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Operazione a Milano: due romeni arrestati in un B&B per spaccio

Due arresti a Milano dopo il ritrovamento di MDPHP, materiali per il confezionamento e contanti in un B&B in zona Mac Mahon

Operazione a Milano: due romeni arrestati in un B&B per spaccio

Giovedì 7 maggio la Polizia di Stato ha eseguito l’arresto di due cittadini romeni, una donna di 34 anni e un uomo di 38 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’intervento è nato da servizi mirati di contrasto allo spaccio nella zona interessata, condotti dalla Squadra Investigativa del Commissariato Monforte Vittoria.

La dinamica degli accertamenti e i successivi sequestri hanno confermato i sospetti degli investigatori, portando allo smantellamento di una presunta base logistica usata per lo smercio.

Le attività di controllo hanno intercettato un appartamento adibito a B&B in zona Mac Mahon, ritenuto il probabile luogo di deposito e distribuzione della droga. Intorno alle 14:30 gli agenti, appostati nei pressi, hanno osservato i due soggetti uscire dallo stabile di via Privata dei Frassini e hanno effettuato un controllo di polizia. Durante l’ispezione è emerso che l’uomo era in possesso di un mazzo di chiavi che permetteva l’accesso all’edificio dal retro; all’interno dell’appartamento sono stati trovati materiali e sostanze che hanno subito reso evidente l’attività illecita.

L’operazione e i materiali sequestrati

Nell’abitazione gli agenti hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 290 grammi di MDPHP, nascosti in modo ingegnoso in un contenitore per alimenti e in un tubo di patatine. Oltre alla sostanza, gli investigatori hanno sequestrato un bilancino di precisione, diverso materiale per il confezionamento e la somma in contanti pari a 1.800 euro, elemento che ha rafforzato l’ipotesi della destinazione alla vendita della droga. Il ritrovamento di strumenti tipici del commercio illecito ha reso necessario procedere con l’arresto in flagranza per il reato contestato.

Modalità di occultamento e indizi operativi

Il modo di nascondere la droga, in oggetti di uso quotidiano come contenitori per alimenti e confezioni di snack, è significativo per comprendere le tecniche adottate per eludere i controlli. Gli investigatori hanno annotato la presenza del mazzo di chiavi, che aveva permesso l’accesso al retro dell’edificio, e la collocazione dell’appartamento come struttura ricettiva, fattori che possono agevolare rotazioni rapide di persone e merci. Tali elementi costituiscono indizi importanti nell’ambito delle verifiche investigative per ricostruire le responsabilità e la rete di approvvigionamento.

Accertamenti successivi e nuovo ritrovamento

Nel prosieguo degli accertamenti, venerdì 8 maggio gli agenti della stessa squadra, operando da via Poma, hanno effettuato ulteriori perquisizioni e sequestri collegati all’indagine. Nascosti nel forno dell’appartamento, tra la teglia e il grill, sono stati rinvenuti altri 150 grammi di MDPHP, che hanno aumentato il quantitativo complessivo sequestrato e rafforzato l’impianto probatorio a carico degli arrestati.

Implicazioni investigative e misure cautelari

Il ritrovamento supplementare ha consolidato la posizione degli indagati, nei confronti dei quali sono state avviate le procedure di convalida dell’arresto e di approfondimento investigativo. La contestazione formale rimane quella di detenzione ai fini di spaccio in concorso, mentre proseguono gli accertamenti per individuare fornitori e eventuali complici. Il sequestro degli strumenti di pesatura e del materiale per il confezionamento costituisce prova materiale della destinazione commerciale della sostanza.

Contesto urbano e considerazioni finali

L’uso di un B&B come base operativa evidenzia le difficoltà per le forze dell’ordine nel controllare spazi a rotazione rapida e con frequentazione eterogenea. Operazioni come questa sottolineano l’importanza della vigilanza investigativa e della collaborazione con la comunità locale per segnalare comportamenti sospetti. Il sequestro di oltre 440 grammi complessivi di MDPHP e la somma in contanti recuperata costituiscono risultati concreti nella lotta allo spaccio nella città.

Oltre all’azione repressiva, l’episodio richiama la necessità di proseguire con indagini successive per smantellare reti di approvvigionamento e limitare le piazze di spaccio. Le autorità competenti continueranno le attività di verifica e controllo, mentre la vicenda resta al vaglio dell’autorità giudiziaria per gli sviluppi procedurali e le decisioni sulle eventuali misure cautelari nei confronti dei due cittadini romeni arrestati.

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