×

Acquista la colomba di pace: come Emergency porta cure dalle piazze di Milano ai fronti di guerra

Scopri come la colomba di pace di Emergency diventa un gesto concreto di aiuto dalle piazze di Milano ai territori di guerra

La Pasqua, per molti, è tempo di tradizione e di tavole imbandite; per altri può diventare occasione per sostenere chi vive nelle zone più drammatiche dei conflitti. A Milano e in centinaia di piazze italiane, la Colomba di Pace promossa da Emergency assume esattamente questo ruolo: un prodotto tipico che si trasforma in fonte di solidarietà e supporto medico.

I banchetti, animati da centinaia di volontari, non sono semplici punti vendita ma veri e propri presìdi di umanità dove ogni acquisto si converte in aiuti concreti.

Acquistare la colomba significa contribuire alla missione dell’organizzazione che da oltre trent’anni porta cure gratuite nei teatri di guerra. La iniziativa è attiva nelle piazze dal 26 al 29 marzo, con possibilità di acquisto anche online nel periodo previsto dall’ong. Ogni dolce, confezionato da mani esperte, è accompagnato da una shopper in cotone con la stampa Essere umani, un segno tangibile che unisce estetica e messaggio solidale.

Un dolce che finanzia le cure

La Colomba di Pace non è solo simbolo: è un mezzo per raccogliere fondi destinati alle attività mediche di Emergency in aree come Gaza, Ucraina e Sudan. La scelta di trasformare un acquisto pasquale in un gesto di assistenza consente all’associazione di mantenere ospedali e ambulatori operativi laddove i civili pagano il prezzo più alto dei conflitti. In oltre trent’anni di attività, l’organizzazione ha assistito più di quattordici milioni di persone e opera oggi in nove Paesi, numeri che chiariscono la portata dell’impegno umanitario.

Come funziona la raccolta

I banchetti vengono allestiti da gruppi di volontari e volontarie che raccolgono le donazioni e distribuiscono le colombe. Circa tremila persone collaborano alle vendite nelle piazze italiane, rendendo possibile la diffusione capillare della iniziativa. Ogni dolce è venduto a venti euro e il ricavato sostiene direttamente i progetti sanitari dell’ong. Questo modello fa della quotidianità — una passeggiata in piazza, una sosta in farmacia o in edicola — un’opportunità di sostegno immediato per chi è in condizioni di bisogno.

Ingredienti, confezione e valori

La colomba proposta è firmata dalla storica pasticceria Vergani e rispetta una tradizione artigianale: impasto con farina e lievito madre naturale, burro e uova da allevamento a terra, con scorze d’arancia candite e glassa di zucchero e mandorle. Il prodotto pesa circa 750 grammi e punta a coniugare qualità e sostenibilità. Alla confezione è abbinata la shopper omaggio in cotone naturale con la grafica di Massimo Pesce, realizzata in collaborazione con la tipografia atipicapress, che diventa un piccolo manifesto del messaggio di solidarietà.

Il valore simbolico

La colomba è un simbolo antico di pace e speranza, e qui viene usata per riaffermare la necessità di cura per le vittime dei conflitti. In un clima in cui il dibattito pubblico spesso ruota intorno a prospettive militari e piani di riarmo, iniziative come questa ricordano che la risposta possibile passa anche attraverso la solidarietà civile e l’assistenza sanitaria. Ogni fetta condivisa a tavola può diventare l’occasione per parlare di diritti, di salute e di pace.

Dove trovare la colomba e come partecipare

I banchetti sono stati programmati nelle piazze dal 26 al 29 marzo e si trovano non solo nelle principali piazze ma anche in contesti quotidiani come negozi, farmacie e edicole: una strategia che mira a portare la solidarietà nelle abitudini di tutti i giorni. È possibile acquistare la colomba anche online sul sito ufficiale dell’ong durante il periodo indicato, facilitando l’adesione di chi non può raggiungere i punti vendita fisici.

Partecipare è semplice: cercare il banchetto più vicino, informarsi sui volontari locali o visitare il sito di Emergency per l’elenco delle piazze e i dettagli di vendita. Un gesto di consumo diventa così un atto di cittadinanza globale, capace di trasformare il sapore della Pasqua in aiuto concreto per chi ne ha più bisogno.

Leggi anche