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Viaggi distratti: intervista all'autore Michele Mìlon

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di Omoios
Michele Mìlon, autore di Viaggi distratti. Servizi «all inclusive» presenterà oggi a Milano il suo libro (presso la libreria Babele).
Lo abbiamo intervistato.

Come ci si sente a veder pubblicata la propria opera prima?
È una grande soddisfazione. Ho sempre sognato di pubblicare qualcosa di mio, di condividere qualcosa con tutti coloro che lo vorranno.

Conoscendo Gabriel e le sue storie ho trovato qualcosa di interessante da raccontare, mettendoci – ovviamente! – del mio.

Parliamo del tuo libro e partiamo dal titolo: come mai “viaggi distratti”? E i servizi “all inclusive” quali sono?
Viaggi distratti perché quelli di Gabriel sono così: compiuti per un motivo ben preciso e non come i miei, così diversi ma così simili. Forse ogni viaggio è un viaggio distratto. Non si riesce mai a non essere distratti durante un viaggio: distratti da tutto ciò che ci circonda, dalle novità, dal motivo che ci spinge ad un viaggio.

All inclusive si riferisce, in particolare, ai viaggi da accompagnatore di Gabriel: egli era a totale disposizione dei personaggi che accompagnava.
Nella prefazione dici che incontri Gabriel, il marchettaro protagonista del romanzo, su un treno. Che tipo è?
Nonostante le esperienze e gli stili di vita così diversi ho trovato parecchi somiglianze tra me e Gabriel: la passione per il viaggio, la curiosità nei confronti del mondo e delle persone che ci circondano.

Gabriel in fondo faceva “la vita” perché estremamente curioso. Trovava, tramite la sua attività, un accesso privilegiato al mondo segreto delle persone, al quale sarebbe stato difficile giungere  seguendo vie “più tradizionali”

Parlando con lui, che idea ti sei fatto del mondo degli escort?
Il vecchio luogo comune secondo cui ognuno di noi nella vita è costretto a fare infinite “marchette” si è riconfermato. Il modo in cui Gabriel mi raccontava dei suoi viaggi e delle sue marchette: come di un lavoro o di un’attività assolutamente paragonabile a tantissime altre che molte persone ogni giorno svolgono.



Come catalogheresti il tuo libro: porno? erotico? romanzo? diario?
Un diario realistico corredato di riflessioni personali.

Se dovessi riscrivere il tuo libro, cambieresti qualcosa?
No.

Che ne pensi della situazione gay italiana?
Oscar Wlde aveva detto: «In Italia si può fare tutto, basta che lo si faccia con stile». Se si interpreta quel “con stile” come “in modo riservato” penso che sia ancora attuale.

Presenterai il libro a Milanooggi e a Roma il 25 maggio: pensi che ci sarà anche Gabriel?
Gabriel è molto discreto. L’ho invitato ma non mi ha detto se verrà. Proviamo a convincerlo sul suo sito.

Per concludere: progetti nel cassetto?
Il racconto di un viaggio che devo ancora fare. Non so quale però.

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