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Controlli e perplessità sul funzionamento del riscaldamento geotermico del polo scolastico

Il gruppo Insieme per Inveruno e Furato solleva dubbi sul riscaldamento geotermico del polo scolastico e il sindaco Nicoletta Saveri illustra i progressi e le ragioni dei ritardi

Il dibattito sul riscaldamento geotermico del nuovo polo scolastico è tornato al centro dell’attenzione nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, dopo un’interrogazione ufficiale presentata dal gruppo di minoranza Insieme per Inveruno e Furato. L’opposizione ha chiesto aggiornamenti precisi sul livello di funzionamento e sulla regolazione dell’impianto, segnalando che gli interventi previsti risultavano in fase di completamento e che, secondo il cronoprogramma iniziale, dovevano essere ultimati entro il periodo invernale.

Le richieste dell’opposizione

Nel suo intervento il consigliere Luciano Leoni ha posto domande puntuali sulle modalità con cui l’impianto viene regolato e sulle eventuali azioni integrative che l’Amministrazione intende mettere in campo. L’interrogazione punta a ottenere chiarezza su alcune criticità segnalate dalle famiglie e dal personale scolastico, in particolare riguardo alle variazioni di temperatura registrate in alcune aule durante i mesi più freddi e alla percezione che l’impianto non abbia ancora raggiunto una condizione di piena efficienza.

Filo conduttore delle critiche

Leoni ha ricordato che un impianto geotermico ha dinamiche differenti rispetto a un sistema tradizionale e che la sua messa a punto richiede specifici interventi di taratura. Nel corso della discussione è emersa la necessità di sapere quale sia la soglia operativa attuale, come viene gestita la temperatura di mandata e se esistano piani per ulteriori ottimizzazioni. L’opposizione ha sottolineato inoltre che in passato alcune classi avrebbero raggiunto temperature interne percepite come troppo elevate, segnale di una regolazione non ancora stabile.

La risposta del sindaco e lo stato dei lavori

La replica ufficiale del sindaco Nicoletta Saveri ha ricostruito la situazione tecnica: la ditta Cmc Ravenna, tramite i subappaltatori incaricati, ha completato la parte hardware dell’impianto e ha eseguito le verifiche fondamentali. Restano da ultimare la programmazione del Bms e alcuni settaggi finali. Il sindaco ha inoltre evidenziato che la dirigenza scolastica e i referenti di plesso sono stati continuamente aggiornati sull’avanzamento e sulle operazioni in corso.

Cause dei rallentamenti

Secondo quanto spiegato dall’Amministrazione, i ritardi sono in gran parte imputabili a fasi di riallineamento amministrativo e organizzativo legate al subentro di Cmc Ravenna nell’operazione di affitto di ramo d’azienda da parte di Manelli. Questi passaggi hanno richiesto tempo per la definizione di responsabilità e formule contrattuali, rallentando così la chiusura dei lavori e la completa messa a regime del sistema. Il sindaco ha assicurato che il Comune segue la vicenda con «massima attenzione» per garantire la piena operatività dell’impianto.

Le preoccupazioni e le osservazioni dell’opposizione

La risposta del sindaco non ha convinto completamente il consigliere Leoni, che ha ribadito le proprie riserve sul fatto che, a suo avviso, in un arco temporale di 18 mesi ci si sarebbe aspettati una regolazione più stabile dell’impianto. Leoni ha citato episodi in cui, durante il periodo invernale, alcune aule hanno registrato temperature percepite sino a 30°, osservando che sarebbe stato opportuno procedere prima a una riduzione della temperatura di mandata per evitare punte di calore eccessive.

Scetticismo e speranze

Pur riconoscendo le difficoltà burocratiche e organizzative che hanno interessato la fase di subentro dei fornitori, Leoni ha affermato che il sistema sembra ancora lontano da una normale operatività: «al netto di tutte le problematiche burocratiche intervenute, parliamo di un impianto che non ha mai funzionato», ha detto, esprimendo anche un’immagine quasi rassegnata quando ha ironicamente parlato di «accendere un cero» nella speranza che tutto funzioni regolarmente in futuro. Ha infine manifestato il timore che le soluzioni adottate finora procedano molto per tentativi, lasciando dubbi sulla robustezza delle prestazioni attese.

La vicenda mette in luce la tensione tra esigenze tecniche, tempistiche contrattuali e aspettative della comunità scolastica. Da un lato c’è la necessità di rispettare procedure complesse legate a subappalti e trasferimenti d’azienda; dall’altro c’è la domanda di famiglie e insegnanti per ambienti confortevoli e sicuri. Il confronto istituzionale proseguirà nei prossimi passaggi amministrativi, con l’obiettivo di trasformare le rassicurazioni in verifiche pratiche e misurabili. Nel frattempo l’Amministrazione ha promesso monitoraggi continui e comunicazioni periodiche per aggiornare il Consiglio e la cittadinanza sull’evoluzione della regolazione dell’impianto e sull’avanzamento della programmazione del Bms.

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