Nel corso di un incontro a Parma, il noto giornalista e ex direttore di Repubblica Mario Calabresi ha dichiarato che “Milano mi chiama in modo forte”. L’affermazione, più che una citazione personale, è diventata un segnale per il centro-sinistra milanese, che da settimane valuta la possibilità di sostenere una sua candidatura alle elezioni comunali del 2027. Calabresi ha spiegato che la sua esperienza di raccontare la realtà politica lo ha sempre spinto a individuare soluzioni, ma ora sente il dovere di passare dal racconto all’azione.
Le priorità di Calabresi: giovani, housing e welfare
Durante la conferenza stampa, il candidato ha sottolineato tre temi che definiscono la sua agenda. Primo, la difficoltà dei giovani tra i 25 e i 40 anni a trovare un alloggio dignitoso. “Gli affitti sono inavvicinabili, il costo della vita è europeo ma gli stipendi rimangono locali”, ha affermato, chiedendo interventi concreti per rendere la casa un bene accessibile. Secondo, la necessità di ridurre drasticamente le liste d’attesa degli asili nido che attualmente contano migliaia di famiglie in attesa. Infine, ha richiesto un ritorno al concetto di “cura” nella politica urbana, intendendo con questo la creazione di spazi sociali gratuiti e di servizi di prossimità per tutti i cittadini.
Esempi di politiche urbane europee
Calabresi ha citato come modello la Vienna dove le politiche abitative hanno tenuto sotto controllo i prezzi, e Parigi che ha investito in aree verdi e nella depavimentazione di quartieri densamente abitati. Secondo lui, Milano può trarre ispirazione da queste esperienze per contrastare la crescente segregazione spaziale e rilanciare la vivibilità.
Il contesto interno al centro-sinistra e le prossime mosse
Nonostante l’entusiasmo di Calabresi, il Partito democratico non ha ancora formalizzato una decisione sulla modalità di selezione del candidato. La segretaria Elly Schlein, presente all’evento, ha mantenuto un approccio prudente, indicando la necessità di definire un programma chiaro per i prossimi cinque anni prima di fissare una candidatura. Nei giorni successivi, il braccio destro del PD, Igor Taruffi, dovrebbe recarsi a Milano per confrontarsi con le strutture locali, mentre diverse figure di spicco – tra cui il vicesindaco Anna Scavuzzo e l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte – sono state menzionate come possibili contendenti nelle primarie interne.
Le primarie come scenario possibile
Al momento non esiste un calendario ufficiale, ma le discussioni interne suggeriscono che le primarie potrebbero diventare il metodo preferito per scegliere il candidato di coalizione. Calabresi ha dichiarato di essere pronto a partecipare a questo percorso, pur richiedendo “calma” e “ordine” per evitare decisioni affrettate.
Il fronte del centro-destra: Lega, Forza Italia e le trattative di coalizione
Nel frattempo, il lato opposto dello spettro politico non è inattivo. Matteo Salvini ha indicato Silvia Sardone come possibile candidata del Carroccio, ma il coordinatore regionale di Forza Italia, Alessandro Sorte, ha richiesto l’organizzazione di primarie “per tutto” se la Lega non volesse cedere il ruolo di candidato. Il dibattito interno al centro-destra si svolge a Roma, dove le due forze cercano di accordarsi per non dividere il voto a pochi mesi dalle elezioni.
Strategie e possibili alleanze
Le voci indicano che Forza Italia potrebbe decidere di ritirarsi a favore di Napoli, mentre la Lega vuole difendere il proprio dominio sui comuni lombardi e garantirsi un ruolo di spicco nella futura regione del 2028. Alcuni esponenti, come Maurizio Lupi di Noi Moderati o Matteo Perego, candidato di Forza Italia, sono citati come alternative a Sardone. La definizione del candidato del centro-destra rimane quindi una questione aperta, che si risolverà probabilmente nei mesi pre-elettorali.
Le prossime settimane vedranno probabilmente l’avvio delle primarie interne, la stesura di programmi elettorali e una serie di incontri tra i leader nazionali e le realtà locali, tutti elementi che condizioneranno il futuro politico della città.



