Dalle dichiarazioni del direttore sportivo e dell'allenatore emergono due priorità: decidere il modello di gioco e ritrovare energia. Le responsabilità vengono riconosciute, ma restano domande sull'organizzazione

La sconfitta casalinga contro il Bayern e la conseguente eliminazione dall’Eurolega hanno aperto una fase di riflessione profonda in casa Olimpia Milano. Il confronto pubblico tra responsabilità tecniche e decisioni dirigenziali è diventato il tema principale dopo l’ennesimo anno senza i play-in, il quarto consecutivo.
Nel dopo-gara del 9 aprile 2026, il direttore sportivo e l’allenatore hanno offerto letture differenti ma convergenti sui punti critici: serve una scelta netta sul tipo di gioco, sul profilo degli interpreti e su come stimolare l’orgoglio della squadra. Le parole di entrambi provano a trasformare la delusione in tracce operative per il futuro.
Le osservazioni di Daniele Baiesi
Il direttore sportivo ha detto chiaramente che, prima di ogni cambiamento, occorre decidere il modello di gioco che la società vuole perseguire. Baiesi ha spiegato di non conoscere a fondo alcune scelte del passato — «non c’ero fino all’anno scorso» — e ha evidenziato la necessità di evitare processi che partano dal risultato per poi cercare di adattare tutto retroattivamente. Per lui la sequenza giusta è l’inversa: stabilire il progetto sportivo e poi scegliere il personale adeguato per attuarlo.
Responsabilità e valutazioni
Baiesi ha inoltre assunto la responsabilità degli errori commessi nella stagione, sottolineando che l’analisi non può limitarsi al risultato ma deve ricercare coerenza tra obiettivi e risorse. Nel suo ragionamento, mettere i giocatori nelle condizioni migliori per esprimersi è cruciale: chi arriva a Milano deve trovare un ambiente e un sistema che valorizzino le sue qualità. Il messaggio è chiaro: non si può più operare per tentativi, serve pianificazione e reclutamento mirato.
Le riflessioni di Peppe Poeta
L’allenatore ha scelto un tono di sincera presa di responsabilità dopo la partita. Poeta ha chiesto scusa ai tifosi e alla proprietà, riconoscendo che nelle ultime settimane la squadra ha perso energia e continuità emotiva. Allo stesso tempo ha ricordato alcuni segnali positivi mostrati durante la stagione — rimonte e vittorie importanti — per spiegare che il potenziale esiste, ma va trasformato in prestazioni costanti per tutti i 40 minuti.
Motivazione e metodo
Poeta ha insistito sul fatto che il suo compito è trovare le «corde giuste» per accendere l’orgoglio dei giocatori: è un lavoro che richiede tempo, cambi di approccio e, se necessario, una diversa gestione di alcuni interpreti. Ha ribadito la sua soddisfazione per la conquista della Coppa Italia ma ha anche ammesso i limiti nel riuscire a ribaltare una stagione in corsa senza strumenti adeguati. Inutile negare la pressione dei tifosi e i fischi, ma per Poeta la soluzione passa dalla capacità di ricompattare la squadra attorno a idee chiare.
Conseguenze pratiche e scenari futuri
Le dichiarazioni congiunte tracciano una roadmap implicita: prima definire il modello di gioco, poi allineare risorse umane e tecniche. Questo approccio implica una revisione del mercato e forse del metodo di scouting, con attenzione al profilo dei giocatori che possono sposare il progetto. L’elemento dirigenziale qui è centrale: occorre una sintonia tra chi costruisce la rosa e chi la allena sul campo.
In prospettiva, la società dovrà valutare con concretezza come intervenire sul roster e sullo staff per evitare che la stagione appena conclusa resti un ciclo di delusioni. La volontà dichiarata è di non nascondere i problemi e di lavorare per rimediarli, ma la chiave sarà la capacità di mettere in pratica ciò che ora viene evocato: decisioni nette, coerenza tattica e attenzione alle componenti emotive della squadra.





