Il festival FOG ha dato il via alla sua edizione con una durational performance ideata dall’artista lituana Lina Lapelytė. L’evento, realizzato su commissione della Triennale Milano e del Contemporary Art Centre di Vilnius, si inserisce nel progetto europeo PIT – Perform, Inform, Transform, volto a sperimentare forme di partecipazione attiva nei contesti museali.
La performance di Lina Lapelytè al giardino della Triennale
Nel verde del giardino della Triennale, un gruppo di performer ha iniziato a modellare terracotta fresca, creando forme cubiche mentre intonavano una partitura vocale continua. La canzone non è mai interrotta: diventa la colonna sonora di un lavoro collettivo in cui l’argilla prende vita sotto le mani e le voci dei partecipanti. Il pubblico, invitato a prendere parte al gesto, può avvicinarsi, toccare e contribuire alla costruzione del paesaggio materiale.
Processo di modellazione e canto collettivo
Il materiale di partenza è il fango, condizione primordiale che richiama l’origine della trasformazione. Ogni operatore scolpisce un cubo di terracotta, mentre il coro prosegue senza sosta, facendo sì che il suono si espanda e si intrecci con il mutare dello spazio. Con il susseguirsi dei cubi la zona si trasforma gradualmente in una scultura sonora, delineando un paesaggio sociale che evolve in tempo reale.
Il sostegno della Fondazione Officine Saffi e dei partner internazionali
La realizzazione è stata resa possibile grazie alla Fondazione Officine Saffi realtà no-profit nata nel 2011 che promuove la ceramica contemporanea a livello globale. La fondazione ha supportato l’intero ciclo produttivo, dalla ricerca dei materiali alla promozione dell’opera, inserendo la performance in un più ampio dibattito su arte, artigianato e design.
Collaborazioni con ALOT e la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
Il coro è stato curato dal collettivo teatrale ALOT fondato a Milano nel 2022, che ha messo in campo i suoi dodici giovani performer e un musicista-musicoterapista. Alcuni di loro provengono dalla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi istituzione che forma le nuove generazioni di attori e danzatori. La sinergia tra ALOT, la scuola e la fondazione ha creato un ambiente di pratica condivisa dove la voce diventa strumento di connessione sociale.
Lina Lapelytė, nata nel 1984 a Kaunas, ha costruito la sua carriera tra Vilnius, Berlino e Londra, spaziando tra performance, composizione musicale e ricerca su stereotipi di genere e cultura pop. Il suo lavoro più noto, Sun & Sea (Marina) ha fruttato il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 2019. Collabora regolarmente con performer professionisti e non, creando canti collettivi che mettono in discussione i meccanismi di silenzio e invitano alla vulnerabilità.
La produzione è co-finanziata dall’Unione Europea nell’ambito del progetto PIT – Perform, Inform, Transform. La rete di partner comprende la Triennale, il Contemporary Art Centre di Vilnius, la Fondazione Officine Saffi, ALOT, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e numerosi artisti emergenti, tutti impegnati a trasformare il materiale in esperienza condivisa.



