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Chiusa per un mese la licenza del Prosper Kings Shisha Bar in via Panfilo Castaldi

Il questore ha notificato la sospensione della licenza al Prosper Kings Shisha Bar: segnalazioni di risse, frequentazione di persone con precedenti e legami con l'area della stazione Centrale hanno portato al provvedimento

Chiusa per un mese la licenza del Prosper Kings Shisha Bar in via Panfilo Castaldi

Il questore di Milano, Bruno Megale, ha adottato un provvedimento che sospende per 30 giorni la licenza del Prosper Kings Shisha Bar, situato in via Panfilo Castaldi. La notifica è stata consegnata venerdì 8 maggio dagli agenti del Commissariato Garibaldi Venezia, a valle di una serie di verifiche e di azioni di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione della criminalità e al monitoraggio dei locali pubblici.

Il provvedimento arriva in un contesto segnato da numerose segnalazioni: i residenti della zona, stanchi del ripetersi di episodi notturni, avevano presentato esposti che evidenziavano schiamazzi, liti e risse. Le attività di polizia hanno rilevato una frequentazione continua del locale da parte di persone con precedenti penali, oltre a comportamenti legati allo spaccio e all’abuso di sostanze, elementi che hanno reso necessario l’intervento amministrativo.

Motivi alla base del provvedimento

Gli accertamenti compiuti dalle forze dell’ordine hanno mostrato che il bar era spesso frequentato da avventori con precedenti per reati contro la persona, contro il patrimonio e reati relativi a sostanze stupefacenti. Questo quadro, unito alla reiterazione di episodi di disturbo, ha portato il questore a invocare l’articolo 100 del TULPS per tutelare la sicurezza pubblica. In particolare, le verifiche hanno evidenziato che alcuni clienti erano in stato di alterazione per consumo di alcol o droghe, creando situazioni conflittuali che hanno più volte degenerato.

Segnalazioni dei residenti

I cittadini delle vie circostanti hanno depositato numerosi esposti presso il commissariato Garibaldi Venezia, lamentando una situazione che si ripeteva con costanza soprattutto nelle ore serali e notturne. Secondo le denunce, il locale non rispettava regolarmente gli orari di chiusura, restando aperto fino alle prime ore del mattino e alimentando episodi di disturbo della quiete. Per i residenti, la ripetizione delle liti e delle risse ha creato un clima di insicurezza e disagio quotidiano.

Connessioni con l’area della stazione Centrale

Dagli approfondimenti emergono legami tra la frequentazione del bar e le dinamiche presenti nei pressi della stazione Centrale. Il locale era diventato un punto di ritrovo per cittadini stranieri in posizione irregolare che soggiornano in ricoveri di fortuna nella zona e che presentano numerosi pregiudizi penali. Questa contiguità ha trasformato il bar in un luogo in cui, oltre alle tensioni interne, si pianificavano o coordinavano attività illecite, spesso di natura predatoria, con ricadute negative sulla sicurezza urbana.

Situazioni di alterazione e attività illecite

Le forze dell’ordine hanno riscontrato la presenza di persone spesso in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione eccessiva di alcol o sostanze psicotrope, fattore che ha favorito l’escalation di violenze e comportamenti antisociali. A ciò si aggiungono episodi riconducibili allo spaccio o a tentativi di guadagni rapidi tramite atti predatori, elementi che hanno contribuito a qualificare il locale come punto di criticità per l’ordine pubblico.

Precedenti interventi e prospettive

Non si tratta del primo provvedimento nei confronti dell’esercizio: il locale era già stato soggetto a una sospensione della licenza nel novembre 2026. Nonostante quella misura, le condizioni descritte nelle ultime verifiche non sono migliorate in modo significativo, portando alla decisione di una nuova chiusura temporanea di 30 giorni. Questa scelta amministrativa vuole interrompere la continuità delle frequentazioni illecite e inviare un segnale chiaro sull’intenzione delle autorità di ridurre i fenomeni di degrado.

La misura, pur significativa, non risolve in sé i problemi strutturali del quartiere: la questione rimane parte di un dibattito più ampio sulla gestione della movida e sulla necessità di interventi coordinati tra istituzioni, forze dell’ordine e comunità locale. Per alcuni operatori e residenti la sospensione rappresenta un primo passo verso un ritorno della serenità, mentre altri sottolineano l’urgenza di soluzioni a lungo termine per prevenire la recidiva degli episodi problematici.

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