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Sparatoria a Covo: due morti davanti a capannone usato come luogo di preghiera

La notte scorsa una sparatoria fuori da un capannone a Covo ha causato la morte di due persone, mentre i carabinieri ricostruiscono la dinamica

Sparatoria a Covo: due morti davanti a capannone usato come luogo di preghiera

La comunità locale è sotto shock dopo che due uomini di nazionalità indiana sono stati trovati senza vita a seguito di una sparatoria avvenuta la notte scorsa nella zona industriale di Covo, in provincia di Bergamo. Secondo quanto raccolto finora, le vittime erano uscite da un capannone adibito a luogo di preghiera pochi minuti prima dell’agguato.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Treviglio, che stanno coordinando le attività investigative e cercando di ricostruire ogni fase dell’accaduto.

Le prime ricostruzioni indicano che gli aggressori sarebbero sopraggiunti a bordo di un’auto e avrebbero aperto il fuoco dall’esterno, per poi allontanarsi rapidamente. Le due persone colpite hanno ricevuto numerosi proiettili e, nonostante l’intervento dei soccorsi, per loro non c’è stato nulla da fare. Al momento non sono state rese note le identità delle vittime, né è stato chiarito un possibile movente. Gli inquirenti mantengono aperte tutte le piste e procedono con rilievi tecnici e ascolto di testimoni per acquisire elementi utili.

La dinamica dell’agguato e i rilievi sul posto

Le verifiche condotte dai militari si concentrano sull’area esterna del capannone, dove sono stati rilevati i segni della sparatoria. Il sopralluogo ha previsto rilievi balistici e la raccolta di testimonianze da parte di chi si trovava nei pressi al momento dei fatti. Il veicolo utilizzato dagli autori dell’attacco è descritto dalle prime segnalazioni come un’auto dalla quale sono stati esplosi i colpi; gli investigatori stanno ora cercando tracce utili come frammenti, bossoli e impronte, oltre a verificare il transito di mezzi nella zona industriale attraverso le registrazioni disponibili.

Controllo delle immagini e testimonianze

Sono in corso gli accertamenti sulle telecamere di sorveglianza della zona e sugli impianti privati presenti nei capannoni vicini, con l’obiettivo di ricostruire il tragitto dei presunti responsabili. Parallelamente, i carabinieri stanno ascoltando frequentatori del capannone e altri testimoni per ottenere una descrizione più precisa degli eventi. L’analisi dei filmati potrà chiarire il numero di persone coinvolte nell’aggressione e la direzione seguita dopo la fuga, elementi che risultano fondamentali per il prosieguo delle indagini.

Vittime, identità e possibili motivazioni

Ad oggi non sono state diffuse le generalità delle due vittime, in attesa delle procedure di identificazione e del coinvolgimento delle autorità competenti per il contatto dei familiari. Rimane al centro dell’inchiesta la domanda sul movente: dalle prime fasi investigative gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, che possa ricollegarsi a tensioni interne alla comunità, a questioni personali o, ancora, ad altre dinamiche di carattere criminale. La prudenza degli investigatori è motivata dalla necessità di verificare ogni elemento senza trarre conclusioni affrettate.

Ruolo delle autorità e comunicazione alla comunità

I carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno assunto il coordinamento operativo, stabilendo un raccordo con le autorità locali per gestire l’emergenza e informare la cittadinanza. Le forze dell’ordine hanno invitato chiunque avesse notato movimenti sospetti o disponesse di immagini utili a presentarsi agli uffici competenti o a fornire materiale tramite canali ufficiali. È stato inoltre predisposto un servizio di vigilanza nella zona per garantire la sicurezza mentre proseguono gli accertamenti.

Prospettive investigative e ipotesi aperte

Le indagini proseguiranno con l’analisi approfondita delle tracce raccolte, con esami balistici e con il confronto delle versioni fornite dai testimoni. Gli inquirenti valutano anche eventuali connessioni con episodi precedenti nella provincia, analizzando banche dati e movimenti di veicoli segnalati. L’approccio rimane sistematico: ogni elemento, dal macchinario di sorveglianza alle testimonianze, verrà esaminato per costruire una ricostruzione solida della serata in cui due persone hanno perso la vita nella zona industriale di Covo.

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