All'Università Cattolica un appuntamento dedicato a «Energy Shock» di Giuseppe Argirò per discutere la governance della transizione, le ripercussioni geopolitiche e il ruolo degli alumni

Il 7 maggio si è svolto all’Università Cattolica del Sacro Cuore un incontro dedicato al volume Energy Shock: Governare la transizione nel disordine mondiale, firmato da Giuseppe Argirò, amministratore delegato di CVA Spa e vicepresidente di Elettricità Futura. L’appuntamento, organizzato nell’ambito delle iniziative di Alumni Cattolica – Associazione Ludovico Necchi, ha avuto lo scopo di favorire la condivisione di esperienze professionali tra laureati e di rafforzare il senso di appartenenza a una comunità accademica attiva e collegata al mondo del lavoro.
La serata, che ha alternato interventi e dibattito, è stata anche l’occasione per guardare oltre le bollette e porre sotto la lente il concetto di shock energetico come fenomeno che intreccia economia, geopolitica e politiche pubbliche. A introdurre l’evento è stato Andrea Patanè, presidente di Alumni Cattolica, che ha sottolineato l’importanza della relazione tra formazione accademica e esperienza professionale nel percorso dei laureati.
L’evento e la comunità
L’incontro ha voluto valorizzare i legami tra l’ateneo e i suoi ex studenti, offrendo uno spazio in cui il racconto personale si fonde con l’analisi tecnica. Alumni Cattolica ha spiegato come l’iniziativa si inserisca in un programma più ampio: creare momenti in cui il confronto sul lavoro diventa una forma di ritorno alla comunità accademica. In apertura Andrea Patanè ha ricordato che l’esperienza professionale è una prosecuzione della formazione, e che i laureati possono restituire competenze utili alle nuove generazioni.
Il ruolo degli interlocutori
Il dialogo è stato moderato dal Prof. Mauro Renna, ordinario di Diritto Amministrativo, e ha visto la partecipazione di figure provenienti dall’industria e dalla finanza: l’avvocato Emanuela Gallo di ENI e Pietro Pacchione, Managing Director di Tages Capital SGR e vicepresidente di Elettricità Futura. La compresenza di profili diversi ha permesso di affrontare il tema in modo trasversale, con attenzione sia agli aspetti normativi che a quelli economici e di mercato.
Il cuore del dibattito: cos’è l’«energy shock»
Giuseppe Argirò ha proposto una lettura ampia dello shock energetico, precisando che si tratta di un fenomeno con ripercussioni macroeconomiche e geopolitiche, non limitato alla sfera domestica delle bollette. Secondo l’autore, l’analisi deve partire da eventi recenti come la crisi russo‑europea del 2026 per comprendere come si sia trasformata la dipendenza energetica e come siano emerse nuove logiche di competizione per risorse e tecnologie strategiche.
Transizione non lineare
Nel suo intervento Argirò ha evidenziato che la transizione energetica non è un percorso lineare ma un processo soggetto a shock ricorrenti, rivalità geopolitiche e mutamenti nelle filiere tecnologiche. Ha ribadito l’importanza delle energie rinnovabili per riequilibrare il mix produttivo e aumentare l’autonomia strategica rispetto alle importazioni, ma ha anche sottolineato come questo obiettivo richieda investimenti mirati e politiche pubbliche coerenti.
Sfide per la governance e proposte
Tra i punti emersi nel dibattito vi è la necessità di una governance capace di indirizzare gli investimenti, proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione e costruire filiere resilienti. Argirò ha sostenuto che servono misure che contemperino obiettivi climatici, competitività economica e sicurezza degli approvvigionamenti, evitando scelte che penalizzino imprese e famiglie senza offrire alternative praticabili.
Il confronto ha inoltre messo in luce la centralità di una visione integrata che connetta industria, diplomazia, innovazione e coesione sociale. La transizione è stata descritta non soltanto come un cambiamento tecnologico ma come un progetto industriale ed economico che richiede coraggio decisionale, lucidità nella gestione dell’incertezza e strumenti per favorire l’equità intergenerazionale.
Conclusioni e prospettive per gli alumni
L’incontro del 7 maggio ha confermato la vocazione di Alumni Cattolica a favorire il dialogo tra mondo accademico, professionisti e istituzioni, creando occasioni di crescita e confronto sui temi che modellano il futuro del Paese. Ripercorrendo il suo legame personale con l’ateneo, Argirò ha ricordato di aver mosso i primi passi in università nel 1989, collegando così passato e presente in un discorso rivolto alle nuove generazioni di laureati.
In chiusura, l’appuntamento ha ribadito che il percorso verso una transizione sostenibile richiede governance, investimenti e inclusione sociale: elementi che possono essere discussi e promossi proprio all’interno di comunità come Alumni Cattolica, dove l’esperienza professionale diventa risorsa condivisa per affrontare le sfide energetiche del futuro.





