Nel pomeriggio di giovedì 8 ottobre, le strade di via Treves sono state teatro di una marcata manifestazione. Il raduno è nato dalla frustrazione di cinque iniziative cooperative che, a causa di recenti inchieste sull’urbanistica milanese, hanno visto i propri cantieri immobilizzati. Organizzatori – Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL), Lum, Cisl Milano Metropoli e Acli Milano – hanno convocato l’evento per trasformare una questione tecnica in un dibattito di cittadinanza.
Insieme alle associazioni, all’assemblea di giugno aveva già evidenziato la gravità della situazione: 440 alloggi ancora senza avvio dei lavori, di cui 65 destinati all’affitto calmierato (canone previsto di 100-110 euro al mq annuo) e 114 per edilizia convenzionata con prezzi di 2.750 €/mq fino a un tetto di 3.900 €/mq per le unità libere. Questi numeri tradotti in costi concreti significano, ad esempio, un bilocale nuovo con affitto intorno ai 500-600 € al mese.
Il blocco dei cantieri e le richieste dei portavoce
Alessandro Maggioni, presidente del CCL, ha sottolineato che il fermo dei lavori non riguarda soltanto i progetti edili, ma incide direttamente sulla vita di centinaia di famiglie che attendono la loro casa. “440 alloggi i cui cantieri non si avviano, persone che non possono dare seguito ai propri progetti di vita e cooperative che non possono programmare il futuro”, ha dichiarato, aggiungendo che il dialogo con l’Amministrazione è stato prolungato ma non può più restare a parole.
Il segretario generale della Cisl Milano, Giovanni Abimelech, ha reso evidente la dimensione sociale della crisi: “A Milano la casa è diventata un lusso. I lavoratori che tengono in funzione la città – dal tranviere all’infermiere, dall’insegnante al dipendente dei servizi – non possono più permettersi di viverci”. Ha accentuato che, pur rispettando il lavoro dei giudici, chi ha agito in buona fede non dovrebbe pagare il prezzo dello stallo edilizio.
Le cifre che raccontano l’emergenza abitativa
Il prezzo di 2.750 €/mq per l’edilizia convenzionata rappresenta una risposta concreta a una domanda crescente di abitazioni a costi sostenibili. Allo stesso modo, il canone di 100-110 €/mq annuo per l’affitto calmierato è stato pensato per promuovere un abitare accessibile a famiglie e lavoratori. Se i cantieri rimarranno fermi, questi volti di speranza – i “bilocali a 500-600 € al mese” – rimarranno solo proiezioni su carta.
Dichiarazioni istituzionali e testimonianze
All’incontro era presente anche l’assessora alla Rigenerazione Urbana e vicesindaca Anna Scavuzzo, invitata a partecipare per ascoltare le richieste dei soci e dei cittadini. Delfina Colombo, presidente di Acli Milano, ha definito lo stallo dell’edilizia cooperativa una “ferita aperta per l’intera comunità cittadina”, evidenziando che la questione non è puramente privata ma colpisce l’intera struttura sociale della città.
Le parole dei rappresentanti hanno convergono su un unico punto: è necessario trovare “al più presto un sistema” che riavvii i lavori, garantendo che le case costruite con il modello cooperativo – che dimostrano che un altro modo di abitare Milano è possibile – possano essere consegnate a chi ne ha diritto.
Esempio concreto: il caso di Augusto
Il racconto di Augusto, socio della Cooperativa Lambrate, mette in luce le conseguenze personali del blocco. Aveva aderito al progetto di via Treves nel 2022, con l’obiettivo di trasferirsi nella nuova abitazione entro il 2025, data di scadenza del suo contratto di affitto. Quando è diventato evidente che il cantiere non sarebbe partito, ha dovuto acquistare un immobile sul mercato, in un periodo di prezzi in forte crescita. “Il ritardo ha cambiato concretamente le mie prospettive di vita e prodotto un danno economico oggettivo importante”, ha affermato, chiedendo responsabilità a chi ha causato lo stallo.
Il caso di Augusto è solo una delle centinaia di storie che il movimento vuole portare alla luce. Ogni mese di attesa non solo aumenta le spese per le famiglie, ma rende impossibile pianificare un futuro stabile, accentuando l’emergenza abitativa che Milano sta vivendo.



