempre stato basato su telefonate che collegavano i parenti delle vittime a una presunta rapina in gioielleria, inducendo le persone anziane a consegnare o mostrare oggetti di valore.
Nel primo episodio, avvenuto nei pressi di via Primaticcio, il giovane di 19 anni è stato bloccato dopo essere stato pedinato dagli agenti. L’uomo era in costante comunicazione tramite auricolari e trasportava uno zaino contenente monili e orologi di pregio avvolti in un asciugamano. Secondo la ricostruzione, poco prima si era recato presso l’abitazione di una donna di 68 anni fingendosi un incaricato del tribunale: la vittima, allarmata da una chiamata di un complice che segnalava la targa del suo veicolo coinvolta in una rapina, aveva mostrato sospetto all’arrivo del presunto controllore, che per guadagnarsi la fuga la spinse violentemente. Per il 19enne è scattata l’accusa di rapina aggravata.
Il raggiro e il modus operandi
Il meccanismo adottato dai truffatori punta sull’emotività e sulla fiducia: una telefonata preparatoria allarma la vittima, quindi si invia una persona che si presenta con un documento apparentemente ufficiale. In molti casi il documento è un tesserino artefatto o una tessera contraffatta che ha l’obiettivo di rassicurare e corrompere il sospetto. Il passaggio successivo consiste nel chiedere di esibire o consegnare preziosi per “verifiche”; quando la vittima esprime dubbi, alcuni esecutori non esitano a usare la forza fisica per assicurarsi il bottino. Questo schema, ripetuto in diverse varianti, rende la truffa particolarmente efficace contro persone anziane, che spesso rispondono in modo collaborativo per paura o per rispetto dell’autorità percepita.
Tecniche psicologiche e segnali da non sottovalutare
Tra le strategie impiegate figurano la creazione di un senso di urgenza, l’invocazione di procedure giudiziarie o di polizia e la menzione di parenti coinvolti in eventi criminosi. È importante riconoscere alcuni segnali: richieste di consegnare oggetti di valore alla persona che si presenta, pressioni sull’orario per agire rapidamente e la presenza di soggetti che si tengono in comunicazione costante tramite auricolari. La combinazione di questi elementi costituisce un modello ripetitivo che le forze dell’ordine stanno cercando di contrastare con servizi mirati di controllo e prevenzione.
Il secondo episodio e l’intervento in via delle Forze Armate
Poche ore dopo il primo arresto, intorno alle 16.30, un altro intervento ha portato al fermo del 24enne italiano in via delle Forze Armate. In questo caso la vittima, un uomo di 79 anni, aveva riferito di essere stata contattata da un presunto agente che parlava di un’auto noleggiata da un parente coinvolta nella rapina. Il giovane si è presentato come incaricato di effettuare un sopralluogo e, approfittando della distrazione, ha sottratto un orologio prezioso e una catenina d’oro. Il proprietario, resosi conto del furto, ha tentato di inseguirlo e lo ha segnalato: gli agenti hanno quindi intercettato e arrestato il sospetto, che ora è indagato per truffa aggravata.
Il ruolo della sorveglianza e il controllo sul territorio
Gli interventi della Squadra Mobile e dei reparti specializzati, spesso svolti in abiti civili e con appostamenti, hanno dimostrato l’efficacia della vigilanza dinamica nel contrasto a questi reati. Monitorare comportamenti sospetti come movimenti ripetitivi vicino ad abitazioni di persone anziane, contatti telefonici coordinati e l’uso di taxi o spostamenti brevi dopo le visite sono indicatori che hanno permesso agli agenti di intervenire tempestivamente. Le autorità sottolineano l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine per prevenire nuovi episodi.
Consigli pratici e conclusione
Per proteggersi dalle truffe agli anziani è fondamentale mantenere scetticismo verso visite e telefonate non concordate: non consegnare mai gioielli o denaro a persone che si presentano con documenti non verificati, chiedere sempre di contattare un parente e chiamare il 112 per verifiche ufficiali. Conservare numeri di emergenza facilmente accessibili e informare vicini o familiari di contatti sospetti può fare la differenza. Le operazioni culminate negli arresti dimostrano che, sebbene il rischio sia reale, la combinazione di attenzione individuale e intervento della Polizia di Stato riduce le possibilità di successo dei truffatori.





