Sesto San Giovanni sta vivendo una fase di trasformazione che pochi comuni italiani hanno sperimentato in così poco tempo. L’ex zona Falck, una distesa di circa un milione di metri quadrati, è diventata il fulcro di un programma urbanistico che prevede la costruzione di nuovi alloggi, uffici, spazi commerciali, scuole e parchi pubblici. La media dei prezzi immobiliari è passata da 3.000 euro al metro quadrato a oltre 5.000 euro, con le prime prenotazioni già attive. Parallelamente, la cittadina conta una popolazione in forte invecchiamento: il 25% dei 78.000 abitanti ha più di 65 anni e quasi la metà supera i 55, mentre i giovani (15-24) rappresentano appena il 10%.
Il progetto edilizio nella ex Falck: numeri, investitori e impatti sociali
Il piano prevede la realizzazione di circa 15-20 mila nuovi alloggi, destinati a una varietà di profili: famiglie di medio reddito, studenti e, in misura minore, abitazioni sociali gestite da fondazioni come Cariplo. Tra gli attori principali figurano gruppi immobiliari internazionali (Coima, Redo, Prelios, Hines) e istituzioni finanziarie (Intesa San Paolo). Oltre alle torri residenziali, il progetto include la creazione della Città della Salute che accoglierà l’Istituto dei Tumori e l’Istituto Besta, traslocati da Milano. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare un’area industriale abbandonata in un “hub” di lavoro, cultura e benessere, ma l’arrivo di nuovi residenti rischia di scontrarsi con la forte presenza di cittadini anziani, già poco incline a condividere spazi con gruppi migranti.
Il ruolo della comunità migrante nella nuova Sesto
Nel perimetro dei cantieri, gruppi di giovani muratori provenienti dal Marocco e dall’Egitto lavorano su facciate scintillanti, mentre al contempo la vita quotidiana continua: un ristorante cinese offre ancora una pizza a 7,50 euro, e una bacheca pubblica incontri gratuiti con scrittori mediorientali. La presenza di una consistente popolazione nordafricana (circa 15 mila) è spesso al centro del dibattito, soprattutto perché gli alloggi popolari sono pochi e la domanda di abitazioni economicamente accessibili rimane alta.
Il clima di insicurezza: rapine, crudeltà canina e il coprifogo volontario
Parallelamente alla crescita edilizia, Sesto San Giovanni è stato teatro di una serie di episodi violenti che hanno spinto gli abitanti a istituzionalizzare un coprifogo autoimposto. Dal 2023 le notizie di rapine, spaccio di sostanze stupefacenti e scontri tra bande di giovani su monopattini elettrici si sono susseguite, culminando in una dichiarazione prefettizia di “zona rossa” nella zona della fermata Rondò. Un caso emblematico è avvenuto il 5 gennaio 2025, quando tre egiziani hanno accoltellato un loro connazionale a causa di una disputa territoriale. Lo stesso anno, un gruppo di giovani ha usato cani di razza pastore belga Malinois per intimidire le forze dell’ordine, con cinque arresti che hanno portato al carcere. In ottobre 2025, un nordafricano inseguito da una decina di monopattinisti è finito ferito in una pizzeria, il locale è stato poi saccheggiato.
Il meccanismo del coprifogo e la risposta dei cittadini
Ogni sera, le famiglie rimangono chiuse in casa, con le finestre socchiuse solo per osservare silenziosamente le strade. Una chat di quartiere diffonde un bollettino notturno che riporta, ad esempio, una rissa in via Risorgimento con l’uso di un machete, o lanci di bottiglie da parte di persone ubriache in piazza Oldrini. Alcuni abitanti hanno già venduto le proprie case, temendo che la situazione non migliori; altri, invece, hanno organizzato manifestazioni simboliche, come l’esposizione di lenzuola bianche alle finestre per chiedere più telecamere di sorveglianza.
Il bivio politico: un sindaco di centrodestra e un’opposizione in lotta per la sicurezza
Attualmente l’amministrazione è guidata da Roberto Di Stefano 49 anni, ex assicuratore con passaggio da Forza Italia alla Lega. Durante i suoi due mandati ha accelerato i lavori nella ex Falck, ma è stato criticato per la gestione della sicurezza urbana. L’opposizione è divisa: il Partito Democratico propone Paola Morsiani ex dirigente della polizia locale, la cui campagna si fonda sul concetto di sicurezza capillare. La prossima tornata elettorale, fissata per il prossimo anno, potrebbe dipendere dai risultati di queste due grandi sfide: la capacità di completare la riqualificazione urbana senza escludere la popolazione più anziana, e la capacità di garantire ordine in un quartiere dove la percezione di pericolo ha già spinto i residenti a creare un proprio coprifogo.



