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Anziana 87enne ingannata da falso ufficiale: arresto a Milano

Un'anziana di 87 anni ha sventato una truffa telefonica trattenendo il truffatore e permettendo l'arresto in via Filippetti

Anziana 87enne ingannata da falso ufficiale: arresto a Milano

Il 6 maggio 2026 la Polizia di Stato è intervenuta in un appartamento di via Filippetti a Milano, dove una donna di 87 anni con disabilità stava subendo un tentativo di raggiro. La vittima, vedova, era al telefono con un individuo che si era spacciato per appartenente alle Forze dell’Ordine e che aveva annunciato l’imminente visita di un presunto ufficiale giudiziario.

In quel frangente la donna ha riconosciuto segnali sospetti e ha deciso di mantenere la linea mentre chiedeva aiuto, una scelta che si è rivelata decisiva.

Il meccanismo della truffa telefonica

Il raggiro aveva l’obiettivo di convincere l’anziana che un veicolo intestato al marito era coinvolto in una rapina in una gioielleria del centro cittadino e che sarebbe stato necessario confrontare i gioielli in suo possesso con quelli sottratti. Questo tipo di strategia rientra nella categoria delle truffe telefoniche, dove il truffatore sfrutta l’autorità apparente e la paura della vittima per ottenere accesso a beni o informazioni. La vittima ha tenuto il truffatore al telefono fino a quando non ha ricevuto la visita del complice che si spacciava per ufficiale giudiziario, mostrando un falso tesserino.

Come funziona l’inganno

Spesso la tecnica prevede un primo contatto verbale per destabilizzare la persona e creare senso d’urgenza, seguito dall’invio di un finto incaricato al domicilio. Qui entra in gioco il concetto di falso tesserino, cioè un documento contraffatto volto a conferire credibilità all’azione. Le vittime più esposte sono anziani e persone con limitazioni fisiche o cognitive, che possono avere difficoltà a valutare tempestivamente la veridicità delle informazioni. In questo episodio la prontezza della donna ha impedito che il raggiro si concretizzasse.

L’intervento degli agenti e l’arresto

Durante un servizio anti-truffe, gli agenti dei Falchi della Sesta Sezione della Squadra Mobile sono stati allertati intorno alle 11:30 e si sono posizionati nelle scale dello stabile per osservare la scena. La vittima, mantenendo la conversazione con il truffatore, ha contemporaneamente contattato il 112 NUE per richiedere aiuto: una procedura che ha permesso alla Polizia di prepararsi all’intervento senza mettere la donna in ulteriore pericolo. Intorno alle 13:00 si è presentato il complice con il presunto tesserino, e gli agenti sono intervenuti arrestandolo per tentata truffa aggravata.

Accuse aggiuntive e profilo del fermato

Il soggetto fermato, un cittadino italiano di 40 anni, risulta avere numerosi precedenti di polizia. Oltre al reato principale di tentata truffa, è stato indagato per reati connessi come sostituzione di persona, falsità materiale commessa da privato, uso di atto falso e usurpazione di titoli o onori. Le accuse riflettono il tentativo di assumere un’identità ufficiale e di esibire documenti contraffatti per guadagnare l’accesso all’abitazione e controllare i beni della vittima.

Le buone pratiche per contrastare questi raggiri

Questo episodio offre spunti pratici: è fondamentale non consegnare mai oggetti o documenti a sconosciuti senza prima verificare l’identità delle persone attraverso canali ufficiali. In caso di dubbi conviene chiamare direttamente il numero delle forze dell’ordine o il 112, evitare trasferimenti di denaro e trattenere il chiamante in linea finché non arriva supporto. Informare familiari, vicini o servizi sociali può aumentare la protezione delle persone più vulnerabili.

Ruolo della comunità e prevenzione

La prevenzione passa anche dalla rete sociale: vicini, operatori sanitari e servizi comunali possono svolgere una funzione di controllo e supporto. Campagne informative e iniziative locali che spiegano come riconoscere una truffa telefonica aiutano a ridurre l’incidenza di questi reati. Nel caso specifico di via Filippetti, la collaborazione tra la vittima e la Polizia di Stato ha dimostrato come la prontezza e la comunicazione possano neutralizzare un tentativo criminale.

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