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Scoperta a Linate: 15 orologi costosi e 325 carte Pokemon per quasi 100mila euro

Una viaggiatrice cinese è stata fermata a Linate con orologi costosi e carte Pokemon: scopri il valore dei beni e la multa applicata.
Scoperta a Linate: 15 orologi costosi e 325 carte Pokemon per quasi 100mila euro

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La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno fermato e ispezionato il bagaglio di una passeggera all’arrivo da Cina al Terminal 1 di Milano Linate, sequestrando 15 orologi di lusso e 325 carte Pokemon, per un valore complessivo stimato vicino a quasi 100mila euro. Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2026.

Perché il controllo è rilevante

Il controllo congiunto tra il Gruppo di Linate della Guardia di Finanza e l’unità UADM Lombardia 2 – Linate ha evidenziato il ruolo dei dispositivi di scansione e delle procedure doganali nel prevenire l’introduzione di beni di valore senza dichiarazione. L’operazione ha riguardato l’accertamento di mancata registrazione e possibili violazioni delle norme sul contrabbando con ricadute amministrative immediate per la passeggera.

Operazione a Linate

Dopo lo sbarco, gli operatori hanno effettuato controlli di routine sui bagagli e, grazie all’uso di apparecchiature a raggi X, hanno individuato un carico inatteso nel bagaglio registrato. La passeggera è stata accompagnata in un’area riservata per l’ispezione manuale, eseguita secondo le procedure del codice doganale. L’intervento è stato condotto in stretta collaborazione fra le due autorità responsabili dei controlli aeroportuali.

Beni sequestrati e valutazione economica

Dall’esame sono emersi 15 orologi di marchi di fascia alta, valutati complessivamente intorno a 68.000 euro e 325 carte da collezione Pokemon per un valore superiore a 27.000 euro. Le carte includevano esemplari rari e alcune edizioni con tirature limitate, classificate quali pezzi ricercati nel mercato dei collezionisti. La somma delle due voci ha portato a una valutazione complessiva che si è avvicinata a quasi 100mila euro.

Procedure amministrative e sanzione

Alla passeggera è stata contestata l’importazione in contrabbando per mancata dichiarazione dei beni soggetti a dazi e IVA. L’Agenzia e la Guardia di Finanza hanno calcolato una sanzione amministrativa, comprensiva di IVA e dazi evasi, di oltre 26.000 euro. La donna ha scelto il ravvedimento operoso e ha versato l’intero importo sul posto, regolarizzando la propria posizione.

Custodia dei beni e iter successivo

Tutti gli oggetti sono stati posti sotto sequestro e rimarranno in custodia delle autorità competenti in attesa di ulteriori determinazioni giudiziarie o amministrative. L’operazione è stata presentata come esempio dell’attività di vigilanza su beni di lusso e collezionismo all’interno degli scali internazionali.

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