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Gaza e primarie milanesi: la proposta di Majorino sul gemellaggio

Majorino chiama a sospendere il gemellaggio con Tel Aviv fino a una chiara condanna del massacro a Gaza, inserendo la questione nelle primarie milanesi.

Gaza e primarie milanesi: la proposta di Majorino sul gemellaggio

Durante l’evento “Italia chiama Palestina“, in corso nella capitale lombarda, il capogruppo del Partito Democratico al Pirellone, Pierfrancesco Majorino, ha sollevato una questione che sta rapidamente diventando cruciale per le primarie milanesi. In un intervento articolato, ha ribadito le parole del consigliere regionale dem Paolo Romano, sostenendo che la lotta per Gaza e la denuncia del governo di Netanyahu debbano rappresentare un prerequisito rispetto alla definizione dei candidati.

Majorino ha osservato che, in vista del prossimo confronto elettorale, i candidati debbano impegnarsi a sospendere il gemellaggio con Tel Aviv fino a quando il comune non prenderà una posizione inequivocabile contro il massacro in corso a Gaza. Ha aggiunto che la città dovrebbe invece promuovere progetti di cooperazione e pace, favorendo nuovi legami con realtà palestinesi, al fine di dare coerenza alle proprie scelte politiche e ai valori che il centrosinistra intende proclamare.

Le dichiarazioni di Majorino sul gemellaggio e sulla questione di Gaza

Nel suo discorso, Majorino ha sottolineato che la decisione di mantenere o interrompere il gemellaggio con Tel Aviv non è un semplice gesto di buona cortesia internazionale, ma un atto fortemente simbolico. Secondo il leader del Pd, continuare il rapporto bilaterale senza una netta condanna del massacro rischierebbe di equivocare i principi di solidarietà e rispetto dei diritti umani che il partito vuole difendere. L’affermazione è stata accompagnata da una richiesta concreta: che i candidati alle primarie si impegnino a presentare una proposta di sospensione del gemellaggio come parte integrante del loro programma elettorale.

Il dibattito interno al centrosinistra e la posizione del sindaco Beppe Sala

Il tema del gemellaggio ha già acceso un acceso dibattito all’interno del centrosinistra milanese. Nei mesi precedenti, le fila dei Verdi avevano proposto di inserire nella programmazione un ordine del giorno dedicato alla rottura dei rapporti con Tel Aviv, ma l’iniziativa era stata bocciata. Il sindaco attuale, Beppe Sala, ha difeso la continuità del legame, dichiarando: “Prosegue gemellaggio con Tel Aviv. Manteniamo il dialogo con chi è critico con Netanyahu“. La risposta di Majorino indica una netta divergenza di vedute con il sindaco, che ha già affrontato altre tensioni con la leadership del Pd su temi come la cementificazione.

Il ruolo di Beppe Sala nella discussione

Il sindaco, pur riconoscendo la gravità della situazione a Gaza, ha scelto di non interrompere i rapporti istituzionali con la città israeliana, sostenendo l’importanza del dialogo anche con le parti critiche nei confronti di Netanyahu. Questa posizione è stata più volte ribadita in assemblee comunali e nei media locali, alimentando una frattura tra il gruppo di governo e gli esponenti più critici del Pd. La risposta di Majorino,

L’appuntamento del 22 ottobre e le prospettive della candidatura di Majorino

Il 22 ottobre, alle ore 21:00, il teatro della Quattordicesima, in via Oglio 18, ospiterà un incontro dedicato alla presentazione della visione di Majorino sulla città. L’evento, promosso tramite un video sui social, è concepito come un momento per illustrare il percorso che il candidato intende intraprendere verso le primarie. Nel messaggio pubblico, Majorino ha descritto Milano come una “città dei paradossi”, capace di attrarre e respingere per lo stesso motivo, soprattutto per il costo della vita. Ha enfatizzato la necessità di una cura più profonda della realtà urbana, unita a una spinta di energia positiva e desiderio di cambiamento.

L’incontro del 22 ottobre sarà quindi l’occasione per confrontare direttamente i cittadini milanesi con le proposte del candidato, includendo il tema del gemellaggio e la posizione su Gaza come elementi centrali del dibattito elettorale. Se le parole di Majorino troveranno consenso, potrebbe influenzare l’agenda dei concorrenti alle primarie, spingendo il centro-sinistra verso un approccio più critico nei confronti delle politiche israeliane e più attivo nella rete di solidarietà internazionale.

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