Il progetto per creare il primo museo regionale dei trasporti è stato annunciato l’8 ottobre 2026 durante un convegno a Milano. Al tavolo hanno partecipato l’assessore ai Trasporti e Mobilità sostenibile Franco Lucente, l’assessore alla Cultura Francesca Caruso, oltre ai rappresentanti del Comune di Milano, Ferrovienord, Trenord e della Fondazione FS. L’iniziativa nasce dall’esigenza di valorizzare un patrimonio che, secondo gli esperti, racconta la vita quotidiana di milioni di cittadini lombardi.
La ex stazione di Porta Genova come nuovo cuore museale
Inaugurata nel 1870, la stazione di Porta Genova ha chiuso i battenti a dicembre 2025, con l’ultimo treno storico che ha salutato la piattaforma. La struttura, ora dismessa, rappresenta un luogo emblematico della storia ferroviaria milanese e offre spazi ampi per ospitare esposizioni, laboratori e aree di restauro. L’assessore Lucente ritiene che la sua posizione centrale e la sua architettura ne facciano un punto strategico per raccontare la mobilità pubblica lombarda, valorizzando sia gli aspetti storici sia le prospettive future.
Obiettivi, contenuti e funzioni del museo
Il futuro museo dei trasporti avrà più di una funzione espositiva: raccoglierà documenti, biglietti, attrezzature e veicoli di ogni tipologia – rotaia, gomma, acqua e fune – e li metterà a disposizione di ricercatori, appassionati e scuole. Oltre alle sale espositive, saranno allestiti laboratori di restauro, centri di ricerca e spazi di partecipazione aperti a tecnici, dipendenti del settore e al grande pubblico. L’intento è creare un centro di promozione dove la storia si intreccia con l’innovazione, favorendo la conservazione dei pezzi più significativi del patrimonio mobilistico lombardo.
Patrimonio lombardo: primati e testimonianze storiche
Tra i tesori che il museo potrà accogliere, spiccano esempi di eccellenza lombarda: la Ferrovia della Valtellina, la prima linea elettrificata d’Italia; la Metropolitana Linea 1, pioniera del Metodo Milano una tecnica ingegneristica pensata per ridurre l’impatto ambientale; e la storica tranvia interurbana Milano-Monza, inaugurata nel 1886 con trazione ippica, poi elettrificata e destinata a integrare la metropolitana nella prossima espansione. Questi casi dimostrano come la Lombardia abbia sempre guidato l’innovazione nel settore dei trasporti.
Stakeholder e prossime fasi operative
Il percorso di fattibilità è affidato a René Capovin, direttore del Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia, che coordinerà lo studio preliminare per definire gli aspetti tecnici, economici e logistici del progetto. Accanto a lui, il presidente di Ferrovienord, l’amministratore delegato di Trenord e il direttore della Fondazione FS hanno garantito il supporto istituzionale e la fornitura di materiale storico. Nei prossimi mesi verrà elaborato un piano dettagliato che individuerà la localizzazione esatta delle gallerie espositive e le modalità di finanziamento.
Impatto sulla città e sulla regione
Milano, con la sua quinta rete tranviaria più estesa al mondo, trarrà vantaggio da un centro dedicato alla storia della mobilità. Il museo potrà diventare un polo attrattivo per turisti e per chiunque voglia comprendere come i mezzi pubblici abbiano modellato lo sviluppo urbano. Inoltre, la presenza di un laboratorio di restauro contribuirà alla conservazione di veicoli in condizioni critiche, garantendo che le future generazioni possano ancora ammirare i simboli del passato.



