ADMO Lombardia ETS ha rinnovato il Consiglio Direttivo per il quadriennio 2026–2030 confermando Giuseppe Saponara alla presidenza: la decisione è stata assunta dall’assemblea dei soci riunita l’8 giugno 2026 in Lombardia. La nuova governance mantiene un equilibrio tra continuità e innovazione con l’ingresso di nuove consigliere e la definizione di priorità operative per il territorio.
L’aggiornamento è rilevante per il sistema della donazione di midollo osseo e delle cellule staminali emopoieticheambiti in cui la Fondazione opera con campagne di sensibilizzazione e servizi ai pazienti. La composizione del direttivo e le linee strategiche mirano a rafforzare la presenza associativa, la collaborazione con le strutture sanitarie e l’uso di strumenti digitali. Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026.
Riconferma di Giuseppe Saponara e nuovi incarichi
La presidenza è stata affidata nuovamente a Giuseppe Saponaragià alla guida nel precedente mandato, figura centrale nel consolidamento delle relazioni istituzionali e dell’espansione territoriale della cultura del dono. Saponara ha dichiarato: “Nei prossimi anni vogliamo rafforzare ulteriormente la presenza di ADMO Lombardia sul territorio, investendo nella formazione dei volontari, nella collaborazione con le strutture sanitarie e in progetti che mettano al centro le persone: donatori, pazienti e famiglie”. L’impostazione operativa verte su progetti ad impatto regionale.
Accanto alla presidenza, il nuovo assetto prevede Mirko Antonioli come vicepresidente, volontario da oltre dieci anni e già parte del direttivo, con esperienza in iniziative di sensibilizzazione. Ilaria Burlini è stata riconfermata tesoriere per garantire continuità economico-finanziaria, mentre Rosanna Favulli ricopre l’incarico di segretario, mettendo a sistema competenze maturate nell’associazionismo sociosanitario e nella comunicazione sociale. Il perimetro di responsabilità è stato calibrato per sostenere la nuova fase strategica.
Un consiglio a maggioranza femminile e ricambio generazionale
Il direttivo è composto da nove membri, con sei donne in carica, dato che evidenzia il ruolo crescente delle volontarie e delle professionalità femminili nella gestione dell’ente. Tra i nuovi ingressi figurano Chiara BrognaValentina FerrariMarta PelateoJuri Senici e Caterina Bendottichiamati a integrare competenze organizzative, comunicative e operative. Il ricambio generazionale è indicato come leva per accelerare progettualità e adottare nuovi linguaggi verso i potenziali donatori.
L’assemblea dell’8 giugno ha confermato un approccio bilanciato tra esperienza e nuove visioni, con l’obiettivo di ampliare il bacino dei donatori e aumentare l’efficienza delle attività sul campo. L’inserimento di profili giovani e la maggioranza femminile vengono inquadrati come fattori di resilienza organizzativa per rafforzare campagne, presidio territoriale e capacità di dialogo con le strutture sanitarie e le comunità locali. La compagine punta a un coordinamento interno più agile.
Le priorità 2026–2030: formazione, reti e tecnologia
Il nuovo Consiglio ha definito tre direttrici principali: coinvolgimento strutturato dei giovani donatori nella vita associativa, potenziamento dei servizi di ascolto e orientamento per pazienti e caregiverricostituzione del Comitato Scientifico per valorizzare il contributo dei professionisti e consolidare il dialogo con il sistema sanitario lombardo. Queste linee si integrano con l’estensione di campagne mirate, anche in scuole, università e aziende, per incrementare registrazioni e adesioni informate.
Rimane centrale la formazione dei volontaricon programmi di aggiornamento e corsi dedicati a standardizzare procedure e messaggi, migliorare l’efficacia delle iniziative e garantire qualità nell’accompagnamento ai percorsi di trapianto. Il Consiglio ha inoltre indicato l’espansione delle collaborazioni con enti pubblici e privati e l’adozione di piattaforme digitali e strumenti di analisi dati per ottimizzare gestione contatti, comunicazione con i donatori e monitoraggio delle attività. L’obiettivo dichiarato è una presenza più capillare in Lombardia.
Sinergie istituzionali e presidio territoriale
Saponara ha rimarcato l’intenzione di rafforzare il network associativo e le partnership con altre organizzazioni e istituzioni, puntando a una presenza regionale e nazionale più strutturata. La strategia include l’ottimizzazione delle risorse e la costruzione di percorsi condivisi con il terzo settore sociosanitario, con attenzione a interoperabilità, scambio di buone pratiche e co-progettazione di interventi dedicati alla donazione e al sostegno dei nuclei familiari coinvolti.
Nel perimetro operativo rientrano azioni di sensibilizzazione continuativa e il consolidamento del rapporto con le strutture sanitarie per la presa in carico integrata. La Fondazione ha indicato l’allineamento con il calendario delle campagne regionali, il rafforzamento della presenza negli hub formativi e l’uso di strumenti digitali per target mirati. Le attività saranno monitorate con indicatori di performance per adattare rapidamente contenuti e canali alle esigenze del territorio.


